Auto elettriche: Europa nel 2030 al passo con Cina, dice T&E. Sarà vero?
L'Industria europea delle auto elettriche insegue il primato cinese come immatricolazioni nel mondo: il divario sarebbe sceso a tre anni. Sarà vero?
L'Industria europea delle auto elettriche insegue il primato cinese come immatricolazioni nel mondo: il divario sarebbe sceso a tre anni. Sarà vero?
Il più recente rapporto di Transport & Environment (T&E) è chiaro: l’Unione Europea si troverebbe a solo tre anni di distanza dalla Cina come vendite di auto elettriche nel mondo. Un divario in diminuzione, destinato a scomparire nel 2030. È vero? Come sempre, la federazione ambientalista si basa su propri studi scientifici. Tuttavia, una lettura critica impone di guardare oltre i numeri ottimisti, analizzando le divergenze strutturali e le reali barriere che separano UE e Cina.
EUROPA VICINA ALLA CINA SULLE AUTO ELETTRICHE: QUALCOSA NON QUADRA
La Cina ha costruito il proprio vantaggio competitivo attraverso un decennio di sussidi diretti, controllo della catena di approvvigionamento delle batterie e una pianificazione centralizzata che l’Europa, per natura frammentata, fatica a replicare con la stessa velocità. Ha in mano batterie, filiera, estrazione di minerali, terre rare, tecnologie.
Affermare che il Vecchio Continente sia a soli tre anni di distanza è un’analisi che poggia sulla proiezione delle vendite, ma rischia di sottovalutare la complessità economica del consumatore europeo medio. Mentre a Pechino l’integrazione tra tecnologia e mobilità è un processo fluido sostenuto da costi di produzione inferiori, in Europa il prezzo d’acquisto rimane la barriera principale. Musk, con le sue Tesla, ne è così consapevole da spostare il campo di battaglia: chip, AI, robot umanoiodi.
IL RUOLO DI T&E NELLE POLITICHE GREEN DELL’UE
Il rapporto di T&E evidenzia come la quota di mercato degli EV in Europa stia crescendo, ma è fondamentale ricordare che l’organizzazione ha una missione politica dichiarata: accelerare il passaggio all’elettrico. Pertanto, i dati vengono spesso presentati per sollecitare i decisori politici a mantenere rigidi i target di emissione per il 2035. La rincorsa alla Cina non è solo una questione di tempo, ma di infrastrutture e capacità di spesa. Si tratta di una lobby di peso, che da anni influisce sulle decisioni della Commissione UE in fatto di mobilità. Ha tutto l’interesse affinché l’auto elettrica resti protagonista.
![]()
LE SCELTE DELL’AUTOMOBILISTA TRA COSTO E PRATICITÀ
Per chi deve acquistare un’auto oggi, il dilemma è reale. Da una parte ci sono le spinte normative e il fascino della tecnologia, dall’altra l’incertezza sulla tenuta del valore dell’usato e i costi energetici variabili. Il mercato dell’elettrico in Europa deve ancora dimostrare di poter uscire dalla “nicchia” per diventare davvero di massa. La parità di prezzo tra auto termiche ed elettriche, prevista da molti analisti entro pochi anni, è il vero spartiacque che deciderà se la profezia di T&E si avvererà o se rimarrà un auspicio di parte.
QUALCHE STIMA DEL PASSATO È STATA UN FLOP
Già in passato, un numero abnorme di associazioni, enti, istituzioni e altri hanno elaborato stime sul boom delle vendite di auto elettriche fatte dall’Europa. Previsioni del tutto sballate. Tanto da influenzare CEO e manager, che hanno poi dovuto fare marcia indietro, scontrandosi con la realtà: i consumatori UE che chiedono ancora auto termiche.