Bimbi dimenticati in auto: la soluzione per salvarli esiste. I nostri test

Le tragedie ricorrono ma il rischio di dimenticare in auto i bambini è ancora sottovalutato. Ecco le soluzioni più recenti che abbiamo testato

3 giugno 2015 - 16:00

I fatti di cronaca ci mettono regolarmente al corrente di genitori che dimenticano in automobile i propri figli. In Italia, a Vicenza, qualche giorno fa, una bambina di un anno e mezzo è stata scordata in automobile, sotto al sole, per tre ore…la piccola è morta. Dopo i tragici casi di morte di bambini per asfissia all'internodelle vetture, dimenticati dai genitori, si sono moltiplicate le proposte e le ricerche di soluzioni per far sì che tali incidenti non accadano ancora.

I DATI GRIDANO SOLUZIONI – Il problema da risolvere è universale. Per fare un esempio, possiamo confermarvi che sono più di 800 i casi registrati negli Stati Uniti negli ultimi dieci anni. Ci permettiamo poi di aprire una digressione rapida, relativa le morti legate a uno scorretto uso dei seggiolini. Insomma, crediamo che il mondo automotive debba dedicare molta attenzione alla salvaguardia della vita dei nostri bambini quando sono ospitati negli abitacoli delle vetture. Per questo negli anni da più parti sono arrivate soluzioni tecnologiche per aiutare i genitori nel compito di prevenzione degli incidenti di ogni tipo legati all'auto, inclusi quelli dovuti a noncuranza e dimenticanza del piccolo nell'abitacolo. I brevetti registrati sono molti di più rispetto alle poche idee trasformate in prodotti disponibili sul mercato.

LE IDEE ITALIANE PER NON DIMENTICARE I BAMBINI A BORDO -Tra tutte quelle proposte vi segnaliamo quelle che sono state testate e accreditate con i migliori favori (fate attenzione, alcune non lo sono per nulla). Un'invenzione del tutto italiana è Remmy, un sistema di allarme sonoro, semplice e di facile istallazione. Basta infatti sistemare il sensore di rilevamento sotto la fodera del seggiolino per bambini e collegare il cavo alla presa dell'accendisigari di qualsiasi veicolo e non appena il motore si spegnerà, il suono di un cicalino ricorderà a chi è a bordo dell'auto la presenza del bambino. Un ricercatore del Veneto, Fioravante Tiveron, ha brevettato il sistema “Salva bebè”, composto da due rilevatori: il primo posto sul seggiolino del bimbo e il secondo sul sedile davanti. Quando l'autista si alza, e se contemporaneamente il bimbo risulta ancora seduto sul suo seggiolino, un allarme acustico lo avverte della presenza del piccolo a bordo e tale allarme cessa di suonare quando il bimbo viene prelevato o quando il genitore si riaccomoda in auto.

COSA PROPONGONO GLI USA -L'ultima invenzione statunitense si chiama “iAlert”ed è un kit completo con seggiolino e sensori collegati a una app da scaricare sul proprio cellulare. I sistemi di allerta qui sono due: il primo, avverte con una sveglia sullo smartphone, un sms o una email se il bimbo è rimasto a lungo (possibile decidere il limite di tempo prima di farlo suonare) sul seggiolino dopo che l'auto si è fermata. Potrebbe essere un semplice promemoria (magari ci troviamo nell'auto con lui, in coda, e il problema non sussiste), ma se davvero ci siamo allontanati per troppi minuti, l'applicazione ci ricorda che il piccolo è rimasto al suo posto. Il secondo sistema permette invece di essere avvertiti se il piccolo passeggero si è sganciato dal seggiolino e non è più seduto perfettamente al suo posto. In più, l'applicazione registra la temperatura sulla poltroncina, in modo da verificare sempre il rischio di calore per i bambini in abitacolo.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO

Nvidia accusata di plagio: il sistema Mobileye che prevede gli automobilisti

Ford svela le novità elettriche: su Fiesta e Focus arriva il mild-hybrid

Firenze sarà PlasticFree dal 2020? L’iniziativa avviata da una scuola