Audi richiama la Q7: 19 mila auto con problemi ai sedili posteriori

La terza file di sedili della Audi Q7 può muoversi pericolosamente durante gli urti, violando i regolamenti federali: 19 mila auto da richiamare

28 settembre 2016 - 20:25

“Il richiamo si annida ovunque”: la frase è un po' inquietante ma non è poi tanto lontana dal vero. Basta pensare che essi possono riguardare cose alla luce del sole, come un blocchetto d'accensione che gira da solo, così come un oscuro cablaggio, nascosto nel piantone di sterzo, che impedisce ad un airbag di aprirsi. I sedili non sono fra i componenti più soggetti ai recall ma non ne sono certamente immuni, come testimoniato da questo del quale vi parleremo e che riguarda il top di gamma fra i SUV Audi, il Q7 (leggi del maxi richiamo Toyota per difetti a sedili e airbag). Una debolezza negli ancoraggi può infatti far spostare la terza fila dei sedili in caso di urto frontale.

VIOLATE LE NORME I veicoli coinvolti sono 19.205 e il richiamo riguarda gli Stati Uniti e il Canada; le vetture interessate sono le Audi Q7 prodotte fra il 30 agosto 2015 e il 10 luglio 2016. Il recall, registrato dalla NHTSA con il numero 16V641, non è dovuto alla volontà del costruttore ma è obbligatorio perché il difetto rende i veicoli non conformi alle norme del Federal Motor Vehicle Safety Standard (FMVSS) nel capitolo numero 207, “Seating Systems”. Dai documenti NHTSA apprendiamo che “nei veicoli interessati, la terza fila di sedili può spostarsi in avanti sotto carico, ad esempio come può accadere durante una collisione frontale” (un difetto paragonabile ai sedili pericolosi della Tesla Model X).

DEBOLEZZA DA CURARE L'inghippo viene esplicitato in questa Description of the Safety Risk: “se la terza fila di sedili non rimane nella sua posizione, ci potrebbe essere un aumento del rischio di lesioni per un occupante in caso di urto frontale. La descrizione della causa è: il tubo trasversale inferiore utilizzato nella terza fila di sedili è stato prodotto impropriamente e questo potrebbe portare ad un indebolimento della struttura del sedile”. Il problema è stato identificato nel mese di maggio del 2016 durante i test interni di qualità che vengono svolti periodicamente in Audi. La Casa, una volta saputo del fallimento del test, ha immediatamente lanciato un'inchiesta interna per determinare se il cedimento era il risultato di una procedura di prova errata o di un particolare difettoso. Dopo aver svolto gli accertamenti necessari in data 25 agosto 2016, la questione è stata presentata al Comitato per la sicurezza del prodotto, che ha deciso di condurre un Compliance Recall.

UN PO' DI BRICOLAGE Nei documenti diramati da NHTSA c'è anche il nome del fornitore, che risulta essere AMVIAN Automotive GmbH, Azienda che ha uno stabilimento nella poco pronunciabile (almeno per noi latini) località di Geiselhoering. Il fix prevede una staffa di supporto aggiuntiva da installare sul tubo trasversale al quale si ancora la terza fila di sedili. I cambiamenti necessari per irrobustire il tubo trasversale sono stati implementati a partire dal mese di agosto del 2016. La procedura, ovviamente senza costi per il cliente, prevede lo smontaggio della terza fila di sedili e l'asportazione del profilo di finitura che copre il supporto preesistente. Il supporto aggiuntivo si sistema “a cavallo” del particolare originale e viene fissato da una singola vite (leggi del richiamo della Kangoo II causato proprio da una vite di fissaggio del sedile) che va inserita in un foro filettato già esistente nel pianale e dovrà essere poi serrata con una coppia di 30 Nm. Gli unici adattamenti richiesti sono il taglio del rivestimento intorno al foro, perché il contatto sia metallo-metallo senza l'interposizione della moquette, e l'asportazione di alcune alette di plastica presenti nel profilo di finitura, a causa dell'ingombro aggiuntivo del nuovo supporto.

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