Appalti strade a Roma: la corruzione è endemica

La relazione Anac è scioccante: la corruzione è il fattore comune a molti servizi. Irregolarità anche sugli appalti delle strade

17 marzo 2016 - 9:06

Si chiama Anac, è l'Autorità nazionale anticorruzione, e nell'ultimo documento firmato dal presidente Raffaele Cantone fa una fotografia di Roma che è drammatica. Lo hanno svelato Repubblica e Messaggero. Il dossier dell'Anac riguarda l'attività svolta dall'Authority nella capitale dal 2012 al 2014. “L'indagine – ha scritto l'ex Pm antimafia – ha rivelato la sistematica e diffusa violazione delle norme e il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive”. Ovunque, dalla manutenzione delle strade (vedi qui un nostro articolo proprio del 2014) ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico, dall'acquisto di nuovi software alla gestione dei canili.

SISTEMA COMPLICATISSIMO – Il corpo del paziente malato (Roma) è così infetto e devastato dai virus (e dalle buche, vedi qui), che riesce difficile per il chirurgo (Cantone) capire dove iniziare a operare. Emergono addirittura 18 tipi di violazione dei Dipartimenti del Comune di Roma, con appalti assegnati senza gara. Spesso, c'è una sorta di ricorso facile alla procedura negoziata, il contrario di una gara pubblica a cui tutti possono partecipare, ma spesso mancano i presupposti per la procedura e si cercano sempre gli stessi soggetti. “Il sistema è così complicato – dice Cantone – che era veramente difficile creare meccanismi di controllo. Il punto vero è la complessità di una macchina burocratica che, come noi abbiamo evidenziato nella nostra relazione, ha circa 100 centri di posto. Deve essere assolutamente semplificata”. 

BUCHE ASSASSINE – “La responsabilità principale – sostiene Cantone – è certamente dei dirigenti di alcuni dipartimenti e di alcuni funzionari. Ma nel corso del tempo c'è stato anche uno scarso controllo da parte della politica”. Insomma, politici assenti; oppure, chissà, magari fin troppo presenti… Infatti, sentite il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone intervenuto martedì al convegno “Educare alla cittadinanza, noi contro le mafie” organizzato dalla Regione Lazio all'Auditorium Parco della Musica di Roma: “L'illegalità incide anche nella vita quotidiana. Prendiamo a esempio le buche di Roma: nascono anche dal fatto che le imprese per vincere la gara pagano un pizzo, una tangente, una bustarella a un funzionario del Comune e poi anche a quello che dovrebbe controllare i lavori. L'imprenditore rientra di quel denaro facendo male il lavoro. Il lavoro va rifatto e questo porta a ulteriori guadagni”.

STRADE: E IN FUTURO? – Per ora, la Città Eterna è un colabrodo, con buche pericolose ovunque. D'altronde, con la corruzione così estesa e sistematica, migliorare la sicurezza stradale è impossibile. Ma per il futuro? Secondo Cantone, “chiunque amministrerà si troverà tra le mani una macchina complicata da far ripartire, che ha subìto anche colpi durissimi. Dovranno essere assegnati molti appalti. La nostra è una fotografia da cui ripartire, quantomeno per dimenticarla al più presto possibile”.

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