Richiami auto: negli USA il 44% dei difetti ha oltre 10 anni

Una proposta di legge obbligherà i Costruttori a conservare i dati dei richiami auto più dei 5 anni attuali per il crescente numero di indagini con oltre 10 anni

17 luglio 2019 - 13:17

Negli USA cresce la qualità di molte auto, ma la costante attenzione sulla sicurezza dei veicoli porta a galla anche difetti di veicoli su cui vanno avanti indagini da oltre 10 anni. E’ per questo motivo che si sta valutando di estendere l’obbligo ai Costruttori che gli impone di conservare i registri sui richiami dei veicoli per 5 anni. L’estensione già all’attenzione dell’NHTSA (l’agenzia governativa per la sicurezza dei trasporti) è stata abbracciata anche dal Center for Auto Safety che chiede condizioni più severe.

19 SU 43 INDAGINI RIGUARDANO DIFETTI DI OLTRE 10 ANNI

Il Center for Auto Safety è un ente statunitense senza fini di lucro che vigila sui diritti dei consumatori, tra i tanti, ed è focalizzato sull’industria automotive. In una dichiarazione di qualche giorno fa il CAS ha spiegato che i difetti dei veicoli più vecchi di 10 anni hanno avuto un impatto significativo sulle indagini sui difetti e richiami importanti. Il Centro ha portato all’attenzione dell’NHTSA che 19 su 43 delle attuali indagini della National Highway Transport for Safety Administration coinvolgono veicoli o componenti di essi prodotti più di 10 anni fa. Da qui la richiesta di estendere l’obbligo di conservare i registri per più tempo.

LA SICUREZZA DELLE AUTO VA PRESERVATA A LUNGO TEMPO

Jason Levine, direttore del Center for Auto Safety, ha spiegato ad AutoNews Per decenni, abbiamo sostenuto che il requisito precedente era ovviamente del tutto inaccettabile”; riferendosi all’obbligo attuale di conservazione dei registri dei difetti per 5 anni. “La metà delle loro indagini attive non sarebbero necessarie con l’estensione dell’obbligo”. L’NHTSA avrebbe pensato di estendere da 5 a 10 anni l’obbligo, mentre il CSA punta ad ottenere un raddoppio da 10 a 20 anni.

LO SCANDALO TAKATA INSEGNA

Non si può non pensare allo scandalo degli airbag difettosi Takata, che al di là degli insabbiamenti presunti, è venuto a galla solo dopo la morte di 29 persone e il ferimento di circa 300 tra guidatori e passeggeri. Solo dopo è scattata un’indagine che ha portato al più grande richiamo nella storia automobilistica. 19 Costruttori hanno richiamato circa 100 milioni di airbag nel mondo.

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