Cartelli stradali modificati: altra oscena e inutile provocazione

Anche a Genova i cartelli stradali vandalizzati, con immagini porno. Una pericolosa e inutile protesta che confonde gli automobilisti

16 gennaio 2015 - 9:00

C'è chi lo trova divertente; c'è invece chi lo reputo un gioco sciocco (e noi siamo per questa seconda corrente di pensiero): parliamo dei cartelli stradali porno per denunciare la prostituzione a Genova-Sampierdarena. Tre raffigurazioni stilizzate di atti sessuali sono state installate la notte scorsa su cartelli stradali in via Sampierdarena e poi rimosse. Le ha realizzate l'artista Alfonso Bonavita per segnalare l'inerzia delle autorità di fronte al fenomeno della prostituzione nelle vie cittadine.

È SUBITO POLEMICA – “Molti – commenta Davide Rossi, capogruppo della Lega Nord nel Municipio 2Genova Centro Ovest – si sono indignati dalla bizzarra trovata dell'artista Alfonso Bonavita circa la realizzazione e affissione dei cartelli raffiguranti varie posizioni sessuali con tanto di orari di libertà di consumo. L'iniziativa a mio avviso esplicava bene le condizioni in cui versa il quartiere, con il problema della prostituzione sempre più forte e fastidioso per i residenti, con il consumo di rapporti spesso alla luce del sole in quel dei parcheggi di Lungomare Canepa dove diverse prostitute esercitano h 24, orari diurni compresi, fregandosene della decenza e tanto meno del farlo vicino al palazzo del Municipio e del comando locale di Polizia municipale”.

CHI È LUI – Alfonso Bonavita, meglio conosciuto come Albo, artista calabrese da anni residente a Genova, nel quartiere Sampierdarena, ha deciso di denunciare la prostituzione che si svolge nella zona: ha creato tre installazioni identiche a reali cartelli stradali, solo che all'interno ci ha disegnato delle posizioni di atti sessuali, con tanto di orari, affiggendoli sotto i veri cartelli stradali della zona per alcune ore. Dopo qualche tempo, infatti, le Forze dell'Ordine hanno rimosso i cartelli stradali porno. Albo ha creato tre cartelli stradali identici a quelli reali, disegnando al loro interno un uomo e una donna impegnati in un atto sessuale: ognuno dei cartelli contiene una posizione dell'atto sessuale differente e, subito sotto la figura, c'è anche l'orario: 19.00-7.00. L'artista non è nuovo a questo genere di installazioni: due anni fa, sul lungomare Canepa, aveva installato sei pannelli raffiguranti sei prostitute e intitolati “Le troiane”. A questi erano seguiti altri sei pannelli, che stavolta raffiguravano i clienti. Bonavita spiega che l'amministrazione comunale non prende in considerazione le lamentele dei cittadini che hanno più volte manifestato al riguardo, così, attraverso le sue opere, vorrebbe “smuovere le coscienze e le autorità che davanti alle proteste civili non si attivano concretamente. Il cittadino deve scendere in campo ed esporsi. Io ho deciso di farlo in prima persona”.

UN GUAIO ULTERIORE – Persone come Bonavita, che modificano i segnali, sono spesso considerati artisti non solo dai politici, ma anche dai giornali. Ma costoro dimenticano un aspetto importante: la sicurezza steadale. La segnaletica italiana è di per sé ingannevole, modificarla è “criminale”. Proprio come Abraham Clet, francese che vive in Italia e ha fatto dei cartelli “pasticciati” il suo marchio di fabbrica. Clet prima tratteggia a mano i disegni, poi li fa diventare adesivi da applicare ai segnali. In questo modo, non si tiene conto dell'emergenza cartelli che c'è in Italia: già nel 2006, l'ACI parlava di orrori ed errori stati scoperti lungo le strade italiane da un'inchiesta sul posizionamento, la chiarezza e lo stato di conservazione dei cartelli stradali. Dall'indagine emerse una situazione preoccupante: cartelli stradali illeggibili, danneggiati o mal posizionati. E nel 2010, a Roma, un'indagine di Assosegnaletica svelò che due segnali verticali su tre sono fuorilegge e che il 94% della segnaletica orizzontale non è a norma nel campione esaminato.

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