Arabia Saudita, ok alla patente rosa. Svolta epocale per le donne in auto

Tra i tanti divieti in vigore in Arabia Saudita, le donne conquistano la libertà di guidare l'auto e prendere la patente. Ecco le prime testimonianze

 
Arabia Saudita, ok alla patente rosa. Svolta epocale per le donne in auto Tra i tanti divieti in vigore in Arabia Saudita

Tra i tanti divieti in vigore in Arabia Saudita, le donne conquistano la libertà di guidare l'auto e prendere la patente. Ecco le prime testimonianze

26 Giugno 2018 - 08:06

Le donne dell'Arabia Saudita conquistano un pezzo d'indipendenza con lo stop al divieto di guidare l'auto, una concessione anticipata già da un decreto reale alcuni mesi fa che diventa legge. Cade così un tabù anche nell'ultima città saudita, la capitale Riad, che voleva la donna all'ombra dell'uomo anche per spostarsi solamente in auto. Relegate sul sedile posteriore uscire di casa con l'auto era concesso solo a chi aveva l'autista, il padre o il marito disposti a portarle in giro. Così dalle 23 (ora italiana) del 24 giugno è entrata in vigore la legge della riforma voluta dal Principe ereditario Mohammed bin Salman per creare un regno in cui anche le donne contribuiscono alla crescita del Paese, che deve fare i conti con il crollo del prezzo del greggio. Non sono mancate ovviamente le schermaglie dei radicali sunniti e dei sceicchi contrari alla liberalizzazione della patente: per alcuni, le donne al volante sono un rischio. Ecco come hanno fatto fino ad ora le donne senza patente e quali altri divieti o azioni richiedono ancora il consenso del tutore maschio della donna. Leggi qui come si recuperano i punti della Patente in Italia.

IL “NUOVO” REGNO DEL PRINCIPE MbS Una legge che ha abbattuto l'ostruzionismo e l'oppressione (almeno in parte) alla libertà delle donne in Arabia Saudita ha avuto bisogno di quasi un anno per cancellare il divieto di guidare l'auto. Era infatti a settembre dell'anno scorso che il re Salman ha emanato un decreto reale che permette oggi alle donne di Riad di prendere la patente. La reazione positiva è stata forte, con le prime patenti di guida conseguite già ad inizio giugno e le prime donne che hanno sfidato la paura di mettersi al volante per la prima volta e i pregiudizi di una cultura retrograda che non è più compatibile con l'idea di rinnovamento del principe Mohammed bin Salman. “Sto guidando, ancora non posso crederci: sto andando a Jedda guidando”, è la dichiarazione di Roa Altaweli alla BBC. Ma pensa bene di farsi accompagnare (per scelta o condizione) da un guardaspalle, “Sono accompagnata da mio padre, per alcune dritte e per avere sostegno morale”. E poi la sorpresa del barista: “Mi sono fermata per un caffè”, spiega la donna: “Sono stata la prima automobilista donna che il barista abbia mai servito”.

LE DONNE AL VOLANTE PORTERANNO 90 MILIARDI DI DOLLARI Una svolta epocale che all'Arabia Saudita serve, perché da quando il prezzo del greggio è crollato nel 2014 (guarda qui le previsioni dei prezzi della benzina per il 2018) bisogna dare una scossa all'economia e alle finanze del regno saudita. Bloomberg Economics ha infatti stimato che la partecipazione sempre più attiva delle donne al mondo del lavoro e alla società attraverso l'auto potrebbe generare profitti per 90 miliardi di dollari entro il 2030. Ma per le donne nonostante, il via libera reale alla guida delle auto, è una strada tutta in salita poiché servirà tempo per abbattere quei tabù imposti dalla Sharia. Secondo i radicali di orientamento sunnita dare la possibilità alle donne di guidare è una minaccia alla stabilità del regno, ma la dichiarazione più scioccante è quella di uno sceicco che si è opposto pubblicamente al decreto del re sostenendo che “le donne non possono guidare perché hanno un quarto del cervello degli uomini”.

RISCHIO VIOLENZE, I DIVIETI ASSURDI ANCORA IN VIGORE Le donne saudite invece ora possono guidare, ed è un grande traguardo anche per le organizzazioni che si battono per i diritti civili, ma dovranno farlo sempre dopo aver ottenuto il permesso del loro tutore maschio (che può essere in ordine il padre, il marito o il primo figlio) – come riporta l'Ansa. Proprio per prevenire escalation di violenza e per la sicurezza delle nuove automobiliste, il governo di Riad ha ritenuto necessario inasprire le pene per  reati di molestie sessuali con il carcere fino a 5 anni e una multa fino a 68 mila euro. Se pensiamo che in Italia  – come riporta una recente indagine di un sito di preventivi online – circa il 30% delle donne italiane rinuncia a guidare perché non ne sente il bisogno, in Arabia Saudita il volante è una conquista. Ma ci sono ancora tanti altri divieti che forse da noi riterremmo assurdi, come il permesso di sposarsi o divorziare (una realtà ancora recente anche da noi nei Paesi dell'entroterra), sottoporsi a un intervento chirurgico o anche chiedere il ricovero in ospedale (varia in base agli ospedali), fare richiesta di assunzione o aprire un'attività. Ma basta pensare che a loro spetta un quarto dell'eredità rispetto ai figli maschi o che in tribunale la testimonianza di una donna vale quanto quella di un bambino, per comprendere che il diritto di prendere la patente e guidare l'auto per le donne in Arabia Saudita è solo il primo passo verso la vera integrazione delle donne nella società dei Paesi Sauditi.

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