Case auto al lancio della guida autonoma: chi è pronto davvero per il 2018

Facciamo il punto sui protagonisti della guida autonoma tra aziende alle prese con test e incidenti e chi lancerà i primi servizi di taxi nel mondo

1 giugno 2018 - 14:01

Si parla tanto ultimamente di guida autonoma su strade pubbliche con anche l'Italia che con il recente Decreto Ministeriale ha fatto sapere al mondo giusto che c'è, per non fare brutta figura (in realtà il decreto si può leggere più facilmente in ottica Smart Road, leggi qui di cosa parla) che si perde di vista il quadro complessivo della situazione tra le Case e le Aziende che a breve lanceranno sul serio la guida autonoma e chi invece continua a farne solo propaganda. Facciamo il punto della situazione sul programma che le Aziende e i Costruttori di auto hanno annunciato tra lanci imminenti di servizi di mobilità a guida autonoma e clamorosi slittamenti dei nomi più noti del panorama auto motive.

GOOGLE E GENERAL MOTOR IN TESTA La spin off tecnologica di Google – Waymo – che è anche la sola ad aver effettuato test di guida autonoma con un veicolo senza ne sterzo e pedali, secondo gli esperti è in testa alla corsa a chi riesce prima a piazzare su strade pubbliche una tecnologia di guida autonoma affidabile e sicura. Ma nonostante Waymo, che è anche l'Azienda in grado di spingere autonomamente  le auto alla velocità più alta di tutti su strade pubbliche, stia stringendo più accordi possibili con i Costruttori Jaguar Land Rover, Honda e FCA (è recente proprio con FCA la conferma di 62 mila Chrysler Pacifica rispetto alle 600 auto inizialmente accordate), c'è un grosso problema che si troverà ad affrontare: quello della produzione in larga scala mantenendo i costi bassi, un problema che non riguarda invece General Motors, al secondo posto per sviluppo tecnologico della sua Chevrolet Bolt attraverso la divisione Cruise. E' anche vero però che General Motors ha ritenuto opportuno fermarsi alla velocità di 25 miglia orarie, entro le quali l'auto ha il pieno controllo di se. Mentre Google è il marchio in testa alla Top100 delle aziende mondiali con il maggior valore – leggi qui , a General Motors non manca la solidità finanziaria, visto l'investimento di 2,25 miliardi di dollari del gigantesco investitore tecnologico giapponese SoftBank Vision Fund in Cruise di GM. Mentre Waymo si dice pronta entro la fine del 2018 a lanciare negli USA un servizio di trasporto passeggeri totalmente autonomo, General Motors rimanda alla fine del 2019 la sua data di lancio ufficiale.

PER UBER E TESLA, TRAGUARDO 2020 Ben più caute invece sono Uber e Tesla che guardano con fiducia il 2020, una data ormai comune giusto per assicurare che la tabella di marcia dei test non si ferma, o almeno non del tutto. Poiché entrambe le aziende sono state minate nella credibilità dei sistemi di ausilio alla guida (a Tesla piace definire così il sistema chiamato Autopilot al lancio delle Model S e Model X e non un vero sistema di guida autonoma). Lo stesso vale per Uber, salita agli onori della cronaca per il primo incidente in cui ha perso la vita un pedone investito nei test, guarda qui il video. Mentre Tesla sta lavorando a un miglioramento delle telecamere che saranno in grado di riconoscere le strade e gli oggetti meglio di come possa fare un sistema Lidar utilizzato dalla concorrenza, Uber si è preso una pausa, licenziando 300 tester in Arizona dopo l'incidente come spieghiamo qui, ma promette di rimettersi al lavoro son il reparto di ingegneria e riprendere i test già dopo l'estate.

QUANTI INCIDENTI FA LA TECNOLOGIA PIU' MATURA? Ecco, proprio l'argomento incidenti è un importante indice che può aiutarci a capire a che punto dello sviluppo dei sistemi di guida autonoma siamo arrivati. Intanto tutti i test in corso perseguono il traguardo della guida autonoma di livello 4 (l'auto combina i dati letti dai sensori con i dati di un percorso premappato per orientarsi nell'ambiente), mentre solo Waymo si è spinta fino al livello 5 con la prima auto senza volante e senza pedali, ma ricordiamo che per i test su strada le Chrysler Pacifica devono avere tutti i sistemi per permettere al collaudatore al volante di intervenire. Parlando di maturità dei sistemi di guida autonoma è interessante infatti sapere come le statistiche dicano che le auto di Waymo hanno il più basso livello di intervento esterno e il più basso numero di incidenti rispetto a General Motors: 3 incidenti su oltre 350 mila miglia per Waymo contro 22 incidenti su oltre 132 mila miglia per General Motors.

I COSTRUTTORI AUTO IMPEGNATI NEI TEST Questo è quanto accade oltreoceano, ma ben lontano dalla California anche altri Costruttori si danno da fare, con Daimler che viene riconosciuta come al primo posto in Europa nello sviluppo della tecnologia driverless. Mercedes-Benz infatti ha lanciato il primo Cruise Control sulla Classe S negli anni 90 e oggi propone un sistema di guida semiautonoma  – l'Intelligent Drive – che riconosce anche pedoni e ciclisti. Daimler lavora a stretto contatto con Bosch per raggiungere entro il 2020 il livello di guida autonoma optional su tutte le auto della gamma, anche se i test in corso vedono già i van tedeschi impegnati in condizioni di guida da livello 4-5 per le strade di Boeblingen. Nissan sta testando un'auto completamente autonoma (però a Palo Alto, in California), e si presume possa essere il banco di prova del prototipo Symbioz presentato di recente, intanto il Presidente Renault-Nissan Carlos Ghosn ha sottolineato come il Gruppo abbia venduto il più alto numero di sistemi di sicurezza attiva con il ProPilot di Nissan. Volkswagen offre già il livello più avanzato di guida autonoma sull'Audi A8, per ora utilizza i sistemi Lidar per vedere la strada e prendere il controllo dell'auto fino a 37 miglia all'ora; la data di arrivo della guida autonoma di livello 4 è fissata al 2021. Toyota presso il Research Institute sta mettendo a punto la navetta a guida autonoma che debutterà in versione definitiva in occasione delle Olimpiadi di Tokyo 2020, non avrà ne volante ne pedali. Ford è tra i ritardatari, nonostante abbia speso 1 miliardo di dollari  per acquisire una quota della startup di Intelligenza artificiale Argo AI, i programmi rimandano al 2021 il raggiungimento della guida autonoma di livello 4. Volvo ha l'obiettivo di eliminare tutti gli incidenti ai passeggeri delle sue auto entro il 2020 con  500 esperti che lavorano alla tecnologia di guida autonoma. Intanto, il Pilot Assist di Volvo è già in grado di  mantenere l'auto in corsia e gestire la distanza dall'auto che precede. Poi c'è Hyundai che con più prudenza ha rimandato al 2021 i test di guida autonoma, portando avanti la collaborazione con Aurora, la startup tecnologica che sta lavorando con VW, e con Nvidia.

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