Strisce blu autovelox multe

Strisce blu e autovelox: multe record per riempire le casse comunali?

Automobilisti penalizzati da troppe strisce blu e autovelox? "Le multe non servono per la sicurezza ma per riempire le disastrate casse comunali", lamenta Federcontribuenti.

29 aprile 2019 - 18:07

I comuni italiani, soprattutto quelli più grandi, speculano sulla pelle degli automobilisti? È quanto sospetta la Federcontribuenti, secondo cui le amministrazioni comunali avrebbero piazzato un po’ ovunque strisce blu e autovelox non tanto per regolare parcheggi e traffico, quanto per emettere il maggior numero di multe e coprire con gli incassi i buchi di bilancio. Tutto ovviamente a danno dei conducenti consumatori, che nell’ultimo anno hanno pagato sanzioni per 1,8 miliardi di euro.

TANTE STRISCE BLU E POCHI PARCHEGGI GRATUITI

“Nei centri cittadini vige il Far West”, si legge in una nota della federazione a tutela dei contribuenti. “Eppure l’articolo 7 comma 8 del Codice della Strada impone che i parcheggi a pagamento di strade pubbliche prevedano sulla stessa area o nelle immediate vicinanze parcheggi non a pagamento”. Ma ciò spesso non avviene e specialmente nei centri cittadini è praticamente impossibile trovare un parcheggio gratuito. “I comuni hanno creato un business e stanno abusando fin troppo delle cosiddette ‘zone di particolare rilevanza urbanistica’, dove non sono obbligati a prevedere parcheggi free, neppure per i residenti”. Zone che però non sono mai adeguatamente delimitate, come invece dispone il Codice.

LE PREVISIONI D’INCASSO DELLE STRISCE BLU VANNO IN BILANCIO

Il rastrellamento di soldi nelle tasche degli automobilisti con strisce blu e autovelox sta avvenendo soprattutto nelle grandi città. “A Milano di recente ci sono stati nuovi aumenti per parcheggiare in centro. Adesso le previsioni di incasso delle strisce blu vanno direttamente in bilancio, mentre i proventi delle multe servono per risanare le casse comunali”, lamenta ancora Federcontribuenti. Nonostante il Codice della Strada contempli che almeno il 50% di quei proventi dovrebbe servire per la sicurezza stradale. Così come gli incassi dei parcheggi a pagamento sarebbero da destinare al finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la mobilità urbana. “Ma è evidente che nessuno controlla queste spese. Con la conseguenza che il Fondo Nazionale Trasporti ha subito una decurtazione di 30 milioni all’anno, per tre anni, per problemi di bilancio pubblico”.

40 MILIARDI L’ANNO DAI TURISTI MA NON BASTANO

Numeri che fanno a pugni con l’enorme cifra, circa 40 miliardi di euro l’anno (di cui 10 contando i soli trasporti), che le maggiori città d’arte italiane, Milano, Venezia, Roma, Firenze, Napoli e Palermo, incassano dai soli turisti. Dove finiscono questi soldi, si chiede Federcontribuenti, se poi i comuni hanno bisogno di fare cassa vessando gli automobilisti locali?

LE NOVITÀ DEL CODICE DELLA STRADA 2019

Le cose però potrebbero presto cambiare perché nel testo base del nuovo Codice della Strada, che a breve approderà in Parlamento, ci sono importanti novità sulla destinazione degli incassi delle multe. Meno limiti sulle quote che gli enti locali possono assegnare alla sicurezza stradale. E più trasparenza sull’uso effettivo dei soldi, con l’obbligo di rendicontare le sanzioni elevate e le relative spese. Si passerà finalmente dalle parole ai fatti?

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