BMW, dipendenti tuonano sciopero in UK. Possibili stop e consegne rimandate

BMW vuole cambiare il regime pensionistico ai lavoratori in UK ma le fabbriche insorgono, 3.500 dipendenti pronti a incrociare le braccia

6 aprile 2017 - 10:00

I lavoratori di quattro stabilimenti inglesi BMW sono in piena agitazione e minacciando di incrociare le braccia e quindi fermare le linee di produzione. La causa scatenante di questo fermento tra i lavoratori è la dichiarata intenzione da parte del Costruttore di modificare il regime pensionistico, ovviamente in chiave meno conveniente per i propri dipendenti. Lo sciopero e il blocco della produzione causerebbero ingenti perdite economiche all'azienda tedesca, senza contare gli inevitabili slittamenti nelle consegne delle vetture.

3.500 LAVORATORI PRONTI A FERMARE BMW IN UK Secondo quanto dichiarato dal Sindacato Unite, la più importante sigla sindacale britannica, al magazine Autonews sono ben otto gli scioperi in programma nelle fabbriche nelle quali vengono prodotte automobili BMW nel Regno Unito. Fino a 3.500 lavoratori di quattro distinti stabilimenti potrebbero già nelle prossime settimane fermarsi, stoppando le linee di produzione sia negli orari di lavoro che nei turni di straordinario. I primi a incrociare le braccia già il prossimo 19 aprile potrebbero essere i dipendenti dello stabilimento Mini di Oxford, seguiti a ruota da quelli della fabbrica di motori di Hams Hall nei pressi di Birmingham (Leggi qui come Mercedes ha placato lo sciopero in Ungheria).

DANNO INGENTE PER LO STOP DELLA FORZA LAVORO La produzione inglese di veicoli del Gruppo BMW è piuttosto consistente ed è stata stimata in 210 mila esemplari di Mini, 4 mila sontuose Rolls Royce, prodotte in quel di Goodwood nel sud dell'Inghilterra, e 250 mila propulsori nel già citato stabilimento di Hams Hall. Inoltre a Swindon, nel Wiltshire, la Casa tedesca possiede una fabbrica nella quale vengono realizzati componenti, quali portiere e cofani, per la popolare Mini. Il costo di una serie di scioperi di massa sarebbe esorbitante e BMW è costretta a sedere al tavolo delle trattative con sindacati e rappresentanti di fabbrica (Leggi qui quanto è costata 1 ora di fermo a BMW il mese scorso).

BMW APRE A UNA TRATTATIVA CON I SINDACATI La contesa è sull'intenzione di BMW di chiudere il regime pensionistico basato sull'ultima retribuzione e diffondere un nuovo sistema, meno oneroso ma sicuramente meno vantaggioso per i dipendenti (Scopri perché i sindacati tedeschi temono le auto elettriche Audi). La Casa tedesca ha dichiarato di voler agire per garantire la sostenibilità a lungo termine dei trattamenti pensionistici ma, evidentemente messa alle strette dalla minaccia degli scioperi, si anche dichiarata aperta a una trattativa. Un portavoce BMW ha dichiarato: “L'Azienda ha messo sul tavolo una serie di opzioni per aiutare i dipendenti nel passaggio dal vecchio regime al nuovo ed è disposta a trattare ulteriormente”.

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