La qualità delle auto cambia tra i vari Paesi, ma l’UE ha le mani legate

Due auto identiche ma con standard di qualità diversi per Paesi diversi: il raggiro dei Costruttori esiste e l’UE lo sa ma non può farci niente

27 marzo 2019 - 12:59

Ricordate la storiella che le Fiat – per citarne una caso – destinate alla Germania erano meglio accessoriate e rifinite di quelle vendute in Italia? Se da un lato le dotazioni devono rispondere ancora oggi ad ovvi motivi di domanda, la differente qualità costruttiva è invece qualcosa di diverso. Non tutti infatti lo sanno, ma oggi comprare un’auto nuova in un Paese (sbagliato) dell’Unione Europea può rivelarsi un raggiro bello e buono. Il problema della differente qualità delle auto vendute all’interno dell’UE è stato sollevato da un interrogazione sottoposta alla Commissione EU. Il problema non è di poco conto se si pensa che la qualità percepita del Brand dai potenziali acquirenti – come la sicurezza delle autoè una forte leva che condiziona l’acquisto di un modello o un altro.

QUANDO LA QUALITA’ DIPENDE DAI MATERIALI

L’ interrogazione E-00616118 degli eurodeputati Emil Radev e Andrey Novakov del 6 dicembre 2018 ha portato a conoscenza della Commissione EU di doppi standard qualitativi applicati dai Costruttori di auto. E questo a pensarci bene è normale finché restando all’interno delle specifiche costruttive, la differente qualità è influenzata dall’approvvigionamento dei materiali in un’area geografica specifica. Tutt’altro riguarda invece la qualità variabile in funzione del Paese EU in cui è destinata l’auto. In questo caso si potrebbe ipotizzare a un potenziale raggiro. La Commissione Europea questo lo sa, ma non ha alcun potere se le caratteristiche non riguardano ambiente e sicurezza.

DUE PESI E DUE MISURE DEL MARKETING

La risposta chiarificatrice della Commissione EU non si è fatta attendere troppo: il 18 marzo 2019 c’è stata la replica da parte della referente della Commissione EU, Bienkowska. La risposta dice che: “La normativa UE armonizza i requisiti per l’omologazione di nuovi tipi di veicoli, sistemi, componenti e unità tecniche separate. La legislazione europea sull’omologazione prevede i requisiti minimi di prestazione in materia di sicurezza e protezione dell’ambiente. Questa legislazione non impedisce ai produttori di andare oltre i minimi requisiti di prestazione per determinati mercati.”. In sostanza quindi può essere plausibile (e lecito) acquistare un’auto di qualità differente, finché questa variabilità non è pilotata ai danni dei consumatori o per trarne un vantaggio commerciale.

DOVE SI VENDONO LE AUTO MIGLIORI?

E qui entra in gioco la giurisdizione degli organi di sorveglianza per i diritti dei consumatori cui la Commissione EU delega l’attività di controllo. Si legge nella risposta agli europarlamentari sulla qualità variabile delle auto in Europa che, nell’ambito dell’iniziativa “New Deal for Consumers”, la Commissione ha proposto di chiarire la direttiva sulle pratiche commerciali sleali.  Lo scopo è quello di individuare le pratiche commerciali che riguardano la vendita di prodotti identici in tutti gli Stati membri con  composizione o le caratteristiche significativamente diverse. Proprio perché possono rientrare nel campo di applicazione delle norme della direttiva sulle pratiche ingannevoli. “La Commissione però non ha poteri di esecuzione diretta nel settore della protezione dei consumatori. Spetta quindi alle autorità Antitrust competenti degli Stati membri tutelare i consumatori, comprese le norme derivanti dal diritto dell’UE”. La domanda scontata sarebbe: dove è meglio comprare un’auto? Non si sa, anche perché questo svelerebbe pratiche poco trasparenti dei Costruttori. Ma forse siamo molto vicini a scoprirlo. Intanto leggi qui la guida sull’importazione auto dall’estero.

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