Finestrini aperti e clima spento: si respira l’80% in più d’inquinamento

Meglio viaggiare con i finestrini aperti o il climatizzatore acceso? Uno studio inglese rivela quale delle due soluzioni è più rischiosa per la salute dei passeggeri

11 agosto 2020 - 10:54

Per molti automobilisti le vacanze sono il periodo più critico in cui bisogna mettere d’accordo i passeggeri: viaggiare con i finestrini aperti (e climatizzatore spento) o accendere il climatizzatore? Se la scelta ricade sui finestrini abbassati in viaggio, convinti che l’aria condizionata faccia male alla salute, uno studio dell’Università di Surrey rivela l’esatto opposto. Ecco perché viaggiare in auto con i vetri abbassati espone all’80% in più di emissioni auto tutti i passeggeri.

GUIDARE CON I FINESTRINI ABBASSATI HA MOLTI PIU’ SVANTAGGI

Accendere il climatizzatore in auto aumenta inevitabilmente i consumi di carburante, meno sulle auto moderne. Uno scotto che a volte proprio non si riesce a mandare giù e complice qualche acciacco muscolare, si finisce per viaggiare con il clima spento anche quando sarebbe indispensabile. Viaggiare con i finestrini abbassati diventa l’alternativa più conveniente, anche se in realtà non è affatto così. Come abbiamo già spiegato in molte occasioni, infatti, il climatizzatore in auto regola l’umidità, filtra polline e polvere e migliora il comfort di guida, a patto di saperlo utilizzare correttamente. Ma i numeri smentiscono anche le convinzioni sul consumo di carburante maggiore con il climatizzatore acceso. Viaggiare con i finestrini abbassati, a seconda della velocità, peggiora l’aerodinamica (ciò che i Costruttori cercano di ottimizzare proprio per abbassare i consumi e il rumore). Guarda il video qui sotto che spiega perché il climatizzatore auto è fondamentale tutto l’anno.

FINESTRINI APERTI O CLIMA: COME CAMBIANO I CONSUMI DI BENZINA

Per darvi qualche numero, il consumo di benzina con i finestrini aperti aumenta di circa il doppio rispetto al climatizzatore (20% VS 10% circa a 100 km/h). Ovviamente per un’auto con una sezione frontale ampia (grandi SUV squadrati o minivan) il discorso si complica un po’ per la maggiore resistenza all’aria. E in città si può guidare con i finestrini abbassati per risparmiare? Indubbiamente l’impatto con l’aria quasi nullo sarebbe una condizione favorevole, ma – secondo uno studio inglese – mette in serio pericolo la salute dei passeggeri. L’indagine dell’Università di Surrey (Regno Unito) ha analizzato l’esposizione alle emissioni di PM10 e PM2.5 in 10 città diverse nel mondo. Gli scienziati hanno studiato come variava la concentrazione di emissioni all’interno degli abitacoli delle auto nelle ore di punta al mattino e alla sera.

L’INDAGINE SUI FINESTRINI ABBASSATI E LO SMOG IN CITTÀ

La ricerca ha messo sotto osservazione il traffico urbano a Dhaka (Bangladesh), Chennai (India), Guangzhou (Cina), Medellín (Colombia), San Paolo (Brasile), Il Cairo (Egitto), Sulaymaniyah (Iraq), Addis Abeba (Etiopia), Blantyre (Malawi) e Dar-es-Salaam (Tanzania). Indipendentemente dalla città, guidare con i finestrini aperti espone al massimo rischio di inquinamento rispetto al clima acceso con ricircolo attivato. Secondo i ricercatori, l’esposizione allo smog con i finestrini auto aperti aumenta del 91% durante le ore di punta. Dallo studio è emerso che il ricircolo dell’aria, riduce fino all’80% in meno le particelle nocive rispetto a guidare con i finestrini aperti. Un ruolo importante, anche secondo gli studiosi, ce l’ha il filtro abitacolo, efficace nel rimuovere anche le polveri sottili. Ecco perché a prescindere dall’uso più o meno frequente del climatizzatore è consigliabile sostituire il filtro antipolline 2 volte l’anno o almeno ogni 12 mesi in occasione del tagliando.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Trasformare un'auto in elettrica

Trasformare un’auto in elettrica: in arrivo un bonus del Governo

Parabrezza montato male: cosa succede in caso d’incidente?

Sensore MAF: cos’è e come funziona