Attraversamenti pedonali pericolosi: l'ACI testa 30 passaggi a Roma
L'ACI lancia l'allarme per la sicurezza dei pedoni che per il Giubileo si muoveranno tra la Stazione Termini e la Basilica di Santa Maggiore
L'ACI lancia l'allarme per la sicurezza dei pedoni che per il Giubileo si muoveranno tra la Stazione Termini e la Basilica di Santa Maggiore
L'ACI lancia l'allarme per la sicurezza dei pedoni che per il Giubileo si muoveranno tra la Stazione Termini e la Basilica di Santa Maggiore
Il titolo dello studio realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo e dall'Area Tecnica dell'Automobile Club d'Italia la dice lunga sul tema affrontato: “Percorrere ed attraversare a Roma: non è per tutti”. Sono stati infatti misurati gli standard di sicurezza dei percorsi pedonali e degli attraversamenti nella Capitale: 17 sono state le tratte pedonali sotto osservazione e 14 gli attraversamenti in esame tra la stazione Termini e la Basilica di Santa Maria Maggiore, punto di partenza del Cammino Mariano che vedrà transitare milioni di pellegrini durante il Giubileo. In contemporanea, anche il Touring Club Svizzero (TCS) ha realizzato un'analisi analoga su territorio svizzero, prendendo in considerazione anche l'atteggiamento degli utenti della strada. Ecco i risultati “romani” non proprio positivi.
MALE, ANCHE QUI – Anche in questa circostanza, non siamo andati bene; tradotto tecnicamente e praticamente vuol dire che nessuna infrastruttura ha raggiunto il massimo dei voti e la valutazione complessiva è appena “sufficiente” sia per i percorsi pedonali che per gli attraversamenti, con l'aggravante che tutti hanno riscontrato livelli di accessibilità insoddisfacenti per i portatori di handicap (a tal proposito, leggi le iniziative di “Siamo Tutti Pedoni”, la campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada). Il percorso migliore, valutato “buono”, è su via Gioberti, tra via Amendola e via Principe Amedeo; quello peggiore è sempre su via Gioberti, da Piazza S. Maria Maggiore a via Principe Amedeo. L'attraversamento pedonale migliore è in via Amendola, quello più scarso invece in piazza S. Maria Maggiore. Intanto, sia l'Aci che la Fondazione Caracciolo hanno fatto sapere che questo studio rappresenta il primo passo di un progetto più ampio che valuterà gli standard offerti ai portatori di handicap fisici e motori, al fine di favorire la realizzazione di un manuale di progettazione degli itinerari pedonali urbani che consenta a tutti di muoversi in autonomia e sicurezza.
I PROBLEMI – Le problematiche più ricorrenti sono imputabili a carenze progettuali e a inadempienze gestionali. Pertanto, tra le prime si riconoscono pali della luce, postazioni telefoniche, totem pubblicitari e parcometri come barriere insuperabili, in altre occasioni a dare fastidio è lo stato pessimo delle pavimentazioni, oppure con il calare delle tenebre, la scarsa visibilità notturna (quindi una insufficiente illuminazione) impedisce di vedere dove è possibile il passaggio. Soffermandoci sulle inadempienze gestionali, allora si può parlare della pessima locazione delle bancarelle, del cattivo posizionamento dei tavolini esterni degli esercizi commerciali, così come dei cartelloni e dei veicoli in sosta irregolare; a tutto ciò si può aggiungere la scarsa manutenzione della segnaletica e una pulizia inadeguata delle strade. Uno studio recente e analogo del TCS ha preso in esame 11 passaggi pedonali (tra i più pericolosi in territorio svizzero). Gli aspetti esaminati sono stati raggruppati in tre categorie: pianificazione e concetto, visibilità diurna/notturna e accessibilità. Ciò che ha sorpreso, è stata anche la valutazione dell'atteggiamento degli utenti della strada, in quanto il TCS ha rilevato che a volte la percezione di insicurezza in un attraversamento pedonale è dato proprio da questo fattore, più che dallo stato delle infrastrutture. Questo video esprime in pieno quello che il TCS vuole comunicare, guardatelo!
UN DISASTRO PER I DISABILI – Lo studio ha analizzato anche gli standard di sicurezza offerti ai disabili e in particolare ai ciechi, che in Italia sono circa 130.000 (1 ogni 450 persone). Per questa categoria, a Roma ci sono evidenti problemi anche nel sistema del trasporto pubblico: il 26% degli autobus e il 31% dei tram non ha accorgimenti per i disabili; appena il 39% delle stazioni della Metro A è accessibile ai portatori di handicap, mentre la B e la B1 sono totalmente fruibili; solo il 50% delle stazioni delle ferrovie metropolitane Roma-Lido e Roma-Viterbo è agibile per i disabili motori (percentuale che sale all'85% per chi ha impedimenti visivi). I ciechi che si muovono a piedi si scontrano con altre difficoltà strutturali: i percorsi sono discontinui, non adeguatamente protetti, con pavimentazione tattile scarsa o assente, presentano fin troppi ostacoli sul camminamento e addirittura informazioni non sempre corrette e coerenti.