Auto vecchie vendute come nuove: scoperta la truffa da 6,8 milioni di euro

La Guardia di Finanza ha stroncato un traffico di auto estere con 200.000 km vendute dopo averle rimesse a lucido. Ecco come agivano i truffatori

23 febbraio 2016 - 11:00

Il web è infestato di furbetti dell'auto usata. Un bidone vecchissimo con centinaia di migliaia chilometri sulle spalle, tirato a lucido e portato a pochi km in modo fraudolento, e venduto a un prezzo enormemente superiore a quello di mercato: vedi qui le truffe dei contachilometri scalati. Ma per fortuna ogni tanto qualcuno finisce dietro le sbarre. Proprio nelle scorse ore, la Polizia stradale di Mantova, l'aliquota di Polizia di Stato della sezione di Polizia giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Mantova e la Guardia di Finanza di Castiglione delle Stiviere hanno concluso una complessa attività delegata di indagine, nell'ambito dell'operazione “Chilometro Zero-Remax”.

IL BILANCIO – Risultato: cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dal Gip presso il Tribunale di Mantova, su richiesta della locale Procura della Repubblica; sequestro di alcune imprese commerciali e di saldi attivi su conti correnti e libretti al portatore; perquisizioni domiciliari e personali, nei confronti di 15 soggetti indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa, insolvenza fraudolenta ed evasione fiscale. Le operazioni hanno visto la partecipazione di circa 50 agenti, che hanno operato nelle Province di Mantova, Brescia e Cremona.

QUALI NUMERI – Le auto in questione, importate dall'estero, avevano una elevatissima percorrenza reale (180.000/220.000 km), ma venivano rivendute previa fraudolenta riduzione dei chilometri indicati (fino a 50.000/70.000 km), dopo essere state anche oggetto di abbellimenti estetici e meccanici. Tali attività venivano effettuate da compiacenti ditte specializzate nei lavori di carrozzeria, di meccanica e di taratura di dispositivi analogici o digitali. Una super truffa, quindi: vedi qui.

POLLI DA SPENNARE – Le vittime cadevano nella trappola su Internet. I principali canali di vendita delle auto erano i siti specializzati (del tutto ignari della cosa, e in certo modo anch'essi vittime del raggiro). Oltre alla truffa in danno degli acquirenti, veniva acclarata un'ingente evasione fiscale, perpetrata mediante il sistema di frode, anche attraverso la creazione di soggetti economici solo formalmente di diritto estero (austriaco e croato). La banda, dal 2012 al 2014, ometteva di dichiarare ricavi per 6.858.000 euro, IVA per 1.400.000 euro, omettevano la contabilizzazione di operazioni imponibili, per l'annualità 2015, per 1.980.000 euro. Nel solo anno 2015, il sodalizio criminale risulta avere venduto oltre 250 vetture, di cui circa 30 in questa Provincia. Un business colossale, un disastro per i cittadini, che si ritrovavano fra le mani un bidone clamoroso, esposto a rotture. E per il Fisco, aggirato di continuo.

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