Batterie che non si scaricano: l'elisir di lunga vita viene dall'Australia

Il trattamento messo a punto dai ricercatori del CSIRO stabilizza le batteria al litio e le rende immuni dalla scarica fino a 12 mesi

 
Batterie che non si scaricano: l'elisir di lunga vita viene dall'Australia Il trattamento messo a punto dai ricercatori del CSIRO stabilizza le batteria al litio e le rende immuni dalla scarica fino a 12 mesi

Il trattamento messo a punto dai ricercatori del CSIRO stabilizza le batteria al litio e le rende immuni dalla scarica fino a 12 mesi

15 Giugno 2016 - 08:06

L'organizzazione scientifica australiana CSIRO ha messo a punto un processo chimico di pre-trattramento delle batterie a litio che promette di fare miracoli: non solo aumenterebbe la capacità delle batterie stesse, ma ne ridurrebbe l'effetto di perdita di carica durante i lunghi periodi di inutilizzo.

LA SCOPERTA L'australiana CSIRO, Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation, ha approntato un processo chimico grazie al quale l'industria dell'elettrico, che coinvolge quindi anche l'espansione delle auto elettriche, potrebbe avere un boom nei prossimi anni. Le batterie al litio sono praticamente le stesse che vengono usate oggigiorno, quindi non sarebbe richiesta alcuna modifica alla linea produttiva delle Case, perché il processo si differenzia semplicemente per un bagno chimico che gli elettrodi devono subire prima di essere assemblati.

IL METODO Gli elettrodi di litio vengono immersi in un bagno elettrolitico contenente sali di litio e liquidi ionici prima ancora dell'assemblaggio. I liquidi ionici fondono i sali a temperatura ambiente, e creano un film protettivo attorno agli elettrodi, che per giunta è del tutto inerte: non è colorato, è inodore, non è infiammabile ed è chiaro (non opaco, quindi). A detta del Dr Adam Best, ricercatore del CSIRO, “il pretrattamento riduce l'abbattimento degli elettroliti durante l'utilizzo della batteria, che è proprio ciò che ne determina l'aumento prestazioni e vita operativa”.

GLI EFFETTI Gli effetti di questa ricerca, il brevetto della quale è ovviamente detenuto dalla CSIRO, vengono misurati in un aumenta della capacità delle batterie, che diventano anche più efficienti e quindi potrebbero aumentare l'autonomia dei veicoli elettrici. In più è possibile conservare per molto tempo le batterie senza che queste comincino a scaricarsi a causa dell'inutilizzo, permettendo una produzione preventiva di unità che poi potrebbero equipaggiare le auto. Questo potrebbe rivelarsi vincente per la Tesla Model 3, considerando le presunte richieste future di batterie (leggi della crisi nella produzione di batterie di Tesla), oppure per la gigafabbrica che LGChem è in procinto di costruire in Europa (leggi dei piani in Europa di LGChem).

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