Brescia: cartelli stradali razzisti. Comune rischia grosso

Il Comune di Pontoglio contro i cittadini non cristiani. Il Prefetto ne fa una questione di Codice della Strada. Intanto, s'avanza l'ipotesi di reato

7 gennaio 2016 - 10:00

Chi parla dialetto bresciano lo chiama Pontòi, ma il suo status giuridico è Pontoglio: un Comune di 7.000 anime in quel di Brescia, in Lombardia, sulla riva sinistra dell'Oglio (di qui il nome). Ora balzato agli onori della cronaca. Infatti, qualche settimana fa, a ognuno dei cinque ingressi di Pontoglio (in prossimità dei confini con i Comuni di Palazzolo, Palosco, Urago d'Oglio, Cividate al piano e Chiari) è comparso un cartello con scritte di questo tenore: “Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana”. Con la specifica più in basso: “Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”. 

IL SINDACO SPIEGA – L'idea dei cinque cartelli è di Alessandro Giuseppe Seghezzi, sindaco di Pontiglio, eletto tra le fila del Pdl nel 2011. Il motivo? Il 16% della popolazione è formata da extracomunitari. Cui in questo modo si chiede il rispetto dei valori occidentali. “L'iniziativa, in linea con le precedenti, rispetta le linee programmatiche di inizio mandato – si legge nel comunicato del primo cittadino di Pontoglio -. Sarà nostro compito garantire il rispetto delle regole di educazione e del vivere civile da parte di tutti, salvaguardare la nostra cultura e le nostre tradizioni, valorizzare quanto più possibile il nostro territorio”. La foto del cartello, che è stata pubblicata sulla pagina Facebook del Comune, in poco tempo è stata condivisa da migliaia di persone scatenando forti polemiche. “Il rispetto altrui, è per noi, la prima vera forma di civiltà e libertà”, ha dichiarato il sindaco. 

IL NO DEL PREFETTO – Sulla vicenda è intervenuto nelle scorse ore il Prefetto di Brescia Valerio Valenti: ha invitato il sindaco del Comune di Pontoglio a rimuovere i cinque cartelli, perché non conformi al Codice della Strada. Il segnale è sì di colore marrone, come quelli per indicazioni di carattere turistico, ma non fornisce alcuna indicazione sul territorio. La Digos di Brescia ha invece segnalato la cosa alla Procura, che sta valutando eventuali reati. Si passa così dal Codice della Strada (come già accaduto in passato) al Codice penale, e il peso della vicenda aumenta notevolmente: si cercherà di capire se, per così dire, siamo di fronte a segnali razzisti.

QUESTIONE DELICATA – A seguito della presentazione al ministero dell'Interno di un'interpellanza sottoscritta dal deputato del Pd, Luigi Lacquaniti, e da altri 16 parlamentari in merito al cartello “incriminato”, il deputato democratico, accompagnato dal capogruppo del Pd di Pontoglio, Augusto Picenni, ha incontrato il Prefetto di Brescia Valerio Valenti. “Il Prefetto ci ha informato che la questione presenta due aspetti rilevanti: uno di natura penale ed uno di natura burocratica procedurale. E che i cartelli verranno rimossi – annunciano i due in una nota -. Sotto l'aspetto penale, la Digos è stata investita della questione, ha già effettuato i rilievi di sua competenza sul campo in merito ai contenuti dei cartelli contestati, e ha trasmesso il fascicolo alla magistratura che valuterà in piena autonomia le azioni di sua competenza. Sotto l'aspetto procedurale il Prefetto, documentazione alla mano che ci è stata mostrata, ha rilevato come i cartelli non siano per nulla conformi al Codice della Strada e che quindi vadano rimossi. Il Prefetto stesso ha già scritto in tal senso al sindaco, e in mancanza subentrerà direttamente il ministero, sia intimando al sindaco di procedere alla rimozione, sia eventualmente provvedendo direttamente”. Ma forse ecco il punto ancora più caldo: “Il Prefetto ha condiviso con noi la preoccupazione che cartelli di tal genere possano generare, magari anche strumentalmente, all'interno della comunità di Pontoglio problemi di ordine pubblico, tensione e scontri. Contribuendo a inasprire gli animi e creare maggior insicurezza anziché più sicurezza. E questo all'interno di un paese fino a ora privo di reali motivi di tensione etnica o ideologica”.

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