Auto usate: arriva il certificato ACI ma il servizio non convince del tutto
ACI lancia il nuovo servizio a pagamento di certificazione per auto usate ma alcuni controlli se li deve fare l'automobilista
ACI lancia il nuovo servizio a pagamento di certificazione per auto usate ma alcuni controlli se li deve fare l'automobilista
ACI lancia il nuovo servizio a pagamento di certificazione per auto usate ma alcuni controlli se li deve fare l'automobilista
Il mercato della auto di seconda mano si è imposto da anni e continua la sua crescita progressiva, seppure con altalenanti statistiche, arrivando nel 2016 a contare oltre 1,5 auto usate vendute per ogni nuova auto immatricolata. C'è poco da esultare però poiché, secondo ACI, il 53% delle auto in circolazione ha oltre 10 anni. E per questo ha annunciato il nuovo servizio di Certificazione dell'usato, un checkup di 115 controlli presso le officine ACI Global che si presta a mettere ai raggi X – o così sembrerebbe – la storia vissuta di un'auto usata, utile a chi deve comprare ma anche a chi deve vendere (ne abbiamo parlato anche qui del servizio di certificazione dell'auto usata di Bosch). L'aspetto che ci ha incuriositi di più, tra gli altri non meno importanti, è la possibilità di sapere se l'auto usata è stata richiamata dal Costruttore nel corso degli anni. Un controllo che chiunque può fare liberamente anche da casa accedendo all'albo dei richiami del MIT, ma che da sempre viene reso poco agevole dalle informazioni talvolta incomplete (manca sempre l'intervallo dei numeri di telaio) o inesatte delle auto coinvolte nei richiami ufficiali. Allora abbiamo contattato ACI-Sara (che grazie a questo certificato è stata insignita dalla FIA con l'Innovation Award 2016) per capire meglio come si riescono ad aggirare queste difficoltà nei controlli dei richiami auto – che si basano appunto proprio sulla tracciabilità del numero di telaio – e a scovare tutte le insidie più pericolose che può celare un'auto usata incidentata o taroccata.
UN CERTIFICATO CHE NON CERTIFICA TUTTO “Garantire gli acquirenti e innalzare gli standard di sicurezza del parco veicolare sono questi gli obiettivi del nuovo servizio ACI che offre agli automobilisti uno strumento di trasparenza nella compravendita di veicoli usati, attestando lo stato dei mezzi in base ai fattori di usura, manutenzione effettuata ed efficienza meccanica.” Fa sapere ACI “Il servizio Certificazione dell'Usato aiuta gli automobilisti ma anche aziende e concessionari – che, approfondendo lo stato reale del veicolo, possono venderlo prima e meglio – con benefici per le compagnie assicurative, che vedono scongiurati i rischi di frode.” Infatti tra i vari controlli previsti dalla nuova Certificazione dell'usato di ACI ce ne sono molti di routine previsti nella revisione periodica a pagamento (scopri tutte le novità sulla revisione auto dal 2017), come le verifiche preliminari e identificazione del mezzo, gli organi e parti attinenti alla visibilità, la carrozzeria ed esterno veicolo, il vano motore, il sottoscocca e organi dello sterzo, l'impianto frenante, ruote e pneumatici. Ai quali poi si aggiungono tra gli altri anche il controllo delle dotazioni del veicolo e del baule, della trasmissione e sospensioni, un test drive e, come anticipato in apertura, lo spinoso controllo dei richiami ufficiali delle Case auto che SicurAUTO.it per primo in Italia monitora con un servizio unico pubblicando i bollettini del Ministero dei Trasporti (vedi in questa sezione tutti i richiami ordinati per marca e modello). Va precisato che il servizio ACI di Certificazione dell'usato è integrabile con la polizza SaraCheckPoint, di Sara Assicurazioni – assicuratrice ufficiale dell'Automobile Club d'Italia – che unisce alla certificazione sullo stato dell'auto la copertura contro successivi guasti meccanici. E' per questo che la FIA (Fédération Internationale de l'Automobile) ha conferito ad ACI-Sara, l'Innovation Award 2016, tra i 113 progetti più innovativi dei Mobility Club affiliati. Ecco cosa abbiamo scoperto sulla Certificazione dell'usato ACI e le risposte alle nostre domande forniteci da ACI Global e Sara.
Quanto costa sottoporre l'auto ai controlli di Certificazione dell'Usato a un privato e a un'azienda?
Sara. Per i soci ACI il prezzo lancio è di 99 euro, per i non soci il prezzo di lancio è di 125 euro. Nel B2B (cioè per concessionarie, salonisti e professionisti, ndr) dipende dai volumi.
In che modo si riesce a certificare l'autenticità dei chilometri percorsi dall'auto?
Sara. I Km devono corrispondere a quelli dichiarati dal proprietario, si effettua tuttavia solo una verifica visiva dell'odometro. E' possibile che in fase di controllo tramite tester, possa essere trovato un chilometraggio differente in qualche centralina o nel libretto manutenzione, nel caso viene segnalato sul report finale.
E' possibile fare gli stessi controlli sui richiami anche per le auto importate dall'estero?
Sara. Vengono verificati solo i richiami presenti sul portale del MIT alla data dell'ispezione.
Il sito del Ministero non riporta quasi mai i numeri di telaio delle auto coinvolte nei richiami dei Costruttori. Come ovviate a questo problema?
ACI Global. Tutti i richiami che controlliamo sono quelli presenti sul sito della Motorizzazione (quindi del Ministero, ndr) infatti c'è un disclaimer nel report dello stato d'uso in riferimento al fatto che in quel giorno noi entriamo nel sito della motorizzazione e verifichiamo tramite il numero di telaio se ci sono particolari richiami che segnaliamo nel report. Comunque poi invitiamo i proprietari del mezzo a fare le dovute ricerche del caso presso officine del Brand o altro, perché la Motorizzazione non è sempre aggiornata e potrebbero esserci dei richiami che vengono fuori da lì a qualche giorno. Se uno vuole essere sicuro al 100% deve rivolgersi all'officina del proprio Brand; da ente terzo noi spieghiamo il modo con cui poter controllare, ma per avere la certezza poi non si può fare altro che monitorare il MIT nei giorni seguenti alla certificazione, oppure andare presso la rete ufficiale della Casa costruttrice.
CONCLUSIONI L'idea di proporre un servizio che assista nella vendita e nell'acquisto utenti poco esperti e non addetti ai lavori, soprattutto sulla parte burocratica, ma anche tecnica, è davvero interessante e sembra ormai l'orientamento comune intrapreso anche da importanti reti di officine, dunque tanto di cappello. Ma confidiamo che ACI possa lavorare con il Ministero ad una migliore e più puntuale tracciabilità dei telai coinvolti nell'importante controllo dei richiami auto, che è uno dei capisaldi del servizio di Certificazione dell'usato lanciato dal Club. Quantomeno per fornire agli automobilisti un report completo che, al di là del suo costo, non li costringa a rimboccarsi le maniche e a spendere del tempo in controlli fai da te.