Auto GPL sui traghetti

Auto GPL sui traghetti: cosa bisogna sapere

Il trasporto delle auto GPL sui traghetti: cosa bisogna sapere sull'imbarco delle auto a gas e quali precauzioni sono messe in atto contro gli incendi

17 luglio 2020 - 16:15

Si possono imbarcare le auto GPL sui traghetti? E se sì, occorrono delle attenzioni particolari? Ci sono rischi per la nave e i passeggeri? Proviamo a dare una risposta definitiva a queste domande adesso che siamo nel pieno della stagione estiva e le prenotazioni per i traghetti con veicoli al seguito sono sempre più numerose.

AUTO GPL SUI TRAGHETTI: NON C’È IL DIVIETO DI IMBARCO

Innanzitutto è bene chiarire che il pericolo d’incendio per un’auto GPL non è maggiore rispetto ad altri, e anche le possibilità di esplosione di una bombola sono decisamente rare. Detto ciò, bisogna aggiungere che a differenza di ciò che accade per il ricovero in luoghi chiusi ‘terrestri’, per quanto riguarda l’imbarco sulle navi dei veicoli alimentati a gas non esistono normative specifiche. Ne deriva che la possibilità o meno di consentire l’imbarco è lasciata alla discrezionalità della società armatrice. Che però, a rigor di logica, non può rifiutarsi di ospitare a bordo un’auto GPL, a meno che non abbia disposto regole diverse. Pertanto, prima di prenotare, è meglio consultare il regolamento della compagnia di navigazione per essere certi di poter accedere a bordo. Sappiamo comunque che nella maggior parte dei casi i regolamenti delle compagnie contengono una clausola con cui si impone al proprietario della vettura GPL di dichiarare al momento dell’acquisto del biglietto la presenza dell’impianto a gas. E di presentarsi al traghetto con il serbatoio semivuoto, comunicando il tipo di alimentazione anche agli addetti del check-in.

VEICOLI GPL SUI TRAGHETTI. LE REGOLE DELLE COMPAGNIE DI NAVIGAZIONE

Vediamo adesso nello specifico le regole sui veicoli GPL imposte da alcune compagnie di navigazione italiane. Per Tirrenia, ad esempio, la mancata segnalazione dell’impianto a gas al momento dell’emissione del biglietto fa perdere il diritto al trasporto. Grandi Navi Veloci (GNV) esige la dichiarazione al momento dell’imbarco, e i veicoli a gas vengono ospitati a bordo in garage dedicati. E anche per Moby Lines l’impianto GPL dev’essere dichiarato all’atto della prenotazione, specificando se l’alimentazione è a gpl o metano. In più, come ulteriore misura precauzionale, al conducente è richiesto di presentarsi all’imbarco con il serbatoio del gas semivuoto, una misura in realtà piuttosto comune a tutte le società di navigazione (come scritto in precedenza).

AUTO GPL SULLE NAVI: PERICOLOSE O NO?

In ogni caso gli armatori non ritengono le auto GPL particolarmente pericolose, altrimenti ne vieterebbero l’imbarco. A maggio ragione le auto con impianti più recenti, dotate delle necessarie valvole di sicurezza che permettono la fuoriuscita controllata del gas dalle bombole in caso di sovrapressione o sovratemperatura. Certamente, però, tale fuoriuscita non sarebbe un evento molto gradito a bordo di una nave, che spesso è per definizione un’imbarcazione ‘chiusa’ in cui una concentrazione di gas infiammabile configurerebbe comunque una situazione di potenziale pericolo. Tuttavia bisogna distinguere: se la nave è del tipo ‘bidirezionale’ a ponte aperto, i veicoli vengono parcheggiati sul ponte di coperta, che non è chiuso. Quindi, il problema della concentrazione del gas non si pone. Diverso è il caso delle navi con garage chiusi, ai quali, di solito, l’accesso viene vietato durante la navigazione. In questi casi, la sorveglianza e quindi la scoperta di un eventuale incendio sono di solito delegate agli impianti di video sorveglianza coadiuvati da rilevatori di fiamme e fumo, anche se una recente modifica delle norme sulla sicurezza della navigazione in mare ha introdotto l’obbligo di periodici ‘giri di ronda’ del personale nei garage.

IL RISCHIO-INCENDIO NEI TRAGHETTI

È comunque indubbio che sulle navi, aperte o chiuse che siano, l’incendio di un veicolo (alimentato a gas o meno), una volta scoperto, ha sempre buone possibilità di essere combattuto con efficacia, semplicemente perché su una nave abbondano per definizione i mezzi per contrastare le fiamme. Sia centralizzati (per esempio gli impianti sprinkler automatici, a pioggia) e sia individuali, ossia estintori e/o manichette. Cosa che invece non accade di certo sulle strade! Le norme in vigore prescrivono inoltre che i dispositivi antincendio sulle navi debbano essere particolarmente numerosi ed efficienti proprio nei garage. Va anche detto che la conformazione delle navi traghetto, caratterizzate da enormi spazi per i veicoli, non permette in questi locali l’adozione di paratie o porte taglia-fiamma che possano soffocare il fuoco o impedirgli di propagarsi o almeno rallentarlo. Insomma, un incendio sul ponte-garage di un traghetto porta-auto dev’essere scoperto ed estinto il prima possibile. Perché in caso contrario potrebbe divenire totalmente incontrollabile in breve tempo.

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