Targhe nere italiane

Targhe nere italiane: le trasformazioni negli anni

La storia delle targhe nere italiane: la trasformazione negli anni della vecchia targa delle autovetture civili di colore nero con caratteri bianchi (o arancioni)

12 aprile 2021 - 18:00

Le attuali targhe automobilistiche italiane, ci riferiamo a quelle in uso sulle vetture civili, sono bianche con caratteri neri e fasce laterali blu che richiamano l’appartenenza all’Unione Europea. Siamo abituati da anni a vedere targhe bianche eppure per un lungo, anzi un lunghissimo periodo, le auto italiane hanno avuto targhe nere con caratteri bianchi e alcune particolarità mutate nel corso del tempo, come la sigla della provincia color arancione nella seconda metà degli anni ‘70. Ripercorriamo, per appassionati o per semplici curiosi, la storia delle targhe nere italiane (qui invece la storia delle targhe militari).

TARGHE ITALIANE DALL’INVENZIONE DELL’AUTOMOBILE AGLI ANNI ‘20 DEL XX SECOLO

Di targhe per veicoli in Italia si ha notizia dal 1897, quando il Regio Decreto n. 540 introdusse l’obbligo di dotare i velocipedi di una targa comunale. L’anno seguente il Comune di Milano promulgò il “Regolamento per la circolazione delle vetture automobili” che tra le altre cose imponeva la fissa apposizione di una targa per il riconoscimento del veicolo. Successivamente, nel 1901, il Regio Decreto n. 416 recante il primo “Regolamento per la circolazione delle vetture automobili sulle strade ordinarie”, una sorta di Codice della Strada ante litteram, stabilì l’obbligo per tutte le vetture circolanti di dotarsi di un’apposita targa fissa, su concessione della locale prefettura. Le prime targhe erano bianche con caratteri neri e/o rossi e rimasero più o meno così fino al 1927.

TARGHE NERE ITALIANE DAL 1927 AL 1948

Il 28 febbraio 1927 venne introdotta la prima targa in metallo con sfondo nero e caratteri bianchi su una sola linea: i numeri erano sulla sinistra e la sigla della provincia sulla destra; l’anno dopo fu aggiunto anche il simbolo del fascio littorio. Ebbe così inizio l’era delle targhe nere per le automobili che sarebbe proseguita ininterrottamente fino alla metà degli anni ‘80. Nel 1931 si registrò un altro sostanziale cambiamento con l’introduzione della targa posteriore su due righe (provincia sulla prima riga, simbolino e, a seguire, la sequenza dei numeri) e poi, dal ‘34, della targa anteriore, più piccola, su una sola riga (numeri a sinistra e sigla della provincia a destra). Questa combinazione rimase immutata fino al dopoguerra: solo lo stemma del fascio venne sostituito nel ‘45 dal simbolo dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra (corona di spine con tre baionette all’interno).

TARGHE NERE ITALIANE DAL 1948 AL 1951

Anche lo stemma dei mutilati ebbe però vita breve perché dal 1° gennaio 1948, con l’entrata in vigore della Costituzione, nelle targhe anteriori e posteriori comparve lo stemma della Repubblica Italiana: una stella a cinque punte all’interno di una ghirlanda e con al centro le lettere ‘RI’. Confermato invece il formato e il colore nero delle targhe con caratteri alfanumerici bianchi. Soltanto nella zona A del Territorio Libero di Trieste, conteso tra Italia e Jugoslavia, si usarono per alcuni anni delle targhe con caratteri neri su fondo bianco.

TARGHE NERE IN ITALIA DAL 1951 AL 1976

Dal 1951 al 1976 le targhe italiane rimasero nere (dal ‘54 anche a Trieste, tornata definitivamente all’Italia), sempre con il formato su due righe per quelle posteriori e su una per quelle anteriori. Si approntarono solamente piccole modifiche sullo stile dei caratteri (diventati più lineari) e sui materiali: nel 1963, infatti, le targhe diventarono di plastica, più economica del metallo.

TARGHE NERE ITALIANE DAL 1976 AL 1985

Nel 1976 una svolta a suo modo ‘epocale’, l’ultima riguardante le targhe nere. Se quelle anteriori restarono pressoché immutate, quelle posteriori conobbero una succulenta modifica con il cambio del colore della provincia da bianco ad arancione e l’applicazione di una seconda sigla della provincia, in bianco e in piccolo, prima dei numeri. Ma non solo: ci fu la graduale reintroduzione della targa posteriore con tutti i caratteri su una sola riga (non accadeva dall’inizio degli anni ‘30), soprattutto per adattarsi alle vetture di produzione straniera che avevano quasi sempre il vano targa di quel formato. Sorse però la questione dei tanti modelli, specie italiani, con il vecchio vano targa su cui risultava difficoltoso montare targhe rettangolari: il compromesso si trovò realizzando un formato con la sigla della provincia arancione che occupava per intero lo spazio superiore e la combinazione numerica in bianco sulla riga inferiore.

La definitiva soppressione delle targhe nere italiane avvenne nel 1985 con l’introduzione (anzi la reintroduzione) delle targhe bianche con caratteri neri e il ritorno al metallo. La plastica si era infatti dimostrata meno resistente alle intemperie e facilmente deformabile. Le targhe nere continuarono ovviamente a circolare ancora per anni (qualcuna, specie sulle auto d’epoca, si vede ancora adesso).

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Limite neopatentati

Limite neopatentati in autostrada: regole e sanzioni

Isofix auto: cos’è e come funziona

Segnaletica orizzontale

Segnaletica orizzontale: significato delle strisce e delle scritte