Autostrade: piani finanziari occulti, investimenti dubbi e profitti assicurati

Gli utili delle società concessionarie noti solo ai funzionari ai Trasporti, che però non avrebbero alcun vantaggio a ficcare il naso e fare obiezioni

12 aprile 2016 - 10:00

In Italia era e resta viva la questione “concessionarie autostradali”: come SicurAUTO.it ha già evidenziato, sono imprenditori a rischio zero, che in qualsiasi caso macinano profitti (vedi qui). Con pedaggi che salgono costantemente: vedi qui. Adesso, ilfattoquotidiano.it rincara la dose e rilancia l'allarme: poiché sono le concessionarie che propongono quali investimenti fare, è inevitabile che diano priorità a quelli che a loro più interessano, tipicamente per ottenere proroghe di concessioni senza gara. I concessionari, specie quelli che hanno già una rete sulla quale “spalmare” i costi, non corrono rischi perché i pedaggi vengono aumentati per assicurare loro comunque ottimi rendimenti sui nuovi capitali investiti, indipendentemente dall'utilità o redditività sociale degli investimenti. Più investono e più guadagnano.

DOV'È IL NODO Quale sia la redditività attesa dei nuovi investimenti, dice  ilfattoquotidiano.it, non viene mai dichiarato. Se però, come ci dicono, è necessario aumentare i pedaggi ogni anno per coprire il costo degli investimenti significa che questi hanno una redditività (riconosciuta dai funzionari del ministero) ben inferiore al (generoso) tasso di remunerazione del capitale garantito alle concessionarie. Ma chi tutela gli utenti e gli interessi generali del Paese? Gli incrementi di tariffa (e gli indennizzi spettanti a fine concessione) sono il risultato di calcoli complessi, contenuti nei piani finanziari elaborati dalle concessionarie stesse e verificati poi dai funzionari dell'Ispettorato, un organo del ministero che era prima una divisione dell'Anas. Le attese di redditività degli investimenti sono implicite in questi piani. Si tratta di lunghe tavolate di numeri la cui valutazione è impossibile anche per esperti che non abbiano le serie storiche e molto tempo da dedicarvi. Certamente non può farlo né un ministro né suoi collaboratori diretti.

CHI OBIETTA QUALCOSA? Poiché i piani finanziari sono secretati, sostiene ilfattoquotidiano.it, gli unici in grado di sollevare obiezioni ai piani elaborati dalle concessionarie sono i funzionari dell'Ispettorato. Un funzionario che sollevi obiezioni di sostanza sa però di perdere tutti i favori, diretti o indiretti, immediati o futuri, che ipoteticamente potrebbe ricevere dalle concessionarie, magari per incarichi a fine carriera. Inoltre rischia di attirarsi anche le antipatie dei colleghi che verrebbero criticati per la loro acquiescenza su quello o altri casi analoghi. Invece, se non solleva obiezioni nessuno potrà mai sindacarlo proprio perché i piani finanziari sono complessi e secretati. La tutela degli utenti in Italia è affidata alla speranza che l'Ispettorato sia pieno di eroi.

UN INVITO A DELRIO Ilfattoquotidiano.it chiude con un invito al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio: se non vorrà passare alla storia per aver anch'egli contributo a perpetuare la scandalosa rendita del settore, dovrebbe far valutare i piani finanziari all'Autorità dei Trasporti, sottoporre i nuovi investimenti del settore a un'analisi costi/benefici per selezionarne le priorità e rendere pubblici, per ogni nuova tratta, le previsioni di redditività finanziaria e di costo del capitale investito. Accadrà mai un miracolo simile?

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