Autovelox nascosto? Multa valida. Sentenza misteriosa

Autovelox nascosto? Multa valida. Sentenza misteriosa Bizzarra sentenza del Tribunale di Caltanissetta: la multa per un'infrazione rilevata con autovelox nascosto è valida

Bizzarra sentenza del Tribunale di Caltanissetta: la multa per un'infrazione rilevata con autovelox nascosto è valida

25 Gennaio 2016 - 08:01

Discutibile sentenza del Tribunale di Caltanissetta, depositata in Cancelleria il 15 novembre 2015: la multa per eccesso di velocità rilevata con autovelox è valida anche se il dispositivo non si vede. Purché il cartello di preavviso sia visibile. Così l'automobilista (particolarmente sfortunato), dopo aver perso in primo grado davanti al Giudice di pace, subisce una sconfitta anche in secondo grado.

QUALE ARTICOLO – Secondo la misteriosa sentenza del Tribunale di Caltanissetta, l'articolo 142 comma 6 bis del Codice della Strada stabilisce che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi le cui modalità di impiego sono stabilite con decreto del ministro dei Trasporti, di concerto con il ministro dell'Interno. “Dal tenore del dato normativo (e in particolare dall'uso del verbo 'ricorrendo', che pone l'impiego di 'cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi' in posizione di strumentalità rispetto alla prescritta segnalazione delle postazioni di controllo) – dice il Tribunale – si ricava che la 'segnalazione' e la 'visibilità' devono caratterizzare non già la postazione dell'autovelox in sé, intesa in senso fisico – ossia quale insieme di personale e mezzi preposti al controllo del traffico – quanto, piuttosto, la sua presenza nei pressi della sede stradale, in modo da spiegare utilmente la propria finalità di avvertimento nei confronti degli automobilisti”.

POTERE SANZIONATORIO – Per il Tribunale, il potere sanzionatorio della Pubblica amministrazione, in materia di circolazione stradale, “non è tanto ispirato dall'intento della sorpresa ingannevole dell'automobilista indisciplinato in una logica patrimoniale captatoria, quanto da uno scopo di tutela della sicurezza stradale e di riduzione dei costi economici, sociali ed ambientali derivanti dal traffico veicolare, anche mediante l'utilizzazione delle nuove tecnologie di controllo elettronico”. Ed ecco il cuore della questione: “Gli organi di Polizia stradale possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148” del Codice della Strada. “Ne consegue che la finalità informativa in ordine alla presenza di una postazione di autovelox, risulta utilmente assicurata a mezzo della semplice – purché idonea – segnalazione dell'autovelox a mezzo di cartelli o altri dispositivi luminosi ben visibili”.

E LA CIRCOLARE MARONI? – La sentenza è molto discutibile. Anche perché, oltre al Codice della Strada (che parla di visibilità di autovelox), c'è la Circolare Maroni del 2009 (vedi qui) a ribadire il concetto con forza: “Tutte le segnalazioni dovranno comunque essere collocate in condizioni di sicurezza e in modo da consentirne il tempestivo avvistamento da parte degli utenti in transito e la tutela dell'incolumità degli operatori di Polizia (vedi qui)“. Un cartello che preavvisi l'autovelox basta a far capire che c'è un dispositivo? No. Solo in una minima percentuale, dopo un segnale, c'è davvero un autovelox. La postazione dev'essere avvistabile, al fine di migliorare la sicurezza stradale. Un'interpretazione bizzarra del Codice della Strada e della Circolare Maroni confonde solo le idee. In un settore delicatissimo come quello degli autovelox: i Comuni vengono spesso accusati di fare cassa. Per questo, occorrono trasparenza e norme semplici, che tutti (gestori e automobilisti) devono rispettare. Si dovrebbe evitare di creare una giurisprudenza contraddittoria sulla questione: vedi qui l'incertezza del diritto della circolazione stradale.

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