Autostrade per l’Italia: multa di 5 milioni dall’Antitrust per pratica scorretta

Tegola su Autostrade per l’Italia: multa di 5 milioni dall'Antitrust per pratica commerciale scorretta in relazione alla mancata riduzione dei pedaggi per i disagi verificatisi su alcuni tratti

26 marzo 2021 - 10:35

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato Autostrade per l’Italia con una multa di 5 milioni di euro per pratica commerciale scorretta, relativa alla mancata riduzione dei pedaggi nei tratti dove si sono riscontrati forti disagi alla circolazione. Disagi peraltro causati dalle gravi carenze da parte di ASPI nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture. La società concessionaria adesso ha 60 giorni di tempo per presentare eventualmente ricorso al Tar del Lazio.

MULTA DI 5 MILIONI AD AUTOSTRADE PER L’ITALIA

L’Antitrust ha accertato che Autostrade per l’Italia, per ovviare alle proprie mancanze in tema di gestione e di manutenzione (anche sulla scia delle polemiche seguite ai tragici eventi del viadotto Acqualonga e del Ponte Morandi), ha posto in essere nell’ultimo biennio interventi straordinari per la messa in sicurezza di lunghi tratti autostradali, in particolare su A16 Napoli-Canosa, A14 Bologna-Taranto, A26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A7 Milano-Serravalle-Genova, A10 Genova-Savona-Ventimiglia e A12 Genova-Rosignano. Tali interventi hanno procurato lunghe code e tempi di percorrenza molto più elevati, senza che ASPI abbia previsto un adeguamento o una riduzione dei pedaggi, come richiesto invece dal Codice del Consumo.

AUTOSTRADE PER L’ITALIA E LA MULTA DI 5 MILIONI: DISAGI ALLA CIRCOLAZIONE SENZA PREVEDERE UNA RIDUZIONE DEI PEDAGGI

I disagi hanno inoltre determinato gravi danni all’economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, a causa dei maggiori tempi di percorrenza degli operatori e dei riflessi sulle imprese destinatarie delle merci. Inoltre, sempre per l’Antitrust, sono risultate inadeguate le modalità informative di Autostrade per l’Italia ai clienti sulle eventuali procedure di rimborso. Ad esempio in relazione all’A14 Bologna-Taranto le informazioni fornite sono rivelate “omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti”.

LA SENTENZA DELL’ANTITRUST NEI CONFRONTI DI ASPI

Queste azioni, ha concluso l’AGCM nel suo procedimento, sono tutte pienamente ascrivibili alla responsabilità di ASPI e integrano una pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto “contraria alla diligenza professionale e idonea, mediante indebito condizionamento a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione al servizio autostradale erogato“.  E ha pertanto disposto l’irrogazione nei confronti di ASPI di una multa di 5 milioni di euro, cifra che corrisponde allo 0,13% del fatturato complessivo e allo 0,15% del totale dei ricavi da pedaggio nel 2019 del gestore autostradale. Come scritto in precedenza, ASPI ha tempo 60 giorni per ricorrere al Tar del Lazio o 120 per proporre un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

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