Le auto elettriche e ibride che valgono più crediti CO2 in Europa al 2021

Alcune Case dovranno vendere molte auto elettriche e ibride per evitare multe sulla CO2 al 2021: ecco i Brand che valgono più crediti CO2

10 settembre 2019 - 13:03

Entro il 2021 entreranno in vigore limiti più stringenti sulla CO2 e quindi il numero di auto elettriche e ibride vendute sarà importante per accumulare crediti CO2. Quali sono le auto e i brand che godono di una posizione privilegiata? Sicuramente i Costruttori che da tempo vendono più auto elettriche e ibride ma anche quelli che riusciranno ad evitare le sanzioni sui crediti CO2. Sarà questo il criterio con cui la Commissione europea stabilirà quanto è pulita la gamma di un Costruttore. Ecco quante auto ibride ed elettriche dovranno vendere i Costruttori, chi e come riuscirà ad evitare sanzioni.

I CREDITI SULLA CO2, I LIMITI DAL 2021 E IL CONSUMO DI CARBURANTE

Il rapporto di Transport&Environment elenca i Brand e i Costruttori che hanno accumulato più crediti CO2 fino al 2021. Dal 2021 infatti le emissioni medie delle nuove auto vendute dovranno essere 95 g/km di CO2. Cosa comporta una riduzione dei limiti di CO2 nella guida di tutti i giorni? Il limite in vigore dal 2021 per tutte le auto nuove vendute equivale a un consumo medio di 4,1 l/100 km di benzina o 3,6 l/100 km di gasolio. Benché l’auto contribuisca solo per il 12% alle emissioni di CO2 che finiscono in atmosfera. Se le emissioni medie dei veicoli superano il target per anno, il Costruttore dovrà pagare 95 euro per ogni grammo di CO2/km in eccesso, per ogni auto venduta. Ecco perché il numero di vendite salva i Costruttori di nicchia. Quelli dai grandi volumi invece acquistano crediti CO2 per abbassare la media: FCA ad esempio li ha comprati da Tesla.

I COSTRUTTORI CON PIU’ CREDITI CO2 “MERITATI” O COMPRATI

Allo stato attuale per rispettare i limiti di emissioni di CO2 dal 2021 i Costruttori che hanno meno crediti CO2 dovranno vendere un maggior numero di auto elettriche o ibride. Secondo T&E la media europea è 5% di auto elettriche e circa 13% di auto ibride. E’ questa la diga che separa i costruttori che hanno accumulato (o comprato più crediti CO2) dai costruttori che puntano esclusivamente sui nuovi modelli in listino. Tra i più privilegiati c’è Toyota (che ha venduto crediti CO2 a Mazda), seguita dai brand che hanno un maturato know how con le auto ibride o elettriche. Da notare come FCA sia affiancata a Tesla per l’acquisto di 1,8 miliardi di euro in crediti CO2. Clicca sull’immagine qui sotto per vederla a tutta larghezza.

I BRAND AUTO CHE HANNO MENO CREDITI CO2

Al di sotto delle media EU ci sono tutti i costruttori che hanno poche auto elettriche/ibride in gamma o che non riescono a compensare i crediti CO2 con le auto vendute: in coda Volvo e Mitsubishi che dovranno vendere almeno 1 auto ibrida o elettrica su 4 per stare dentro i crediti CO2 sulle emissioni. Vi starete chiedendo: allora perché tutte le auto supersportive voraci di carburante che emettono oltre 500g/km di CO2 sono ancora in vendita? La risposta si trova nelle deroghe ai limiti di CO2.

LE DEROGHE AI LIMITI E AI CREDITI CO2

Sembra assurdo guardando alla severità dei limiti di CO2 dal 2021, eppure i Costruttori che vendono meno di 300 mila auto beneficiano di esenzioni e deroghe. Non conta quanto costa l’auto, solo quanti veicoli sono stati immatricolati. Così tra le 10.000 e le 300000 auto immatricolate possono chiedere uno sconto del 25% rispetto al 2007 per gli anni 2012-2019. Tra 1000 e 10000 auto immatricolate il Costruttore può proporre il proprio obiettivo di deroga che viene approvato dalla Commissione. Con meno di 1000 auto immatricolate all’anno i Costruttori sono addirittura esonerati dal raggiungimento di un obiettivo di emissioni specifico, a meno che non se lo autoimpongono. Solo per farsi un’idea la Bugatti ha fermato la produzione della Chiron a 500 esemplari. Un’auto che nella tradizione Bugatti non lascia nessun dettaglio al caso, che alla velocità massima emette circa 4,5 kg/km di CO2.

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