Emissioni CO2 in Italia

Emissioni CO2 in Italia: -35% in due mesi, effetto Coronavirus

Crollano a marzo e ad aprile 2020 le emissioni di CO2 in Italia: -35% in due mesi per l'effetto Coronavirus. Ma forse non è una buona notizia

24 aprile 2020 - 19:21

Si stima che a causa del lockdown le emissioni di CO2 in Italia siano scese del -35% a marzo e ad aprile 2020. Ma, sorpresa, non è detto che sia una buona notizia. Primo perché i disastri provocati dall’emergenza Coronavirus sono ben più gravi di questa effimera diminuzione dell’inquinamento. E secondo perché il crollo delle emissioni, che ci ha addirittura avvicinati in netto anticipo agli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima, non è dovuto a interventi strutturali favorevoli nei processi di produzione e consumo, ma soltanto a una situazione straordinaria. Di conseguenza dopo la crisi, speriamo nel 2021, potremmo assistere a una crescita delle emissioni di gas serra mai vista dal dopoguerra a oggi, per la tentazione di rilanciare massicciamente l’economia puntando su misure in favore di attività e processi ambientalmente inefficienti e ad alta intensità carbonica.

EMISSIONI CO2 IN ITALIA A MARZO 2020: -46% DEL COMPARTO TRASPORTI

È quanto emerso dall’elaborazione dati di Italy for Climate, l’alleanza per il clima fra le imprese italiane della green economy, sulle emissioni di marzo e aprile 2020 in pieno lockdown. In particolare a marzo si è stimato un calo delle emissioni di CO2 da combustibili fossili di circa il -17% rispetto allo stesso mese del 2019. Pari a circa 5,7 milioni di tonnellate di CO2 in meno. La riduzione delle emissioni ha colpito in modo particolare i prodotti petroliferi e soprattutto il comparto dei trasporti, con un calo delle emissioni del -46,4% (poi -10% dei consumi elettrici e -5% di gas naturale). Tuttavia, spiegano quelli di Italy for Climate, il mese di marzo è attendibile fino a un certo punto. Questo perché le misure restrittive sono partite gradualmente (il lockdown totale solo dal giorno 11).

EMISSIONI CO2 IN ITALIA MARZO + APRILE 2020: CALO TOTALE DEL -35%

Aprile, seppur non ancora terminato, ha fornito invece un quadro decisamente più realistico dell’impatto a regime delle misure di restrizione. Tanto per dirne una, il calo delle emissioni per i prodotti petroliferi, guardando solo ai trasporti, ha toccato il -70%. Il gas il -26% e l’energia elettrica il -23%. Il totale di marzo e aprile 2020 porta quindi a un consumo stimato di oltre 20 milioni di tonnellate di CO2 in meno rispetto all’anno precedente. Che tradotto in percentuale significa -35% di emissioni.

ACCORDO DI PARIGI SUL CLIMA: PER CENTRARLO SERVONO RISULTATI DA LOCKDOWN

La cosa buffa (ma dovremmo forse dire drammatica) è che il risultato raggiunto in questi ultimi due mesi, frutto come sappiamo di circostanze straordinarie e, si spera, temporanee, equivale più o meno a quello che dovrebbe essere il taglio da raggiungere in appena un decennio per centrare gli obiettivi di Parigi e non far precipitare la crisi climatica. Avete capito bene: per essere certa di rispettare l’accordo sul clima, l’Italia dovrebbe vivere ancora per diversi anni in uno stato di lockdown perenne, con attività produttive e trasporti drasticamente ridotti proprio come in queste settimane. “Questo ci mostra in maniera molto chiara la dimensione dello sforzo che dovremmo fare nei prossimi anni”, dicono da Italy for Climate, “e anche la distanza dall’obiettivo. Mettere in campo politiche e misure tali da garantire livelli di emissione di CO2 paragonabili a quelli di questo periodo. Ma farlo però in un Paese che cresce, con un sistema produttivo pienamente operativo ed elevati livelli di occupazione”. Ed è questa la vera sfida.

N.B. Le immagini con i grafici sono tratte dal report di Italy for Climate che si può leggere qui.

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