Occhiali speciali

Occhiali speciali per leggere le targhe: problemi di privacy?

Arrivano gli occhiali speciali per leggere le targhe e i documenti dell'auto: una nuova 'arma' per la Polizia Municipale per punire i trasgressori

15 novembre 2022 - 15:20

Le forze dell’ordine hanno un’arma in più per scoprire e punire chi infrange le norme stradali. Si tratta di occhiali speciali, dotati di telecamere a raggi infrarossi, che consentono di identificare in tempo reale le targhe dei veicoli e i documenti dei guidatori. Questi ‘super occhiali’, simili ai Google Glass, saranno sperimentati nel mese di dicembre 2022 dalla Polizia Municipale di Arezzo, ed è facile immaginare che se manterranno le promesse di estrema efficacia verranno poi adottati in altre città.

Aggiornamento del 15 novembre 2022 a seguito dell’apertura di un’istruttoria da parte del Garante della Privacy per valutare l’impatto di questi occhiali speciali sulla riservatezza dei dati personali degli agenti e dei cittadini (vedi ultimo paragrafo).

OCCHIALI SPECIALI PER IDENTIFICARE TARGHE E DOCUMENTI: COME FUNZIONANO

Ufficialmente il dispositivo si chiama laBGlasses, ed è un sistema costituito da un occhiale dotato di visore e di telecamere ad alta risoluzione ideato per riconoscere e leggere automaticamente i dati dei veicoli e i documenti di guida degli utenti. In pratica questi occhiali speciali hanno un lettore targa che manda i dati raccolti verso un normale smartphone ma funzionano anche con l’ausilio di un monitor da 50 pollici proiettato direttamente sugli occhi dell’agente di polizia. L’input consente l’accesso immediato alle principali banche dati e l’acquisizione in tempo reale delle informazioni richieste che saranno impresse direttamente sul visore oculare, permettendo di scoprire se il veicolo è in regola con bollo auto, revisione, RCA e altre scadenze. Il controllo può avvenire anche in movimento, senza che l’agente debba impegnare le mani.

OCCHIALI SPECIALI LABGLASSES: COME MIGLIORERANNO L’OPERATIVITÀ DELLA POLIZIA

Grazie ai laBGlasses sarà inoltre possibile effettuare foto e/o segnalazioni georeferenziate per immortalare, ad esempio, immagini di sinistri stradali. E, come se non bastasse, l’utilizzo di questi occhiali a infrarossi consentirà di risparmiare le spese di notifica dei verbali, visto che il nuovo sistema digitale, nella sua versione più evoluta, permetterà anche l’invio gratuito delle notifiche tramite Pec o identità digitale. Insomma, sembra proprio che siamo di fronte a un sistema innovativo e avanzato in grado di ottimizzare l’operatività degli organi di Polizia nell’ordinaria attività di controllo del territorio, velocizzandone le procedure e consentendo un miglior impiego degli agenti.

OCCHIALI PER LE MULTE: SPERIMENTAZIONE AL VIA A DICEMBRE

Come già anticipato il progetto pilota di sperimentazione prenderà il via nel Comune di Arezzo, dotando la locale Polizia Municipale di tre occhiali speciali che saranno usati nelle zone più sensibili della città a partire dal 1° dicembre 2022. Il periodo di sperimentazione servirà anche a raccogliere i feedback relativi all’applicazione del sistema sulla base dei quali il Gruppo laBConsulenze e Hi-Tech Sibot potranno eventualmente intervenire per apportare delle migliorie.

OCCHIALI SPECIALI: IL GARANTE DELLA PRIVACY VUOLE VEDERCI CHIARO

Come anticipavamo inizialmente, a seguito dell’imminente avvio della sperimentazione degli occhiali speciali a infrarossi, il Garante della Privacy ha avviato un’istruttoria nei confronti del Comune di Arezzo per verificare che l’utilizzo di queste lenti non leda il diritto alla riservatezza di agenti e cittadini.

In particolare, come scrive Il Post, il Garante ha espresso riserve sia perché ai destinatari dei controlli dovrebbe essere fornita un’informativa sul trattamento dei dati personali, e sia per la possibile violazione della privacy degli agenti che indossano gli occhiali. Il rischio, infatti, è che gli occhiali siano un modo per il datore di lavoro, cioè il Comune di Arezzo, di controllare a distanza e in modo continuo le attività dei lavoratori, ovvero gli agenti della Polizia municipale. Senza alcuni accorgimenti sul trattamento dei dati e delle immagini, gli occhiali rischiano di non rispettare lo Statuto dei lavoratori che vieta di controllare il lavoro a distanza.

Per questo il Comune di Arezzo, su richiesta del Garante, dovrà fornire copia dell’informativa che sarà resa agli interessati, sia cittadini a cui si riferiscono i veicoli e sia personale che indosserà i super occhiali, e la valutazione d’impatto sul trattamento dei dati che li riguarda.

Il comandante della Polizia municipale di Arezzo, Aldo Poponcini, ha comunque dichiarato che non ci saranno problemi: “Il kit presentato è in via di sperimentazione, siamo i primi in Italia, ma non ha nulla a che vedere con il riconoscimento facciale. Il sistema ci permette di accedere a banche dati alla quali già abbiamo accesso, ma con modalità di lavoro innovative. Ringrazio il Garante per aver posto l’accento su questi aspetti della privacy, perché di fatto si tratta di questioni per le quali ancora non è presente una normativa“.

Sta di fatto che questa richiesta di chiarimenti del Garante della Privacy allungherà i tempi e non è detto che la sperimentazione possa cominciare alla data prevista, ossia il 1° dicembre 2022.

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