Contagio Covid sul lavoro: obbligo di denuncia per i titolari delle officine

In caso di contagio Covid sul lavoro c'è l'obbligo di denuncia a carico dei titolari di officine, carrozzerie e di qualsiasi altro ambiente lavorativo. Nel caso di inosservanza scatta una pesante sanzione

10 settembre 2021 - 16:30

Con la circolare n. 24 del 9 settembre 2021 l’INAIL ha ricordato la portata della sanzione a carico dei datori di lavoro, compresi i titolari di officine, carrozzerie, autorimesse, concessionarie auto, stazioni di servizio e così via, che omettono o ritardano di denunciare allo stesso Istituto assicuratore l’infortunio sul lavoro di un dipendente non guaribile entro tre giorni. E tra gli infortuni, ricordiamolo, rientra a pieno titolo il contagio da Covid sul lavoro (ossia i casi di infezione avvenuti durante l’attività lavorativa), così come disposto dall’art. 42 del decreto-legge n. 18/2020, noto come decreto Cura Italia.

CONTAGIO COVID SUL LAVORO E ALTRI INFORTUNI: QUANDO INVIARE LA DENUNCIA ALL’INAIL

La normativa vigente impone al datore di lavoro l’obbligo di presentare all’INAIL la denuncia per tutti gli infortuni accaduti ai lavoratori che siano prognosticati non guaribili entro tre giorni, indipendentemente da ogni valutazione circa la loro risarcibilità. La denuncia dell’infortunio (incluso, come abbiamo visto, il contagio da Covid) dev’essere presentata esclusivamente tramite gli appositi servizi telematici entro due giorni da quello in cui il titolare ne ha avuto notizia, e deve essere corredata dei riferimenti al certificato medico già trasmesso all’INAIL dal medico o dalla struttura sanitaria competente al rilascio. Per gli infortuni mortali e gli infortuni per i quali ricorre pericolo di morte, la denuncia va effettuata entro 24 ore dall’infortunio.

I datori di lavoro, per gli infortuni accaduti ai lavoratori domestici, e i datori di lavoro non imprenditori per gli infortuni occorsi ai lavoratori occasionali, devono invece inviare la denuncia tramite PEC alla sede INAIL competente, o se sprovvisti di PEC per posta ordinaria.

Importante: il giorno iniziale da cui decorre il termine di due giorni per la presentazione della denuncia di infortunio è quello successivo alla data in cui il titolare dell’azienda o ditta ha ricevuto dal lavoratore il numero identificativo del certificato di infortunio trasmesso all’INAIL dal medico, nel quale sono specificati la data di rilascio e i giorni di prognosi.

Mentre per gli infortuni inizialmente prognosticati guaribili entro tre giorni, per i quali la prognosi si prolunga al quarto giorno, il termine per la denuncia decorre dal giorno successivo alla data di ricezione dei riferimenti dell’ulteriore certificazione medica di infortunio che accerta la mancata guarigione nei termini inizialmente previsti.

IL CONTAGIO DA COVID È INFORTUNIO SUL LAVORO

La già citata circolare dell’INAIL specifica inoltre che in relazione ai casi accertati di infezione da Covid-19 avvenuti durante il lavoro, questi rientrano nei casi di malattie infettive e parassitarie che l’Istituto tutela pienamente, inquadrandole, per l’aspetto assicurativo, nella categoria degli infortuni sul lavoro. Tutte le patologie infettive (il Covid ma anche l’epatite, la brucellosi, l’AIDS e il tetano) contratte in occasione dell’attività lavorativa sono da sempre inquadrate e trattate come infortunio sul lavoro poiché la causa virulenta viene equiparata alla causa violenta propria dell’infortunio, anche quando i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo.

A questo proposito giova ricordare che per i casi di malattia-infortunio da Covid-19 la violazione dell’obbligo di presentazione della denuncia all’INAIL nei termini di legge presuppone che il datore di lavoro sia a conoscenza che l’evento è qualificabile come infortunio sul lavoro anziché come malattia di competenza dell’INPS. Pertanto il termine decorre sempre dal giorno successivo alla data di ricezione dei riferimenti della prima certificazione medica di infortunio che attesta che l’astensione assoluta dal lavoro è riconducibile al contagio da Covid.

CONTAGIO COVID SUL LAVORO: LE SANZIONI PER MANCATA O RITARDATA DENUNCIA ALL’INAIL

L’importo della sanzione per la violazione dell’obbligo di denuncia dell’infortunio sul lavoro all’INAIL è da 1.290,00 a 7.745,00 euro. In caso di inosservanza gli ispettori dell’Istituto emettono una diffida a carico del datore, con invito a regolarizzare la sua posizione entro 15 giorni con pagamento della sanzione minima (1.290,00 euro). Se il datore di lavoro non provvede, l’ispettore procede con la richiesta di pagamento della sanzione in misura ridotta (2.580,00 euro) da versare entro 60 giorni. In mancanza, l’ispettorato procede all’emissione di un’ordinanza-ingiunzione e la sanzione può raggiungere l’importo massimo di 7.745,00 euro.

Il pagamento dev’essere effettuato tramite il modello F23 utilizzando i codici tributo appositamente previsti.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla versione integrale della circolare INAIL n. 24 del 9 settembre 2021.

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