Accise sui carburanti in Italia

Il Diesel+ ENI non è ecologico come sembra: 5 milioni di multa dall’Antitrust

Il Diesel+ ENI venduto per ecologico in realtà non sarebbe così amico dell’ambiente: l’Antitrust ha multato ENI per pubblicità ingannevole sul gasolio

10 novembre 2021 - 11:00

Il Diesel+ ENI finisce sotto la lente dell’Antitrust perché ecologico e fa risparmiare, almeno nella pubblicità ritenuta ingannevole dall’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato. Dalle indagini sarebbe emerso che in realtà il Diesel ENI non è abbastanza ecologico come spingerebbe a credere la compagnia petrolifera. Ecco perché il Diesel+ ENI ingannerebbe gli automobilisti e ha fatto scattare la multa da 5 milioni di euro dell’Antitrust.

Aggiornamento del 10 novembre 2021: il TAR del Lazio respinge il ricorso di ENI sulla multa dell’Autorità Antitrust

LA DENUNCIA DEGLI AMBIENTALISTI SUL DIESEL+ ENI  

Prima di passare alle motivazioni del provvedimento Antitrust PS 11400 sul Diesel+ ENI, facciamo un passo indietro poiché l’istruttoria AGCM ha inizio circa un anno prima del provvedimento. La segnalazione sulla presunta ingannevolezza della pubblicità ENI è partita da alcune organizzazioni ambientaliste. Al centro della denuncia contro ENI c’è la non dimostrata e non dimostrabile riduzione delle emissioni nocive del 40%. In realtà si è poi dimostrato che nelle prove sull’efficacia del Diesel, i vantaggi sarebbero piuttosto circostanziati. Come riporta Qualenergia.it, su pochi veicoli testati con il biodiesel “ecologico” solo un autobus piuttosto vecchio avrebbe tratto benefici allo scarico con il diesel+ ENI.

PERCHE’ LA PUBBLICITA’ DEL DIESEL+ ENI E’ INGANNEVOLE

Considerando la massiva pubblicità che per alcuni mesi ha promosso i vantaggi del Diesel ENI, gli automobilisti eticamente coinvolti ne avranno fatto una scelta incondizionata. O almeno si può presupporre che i claim, come spiega l’Antitrust possono aver avuto un’influenza ingannevole. “L’ingannevolezza dei messaggi derivava dalla confusione fra il prodotto pubblicizzato Eni Diesel+ e la sua componente biodiesel HVO (Hydrotreated Vegetable Oil). Denominandolo “Green Diesel”, ENI attribuiva al prodotto vantaggi ambientali che non sono risultati fondati.” Proprio denominazioni “Green Diesel”, “componente green”  e “componente rinnovabile” avrebbero suggestionato i consumatori. Lo stesso per claim ritenuti incisivi come “aiuta a proteggere l’ambiente. E usandolo lo fai anche tu, grazie a una significativa riduzione delle emissioni”. “Sebbene – afferma l’AGCM – il prodotto sia un gasolio per autotrazione che per sua natura è altamente inquinante e non può essere considerato “green””.

QUANTO FA RISPARMIARE DAVVERO IL DIESEL+ ENI?

Forse è la domanda che si sarebbero fatti tutti gli automobilisti di fronte alla pubblicità del Diesel+ ENI: quanto fa risparmiare davvero. Dalle risultanze investigative dell’AGCM non sarebbero così omogenei ne i vantaggi ambientali ne i risparmi reali di carburante. A fronte della pubblicizzata riduzione delle emissioni fino al 40%, CO2 -5% e consumi -4% infatti, Diesel+ non è risultato così vantaggioso. “Non per tutte le emissioni gassose e non in tutti i casi la riduzione risultava raggiungere il 40% – Spiega l’Antitrust – “Per i consumi, la riduzione era solo in minima parte imputabile alla componente HVO”. In pratica non era chiaro che la riduzione di CO2 dovuta all’HVO riguardava l’intero ciclo di produzione.

IL TAR DEL LAZIO RESPINGE IL RICORSO DI ENI E CONFERMA LA MULTA

Come riporta il magazine Il Salvagente, il Tar del Lazio si è pronunciato contrario al ricorso di ENI riguardo all’irrogazione della multa Antitrust. Il Tribunale amministrativo regionale ha spiegato che “Non è consentito nella comunicazione pubblicitaria considerare ‘green’ un gasolio per autotrazione, ovvero un carburante che per sua natura è un prodotto altamente inquinante, né dichiarare che attraverso il suo utilizzo è possibile prendersi cura dell’ambiente”.

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