Dieselgate Renault: spunta un nuovo dossier contro il 1.6 dCi

Il quotidiano Le Monde annuncia un nuovo rapporto con prove sul Diesegate Renault. Il software di EGR e trappola NOX riconosceva i test

13 maggio 2019 - 16:08

Era la fine del 2016 quando anche Renault fu investita dallo scandalo Dieselgate. Portò al richiamo di 15.000 vetture. Per la Casa francese il motore incriminato era il 1.6 dCi nelle due configurazioni da 130 e 160 CV. Il quattro cilindri, propulsore chiave nell’offerta Renault per diffusione e dati di vendita, era stato sviluppato all’interno dell’alleanza con Nissan e in collaborazione anche con il gruppo Daimler. Oggi il quotidiano Le Monde parla di nuove prove contro Renault. Ma andiamo con ordine.

LE ACCUSE DEL 2016

Tutto ebbe inizio più di tre anni fa, quando la Direzione Generale della Concorrenza, dei Consumi e della Repressione delle frodi (DGCCRF) accusò Renault. Secondo quanto riportato nel rapporto consegnato allora alla magistratura, la DGCCRF sospettava che Renault adottasse un software truccato che modificava il funzionamento del motore durante i test antinquinamento. In particolare, questo software era in grado di ridurre drasticamente le emissioni di ossidi di azoto (NOx) proprio durante le sole fasi di omologazione. Secondo l’accusa, anche a seguito di perquisizioni compiute nella sede della Casa il 7 gennaio 2016, esisterebbero addirittura delle mail interne in cui si parlava di sistemi antinquinamento in grado di azionarsi solo durante i test di omologazione.

LE CONFERME DEL 2017

Nell’ottobre del 2017 i magistrati ordinarono all’Istituto Superiore dell’automobile e dei trasporti (ISAT) di effettuare una seconda serie di test per confermare la presenza di un dispositivo elettronico fraudolento. L’ISAT effettuò nuove rilevazioni su Captur e Clio IV e concluse che esisteva in effetti un dispositivo di contenimento delle emissioni che si adattava alla procedura di omologazione e che si comportava in modo diverso durante la guida in condizioni reali.

NIENTE TRAPPOLA NOX SOTTO I 50 KM/H

Gli esperti dell’ISAT sono andati oltre e hanno analizzato il funzionamento del software modificato nei dettagli. Ecco i risultati. A quanto pare la valvola EGR e la trappola NOX, o sistema SCR, funzionano solo in condizioni “ideali”. La prima solo all’interno di un range di temperatura preciso. In inverno, o nei mesi più caldi, quindi, la valvola EGR smetteva di essere operativa. La trappola NOX, invece, non interveniva al di sotto dei 50 km/h. Questo in condizioni reali. Perché durante i test omologativi queste “limitazioni” erano disattivate. A tutto vantaggio dell’efficienza e del contenimento delle emissioni.

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