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La patente a livelli riduce gli incidenti: le regole USA-Italia a confronto

Negli USA si può guidare da 16 anni, ma le regole per prendere la patente sono più complesse rispetto agli esami lampo per neopatentati in Italia

23 luglio 2019 - 14:18

L’esperienza al volante è – con le dovute approssimazioni – ciò che caratterizza un guidatore che ha conseguito la patente molto prima di un adolescente neopatentato. E’ su questo principio che nel 1987 è stata introdotta la patente a livelli in Nuova Zelanda prima e nel 1996 la Florida per prima negli USA. Secondo le statistiche al di sotto dei 20 anni il rischio di provocare un incidente è 4 volte maggiore. Ecco perché in molti Paesi, prendere la patente a meno di 18 anni impone dei livelli intermedi e precisi divieti. Un principio molto diverso in Italia dove la potenza del veicolo è ritenuta la maggiore criticità da inibire con un neopatentato alla guida. Vediamo cosa cambia tra USA e Italia e perché altrove la patente a livelli è più efficace.

LA PATENTE A LIVELLI NEGLI USA

Negli USA l’età media per iniziare a guidare un’auto è 16 anni, con eccezioni per alcuni Stati, ma prima di poter guidare “senza limitazioni” bisogna aver superato 70 ore di pratica supervisionata. Fino alla fase intermedia della patente a livelli USA  – scatta a 17 anni – c’è il divieto di guida notturna (in media tra le ore 22 e le 5) e di trasporto di altri passeggeri. Fanno eccezione solo la Florida – Mississipi – Iowa – Dakota (niente regole sui passeggeri) e Sud Carolina (2 passeggeri max, tranne che per andare a scuola). Mentre negli altri stati la media è 1 solo passeggero o nessuno oltre al guidatore. Per avere la piena facoltà di guidare un’auto senza supervisore bisogna aver compiuto 18 anni. E’ scontato astenersi dal bere alcolici prescindere dall’età. Questi divieti provengono da approfonditi studi statistici che negli USA vedono gli adolescenti neopatentati protagonisti di incidenti spesso fatali nelle ore notturne, con o senza passeggeri a bordo.

LE STATISTICHE SUGLI INCIDENTI E LA PATENTE NEGLI USA

Tra il 1996 (entrata in vigore della GDL – Graduated Driver Licensing Systems) e il 2017, i decessi per incidente con un adolescente (meno di 20 anni) al volante sono diminuiti del 53% da 5.819 a 2.734. Secondo uno studio del  National Household Travel Survey del 2017 , il tasso di incidentalità per miglio guidato fino a 16 anni è 1,5 volte più alto dei conducenti a 18-19 anni. Tra i principali errori commessi da un giovane conducente che hanno portato a un incidente mortale ci sono l’alta velocità, l’inesperienza e la presenza di adolescenti in auto. La guida notturna comporta il rischio di incidente fatale 3 volte maggiore sotto i 18 anni rispetto ai conducenti tra 30 e 59 anni. Diversi studi USA confermano anche che il rischio di incidente aumenta in presenza di altri adolescenti se il guidatore ha meno di 18 anni e diminuisce dai 30 anni in poi.

I LIMITI PER 3 ANNI IN ITALIA

In Italia abbiamo parlato più volte della patente a livelli, ma non tanto per i neopatentati, quanto per i conducenti che si improvvisano piloti su strada pubblica al volante di auto sportive (quasi sempre noleggiate). La potenza dell’auto secondo il Codice della Strada italiano è un limite che vige solo per i neopatentati. Dal conseguimento della patente B (18 anni è il requisito minimo) si possono guidare solo veicoli che hanno un rapporto tra peso e potenza di 55 kW/t e massimo 70 kW, solo dopo il 9 febbraio 2011. Ma basta un contrassegno per invalidi, regolarmente detenuto da un familiare per aggirare questo limite. Fino a 21 anni anche in Italia per i neopatentati c’è la tolleranza zero sugli alcolici e i limiti di velocità sono più bassi. Ma forse la patente a livelli per tutti sarebbe più efficace di quella a punti che ormai non preoccupa più con la possibilità di poterli riacquisire con facilità.

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