Pedone investito da un conducente abbagliato dal sole

Pedone investito da un conducente abbagliato dal sole: c’è colpa?

Nell'eventualità di un pedone investito da un conducente abbagliato dal sole, quest'ultimo può essere giustificato? La Corte di Cassazione si è recentemente occupata del caso.

25 settembre 2019 - 12:44

Nel caso di un pedone investito da un conducente abbagliato dal sole, quest’ultimo può sfuggire dalle proprie responsabilità portando come giustificazione l’improvviso accecamento che gli ha impedito di scorgere il passante? A maggior ragione se costui stava attraversando fuori dalle strisce pedonali? A tale quesito ha risposto la Corte di Cassazione con la sentenza n. 27876/2019, che non è risultata favorevole all’automobilista.

PEDONE INVESTITO DA UN CONDUCENTE ABBAGLIATO DAL SOLE: IL CASO PRESO IN ESAME

La Suprema Corte si è espressa sul caso di un investimento pedonale accaduto a Enna, in Sicilia, dopo che il locale Giudice di Pace aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di una conducente imputata del reato di lesioni colpose gravi aggravate dalla violazione della disciplina sulla circolazione stradale ai danni di due pedoni. Dalla ricostruzione dei fatti era emerso infatti che l’imputata, quantunque giunta nel tratto stradale in questione a velocità superiore al limite consentito, non aveva potuto evitare l’impatto sia per l’imprudenza dei pedoni stessi, sbucati all’improvviso dallo spazio tra due vetture parcheggiate e fuori dalle strisce pedonali, sebbene non troppo distanti; e sia perché abbagliata dal sole, circostanza peraltro confermata dagli agenti intervenuti sul luogo del sinistro.

TRA CONDUCENTE E PEDONE È IL PRIMO CHE DEVE PRENDERE LE MAGGIORI PRECAUZIONI

La vicenda però non si è chiusa lì perché la parte civile ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la contraddizione tra la pronuncia del Giudice di Pace e l’assodato principio giurisprudenziale secondo cui l’attraversamento improvviso del pedone, pure al di fuori delle strisce pedonali, va considerato un rischio tipico e prevedibile della circolazione stradale. E soprattutto che l’abbagliamento da sole non esclude automaticamente la responsabilità del conducente, trattandosi di caso decisamente non fortuito che impone al guidatore di adottare tutte le cautele del caso per non ostacolare la circolazione ed evitare l’insorgere di ulteriori pericoli (per esempio indossando degli occhiali da sole, abbassando le alette parasole e, nei casi più estremi, arrestando la marcia dell’auto), fino al ripristino della corretta visibilità.

PERCHÉ IL CONDUCENTE ACCECATO DAL SOLE È COMUNQUE RESPONSABILE

Rilievi che la Corte di Cassazione ha fatto propri accogliendo il ricorso sulla base, appunto, di due principi consolidati già evidenziati da precedenti sentenze. Il primo attribuisce sempre al conducente che non ha osservato una prudente condotta di guida (mantenendo una velocità moderata) la responsabilità di un eventuale impatto con un pedone, anche se costui ha attraversato la carreggiata fuori dalle strisce (poi, caso per caso, si può valutare la sussistenza di un concorso di colpa); il secondo principio prevede che, in tema di circolazione stradale, l’abbagliamento da raggi solari del conducente non possa considerarsi una circostanza inattesa e, pertanto, non escluda la penale responsabilità per i danni che ne siano derivati alle persone. Ogni automobilista ha infatti il dovere di adottare le dovute cautele, anche prima di mettersi in marcia, per evitare che il sole gli impedisca di guidare in sicurezza.

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