RC auto: stangata sulle polizze Infortuni Conducente, cosa cambia

RC auto: stangata sulle polizze Infortuni Conducente, cosa cambia

Tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio viene proposto un aumento dell’aliquota sulle polizze Infortunio Conducente collegate alla RC auto

 

Tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio viene proposto un aumento dell’aliquota sulle polizze Infortunio Conducente collegate alla RC auto

24 Novembre 2025 - 19:00

Brutte notizie in arrivo per chi ha stipulato una polizza Infortuni Conducente accessoria alla Rc auto obbligatoria: tra gli emendamenti alla Legge di Bilancio 2026 in discussione proprio in questi giorni, ce n’è uno che prevede l’aumento dell’aliquota, dal 2,5% al 12,5%, sulla polizza in questione con applicazione retroattiva fino a dieci anni. Secondo le stime, la misura garantirebbe un gettito atteso di circa 100 milioni di euro all’anno per il futuro, ma la parte più corposa riguarderebbe la parte retroattiva, che ammonterebbe a quasi 1 miliardo. Ma su quest’ultimo punto non mancano le perplessità: la retroattività, infatti, sarebbe difficilmente applicabile.

CHE COS’È LA POLIZZA INFORTUNI DEL CONDUCENTE

La garanzia Infortuni Conducente è una copertura assicurativa opzionale che si aggiunge alla polizza RCA obbligatoria per auto o moto. Il suo scopo principale è proteggere il conducente dai danni fisici subiti in caso di incidente con colpa, situazione in cui la sola RC auto non offre alcun rimborso per le lesioni personali del guidatore. Questa garanzia rappresenta quindi una risposta concreta a un vuoto assicurativo: mentre i passeggeri sono sempre tutelati dalla RCA, il conducente resta scoperto se causa un sinistro.

La garanzia Infortuni del conducente è peraltro molto diffusa: secondo il Bollettino Ivass pubblicato a gennaio 2025, circa il 37% delle polizze Rc auto prevede questo tipo di clausola, percentuale che si traduce in oltre 12 milioni di assicurati. L’eventuale aumento dell’aliquota colpirebbe pertanto un vasto numero di persone.

INFORTUNI CONDUCENTE: AUMENTO DELL’ALIQUOTA DA 2,5 A 12,5%?

È certo infatti che se davvero l’aliquota della garanzia Infortuni del conducente passerà dal 2,5% al 12,5%, il rialzo comporterà un aumento dei costi per gli assicurati, che vedranno salire il prelievo fiscale sulle proprie polizze. La tassa infatti non è dovuta dalle compagnie assicurative, bensì dai clienti. Le imprese si limitano a riscuoterla come sostituti d’imposta, anticipando il versamento allo Stato.

Ed è proprio su quest’aspetto che sorge il problema della retroattività. Mentre le assicurazioni saranno quasi certamente in grado di recuperare la maggiore tassazione dai clienti per il futuro, potrebbe essere più complesso recuperare le somme retroattive anticipate, stimate – come abbiamo visto – in circa 1 miliardo. Per questo è assai probabile che se l’emendamento verrà approvato, le compagnie faranno ricorso in tutte le sedi. Anche perché il tema di una legge con effetti ‘retroattivi’ è piuttosto spinoso e potrebbe trovare molti appigli in tribunale.

aumento polizza infortuni conducente

LA QUESTIONE DELLA RETROATTIVITÀ: ALLA FINE CHI PAGA?

Ma perché un emendamento del genere? L’intervento risulterebbe necessario per normalizzare un’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui la polizza Infortuni del Conducente sarebbe da considerare una copertura legata al veicolo e non, come ritenuto finora, alla persona, che beneficia dell’aliquota più bassa. In virtù di questa nuova interpretazione, che però le compagnie contestano, l’AdE ha chiesto alle imprese di assicurazione non solo di applicare d’ora in poi l’aliquota del 12,5%, ma soprattutto di recuperare gli ultimi dieci anni di imposte non versate. Tuttavia, se le compagnie decidessero di saldare il debito richiesto dallo Stato (e perdessero le battaglie legali che sicuramente metteranno in atto), potrebbero esercitare in futuro una rivalsa sugli assicurati. Ma tecnicamente sarebbe molto complicato.

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