Metano al Self: pubblicato il Decreto sul rifornimento con la “Patente”

E' ufficiale il decreto che regolamenta il rifornimento di metano al Self Service h24. Il testo in Gazzetta ufficiale introduce l'obbligo della licenza

22 marzo 2019 - 12:01

Dopo una serie di ritardi rispetto all’Europa è finalmente stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che predispone le modalità per il rifornimento del metano in Self Service. Una novità attesa in Italia di cui vi abbiamo anticipato qui estratti della bozza che renderà felici gli automobilisti “metanizzati” e i gestori delle flotte, poiché si potrà fare rifornimento oltre l’orario di esercizio (anche di notte) ma con non poche condizioni. Il decreto, infatti, da una parte dà la facoltà (non l’obbligo) ai distributori di adeguare l’impianto per il rifornimento dei consumatori in autonomia. Dall’altra però stabilisce dei paletti sulla formazione degli automobilisti e la responsabilità in caso di negligenze o false dichiarazioni. Ecco cosa dice il decreto sul metano al Self Service e quali potrebbero essere le criticità per gestori e automobilisti.

IL SELF SERVICE SARA’ FACOLTATIVO

Il Decreto sul rifornimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.67 del 20 marzo 2019, entrerà in vigore il trentesimo giorno successivo a tale data. La parte più rilevante per i gestori riguarda cosa devono fare per consentire il rifornimento di metano. Quella che interessa gli automobilisti invece obblighi e responsabilità per poter fare metano, ma di questo ne parliamo più avanti. Partendo dalle disposizioni tecniche per i gestori, bisogna sottolineare che le novità non costituiscono un obbligo di adeguamento, e forse è un bene. Perché da un lato il numero di auto circolanti a metano è passato da 911.246 a 926.704 tra il 2016 e il 2017 secondo il report dell’Osservatorio ACI. Dall’altro si stanno rimescolando le carte sulle le immatricolazioni di auto nuove a metano in Europa con numeri altalenanti. E poi non si può sottovalutare anche la proposta di auto nuove dei Costruttori, che vede il passaggio recente del testimone da Fiat a Volkswagen nella classifica delle vendite.

GLI OBBLIGHI (FACOLTATIVI) DEI GESTORI

I gestori però che volessero aggiornare gli impianti offrendo anche il metano in modalità Selfservice dovranno rispettare non pochi obblighi. Molti, soprattutto riguardo alla formazione dei clienti non ancora chiari dal punto di vista dei costi. Conoscerli anche per gli automobilisti è un vantaggio poiché aiuterà a capire in pochi istanti se ci si trova in un distributore dotato di self service:

1) I gestori potranno predisporre il rifornimento in impianti a multi erogazione di diversi prodotti, ma non deve essere possibili rifornire più carburanti sulla stessa auto.
2) I gestori dovranno attivare un sistema di videosorveglianza e di una linea di chiamata di emergenza tramite pulsante collegata a un centralino. Il centralino deve essere presidiato da un addetto specializzato a rispondere alle possibili emergenze che si possono verificare.
3) Oltre alle varie disposizioni tecniche di sicurezza devono esserci chiare indicazioni visive su cosa l’automobilista può fare, come deve farlo e cosa non può fare, almeno in italiano e inglese, sia riguardo al rifornimento sia riguardo alla messa in sicurezza.
4) Il corso di istruzione agli utenti, propedeutico per ottenere la “licenza al self” a carico del Gestore, in alternativa ai video tutorial.

IL CORSO E LA LICENZA PER GLI AUTOMOBILISTI

E con il corso obbligatorio dell’utente per poter accedere al rifornimento  quando la pompa non è presidiata, entriamo nel vivo degli obblighi degli automobilisti. L’utente infatti deve seguire un corso organizzato dal Gestore o tramite un tutorial video che spiega come utilizzare il distributore in self service ma senza alcuna prova finale. Basta semplicemente registrarsi su un portale (che sarà attivato dal Ministero) e con una serie di autocertificazioni entra in possesso della Card elettronica per attivare la pompa e della Licenza sul rifornimento del metano in Self. L’utente infatti:

1) Dovrà dichiarare di essere stato adeguatamente istruito sulle modalità di effettuazione del rifornimento self-service e dei rischi connessi,sulle avvertenze, limitazioni, divieti e comportamento da tenere incaso di emergenza.
2) Dovrà dichiarare che i veicoli destinati al rifornimento devono essere in possesso dei requisiti per la circolazione nel rispetto delle disposizioni vigenti, compresi gli aspetti relativi all’omologazione delle bombole installate e alle relative verifiche periodiche, assumendosi ogni responsabilita’ in merito al corretto uso di tale sistema di rifornimento.

IL RISCHIO DI AIUTARE AUTOMOBILISTI INESPERTI

Ora se consideriamo l’impegno in termini di costi e organizzazione per un Gestore a offrire i corsi per gli utenti, è prevedibile che la maggior parte degli automobilisti si orienterà sui tutorial online, se e quando saranno disponibili. E viene da pensare che, con queste previsioni, non pochi automobilisti potrebbero non essere così precisi sulla legalità dell’impianto e sull’osservanza dei termini di collaudo delle bombole. Inoltre, il divieto di rifornire altri utenti che non siano già stati abilitati può esporre gli automobilisti con licenza al rischio di rifornire auto illegalmente. Non è raro infatti trovarsi davanti il vicino di pompa che chiede aiuto e prodigarsi pensando di fare la cosa giusta. Ma vedremo come il Ministero limiterà i rischi attraverso tutorial chiari e, soprattutto, attività di controllo per prevenire incidenti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Radiazione auto

Bollo auto non pagato: sanzioni, interessi e radiazione

Multa a medico in visita domiciliare

Multa a medico in visita domiciliare: si può annullare?

Taxi NCC Decreto Cura-Italia

Decreto Ristori: indennizzi anche per taxi e NCC, ecco quali