Petrolio a quasi 90 dollari: altro che sconticino accise, servirà ben altro
Dopo il micro sconto temporaneo alla pompa deciso dal Governo Meloni, infuria la battaglia USA-Iran con il barile di petrolio che vola: conseguenze pesanti sul pieno di benzina e diesel
Dopo il micro sconto temporaneo alla pompa deciso dal Governo Meloni, infuria la battaglia USA-Iran con il barile di petrolio che vola: conseguenze pesanti sul pieno di benzina e diesel
Barile del petrolio è forte rialzo dopo gli attacchi di missili iraniani contro una base USA in Giordania: WTI a 82 dollari e +3,55% mentre il Brent guadagna il 3,59% a 87,11 dollari. Il risultato è atteso nelle prossime ore con aumenti dei prezzi di benzina e diesel alla pompa. Se già ieri il taglio delle accise sul gasolio, da parte del Governo Meloni, appariva insoddisfacente, oggi quello sconticino di Stato (-17 cent fino al 6 agosto) è davvero il nulla innanzi allo tsunami energetico mondiale. Con le tensioni in Medio Oriente che non si placano, sembra opportuno che l’Esecutivo ragioni su qualche altra misura più consistente.
PREZZI BENZINA E DIESEL ADESSO, ASPETTANDO LA MAZZATA
Stamane, secondo Staffetta Quotidiana, il prezzo medio dei carburanti in self service lungo la rete stradale è di 1,986 euro al litro per la benzina (invariato rispetto a ieri), e 2,074 per il diesel (-106 millesimi). La micro discesa dovuta alla mini decurtazione non serve neppure a impedire di sfondare il muro psicologico dei 2 euro.
Per il resto, 0,742 per il GPL e 1,606 euro/kg per il metano. Sulla rete autostradale, benzina a 2,074 euro al litro , diesel a 2,169, GPL a 0,876 e metano a 1,609.
Il Governo ha previsto una seconda riunione il 4 agosto per valutare l’evoluzione della situazione internazionale dei prezzi: si deciderà il da farsi dopo il 6 agosto in base al monitoraggio del mercato internazionale, conoscendo l’ammontare del maggiore gettito IVA maturato in luglio.
Le ipotesi? Prorogare gli aiuti già esistenti per autotrasporto e agricoltura. O rafforzare le misure, aumentando le risorse destinate ai settori più colpiti, sempreché l’Esecutivo reputi che sia necessario.
OGNI COMPAGNIA HA IL DIRITTO DI IMPORRE IL PROPRIO PREZZO
In un mercato libero, ogni compagnia fa quel che crede. Attenzione: Staffetta evidenzia che ENI ha aumentato di 3 centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio dopo il -17 cent del decreto.
Non resta che attendere l’inevitabile stangata con le quotazioni dei raffinati che saliranno, e il pieno da pagare ancora più caro, proprio in coincidenza con l’esodo estivo degli automobilisti italiani.

C’È ANCHE LA CINA DI MEZZO
Nel quadro della lotta USA-Cina per la supremazia economica e tecnologica planetaria, il Dragone non sta certo a guardare passivamente l’evolversi delle cose a Teheran. L’Iran dovrebbe ricevere entro poche settimane la prima fornitura di un 400 lanciamissili antiaerei portatili di fabbricazione cinese, dice la Reuters, che cita tre fonti a conoscenza dell’accordo. L’acquisto, del valore di 60-70 milioni di dollari, rappresenta uno dei maggiori sforzi noti compiuti dalla Repubblica Islamica per rafforzare le proprie difese aeree a corto raggio dall’inizio della guerra contro Stati Uniti e Israele.
HORMUZ BOLLENTE
In quanto a Hormuz, qualcuno deve aver festeggiato troppo in fretta parlando di riapertura del canale. Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim.
ENERGIA: ITALIA IN BALÌA DEGLI EVENTI
Le tensioni geopolitiche internazionali confermano la vulnerabilità del sistema dei trasporti e della logistica nazionale, strettamente dipendente dalle fluttuazioni delle materie prime energetiche sui mercati globali.
Ogni shock che colpisce i principali snodi produttivi o le aree strategiche di estrazione si ripercuote quasi istantaneamente lungo la filiera della distribuzione, azzerando i benefici temporanei derivanti da interventi fiscali di entità limitata.
In questo scenario, la tenuta del potere d’acquisto delle famiglie e la competitività delle imprese dipendono soprattutto dall’adozione di politiche strutturali orientate alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili tradizionali.
L’accelerazione verso la transizione energetica, accompagnata da una revisione profonda delle accise e da un monitoraggio costante delle dinamiche speculative lungo la catena distributiva, parrebbe una delle soluzioni.