Giovane guidatrice
La patente torna nei desideri dei giovani: per il 76% significa indipendenza
Per il 76% dei giovani la patente significa ancora libertà, ma la burocrazia resta un ostacolo. E i quiz fanno più paura della guida
Per il 76% dei giovani la patente significa ancora libertà, ma la burocrazia resta un ostacolo. E i quiz fanno più paura della guida
Si diceva che i giovani non fossero più particolarmente interessati alle automobili, ma i dati dell’Osservatorio Patente Gen Z realizzato da ScuolaZoo rivelano una storia diversa. Per la Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012) la patente continua infatti ad avere un valore enorme e rappresenta uno dei primi veri passi verso l’autonomia. Cambia però il modo in cui i giovani immaginano il percorso per ottenerla: meno burocrazia, più uso del digitale, più flessibilità.
LE RAGIONI CHE SPINGONO I GIOVANI A PRENDERE LA PATENTE
Il primo dato racconta appunto che, nonostante il cambiamento delle abitudini di mobilità, la patente non ha perso il proprio valore simbolico. Per il 76% degli intervistati significa soprattutto conquistare la propria indipendenza. Il 13% la collega principalmente alla possibilità di viaggiare con gli amici, il 5% la considera uno strumento utile per studio o lavoro e soltanto il 6% dichiara di volerla prendere per non sentirsi escluso dal proprio gruppo. In altre parole, la patente continua a essere uno dei simboli più forti dell’ingresso nella vita adulta.
I QUIZ FANNO PAURA PIÙ DELLA GUIDA
Ma appena si passa dal sogno alla realtà emergono le prime difficoltà. L’ostacolo più grande è rappresentato dall’esame di teoria, indicato dal 36% dei ragazzi come la fase più temuta dell’intero percorso. Seguono la guida nel traffico (25%), il costo della patente (21%) e i parcheggi (19%).
Ed è proprio il modo di prepararsi alla teoria che racconta quanto siano cambiate le abitudini di apprendimento: quasi un ragazzo su due (49%) sceglierebbe di studiarla attraverso quiz online, mentre soltanto il 26% preferirebbe continuare con le tradizionali lezioni in aula.
Il tema della digitalizzazione divide anche il percorso formativo. Il 71% dei ragazzi intervistati dichiara di non sapere che in diversi Paesi europei la teoria della patente può essere svolta anche online. E quando viene chiesto come immaginano il percorso ideale, il 61% risponde che oggi avrebbe senso poter seguire la preparazione teorica anche da remoto, affiancando o sostituendo le modalità tradizionali.

AUTOSCUOLA? MEGLIO LE LEZIONI ONLINE
La richiesta di innovazione emerge con forza anche quando si parla dell’autoscuola ideale: i giovani chiedono innanzitutto prezzi trasparenti, orari flessibili, possibilità di seguire le lezioni online e di gestire prenotazioni e pratiche in modalità digitale. Ancora più netta la richiesta di digitalizzare almeno alcune fasi del percorso: ad esempio, il 45% vorrebbe gestire digitalmente le prenotazioni e il 37% anche tutte le pratiche burocratiche.
Il capitolo economico è forse quello che fotografa meglio la distanza tra aspettative e realtà. Quasi 3 ragazzi su 4 ritengono che conseguire la patente dovrebbe costare meno di 500 euro. Tuttavia, quando viene chiesto quanto pensano costi realmente, soltanto il 6% crede sia possibile restare sotto quella soglia. Il 43% stima una spesa compresa tra 700 e 1.000 euro, mentre un ulteriore 27% è convinto che il costo superi i 1.000 euro.
L’Osservatorio fotografa quindi una generazione che richiede un’esperienza coerente con il proprio modo di vivere, studiare e organizzarsi. La Gen Z non mette in discussione il valore della patente: mette in discussione il modo in cui la si ottiene. Sono ragazzi abituati a organizzare ogni aspetto della loro vita da uno smartphone. Quando incontrano procedure ancora cartacee, appuntamenti rigidi e processi poco flessibili, percepiscono un divario rispetto agli standard digitali con cui convivono ogni giorno.