Anas, crolla un ponte anche in Veneto

Dopo Scorciavacche, crolla un altro ponte: era stato appena rifatto

7 aprile 2015 - 9:00

Ancora non s'è spenta l'eco per il crollo del ponte di Scorciavacche (sulla Palermo-Agrigento gestita dall'Anas), ed ecco il crollo di un altro ponte, in Veneto, sul fiume Zero lungo il Terraglio, in zona Bacareto alle porte di Mogliano (Treviso). Come racconta ilgazzettino.it (foto), dopo le recenti proteste sulle lungaggini dell'attuazione del progetto di ripristino strutturale del vecchio manufatto a opera dell'Anas per una spesa di circa 300.000 euro, si è aperto un altro fronte di polemiche legate al crollo della riva sud del ponte appena ristrutturato a ridosso dell'ex mulino Valerio.

QUESTIONE SICUREZZA – Sentiamo il presidente del quartiere Centro Nord, Paolo Foffano: “È necessario intervenire con urgenza per contenere lo smottamento. Un tratto di rete plastificata è stata sistemata tra la nuova spalletta del ponte e la riva ormai completamente franata. Servono ben altri interventi per impedire che le persone che camminano sulla riva del fiume possano, magari in un momento di distrazione, precipitare in acqua da circa 4 metri. Per la sicurezza serve sistemare un corrimano e consolidare la sponda”. In effetti, quella rete plastificata che si vede anche nella foto non è il massimo della sicurezza, per utilizzare un eufemismo; senza considerare l'impressione di sciatteria e disordine che dà a quella zona, invece così affascinante e ricca di bellezze naturali.

MA A CHI TOCCA? – Come spesso avviene in casi del genere nel nostro Paese, non è dato sapere con precisione a chi spetti realizzare l'intervento auspicato dal presidente Foffano: all'Anas o al Consorzio di bonifica Acque risorgive? Il cantiere dell'Anas per il ripristino del ponte è stato smontato solo pochi giorni fa: la messa in sicurezza del vecchio ponte aveva richiesto molto più tempo del previsto quando invece la consegna dei lavori era prevista il 16 agosto 2014. Sul Terraglio, nei quattro mesi di lavori si formavano regolarmente code chilometriche. Per fortuna, proprio come nel caso del ponte di Scorciavacche, non si sono registrati vittime né feriti.

ERA DESTINO… – D'altronde, nel novembre 2014, si parlava di un'ennesima proroga per la fine del cantiere del ponte sul fiume Zero alle porte di Mogliano. In quella data, la direzione compartimentale dell'Anas di Venezia aveva fatto sapere con una nota che la circolazione a senso unico sul Terraglio all'altezza del ponte, sarebbe continuata fino all'antivigilia di Natale. Già all'epoca, gli automobilisti erano inviperiti per le code chilometriche che si formavano nelle ore di punta sulla statale 13. Si è passati da una proroga all'altra, a cominciare dal 12 agosto 2014, quando era prevista la consegna dei lavori della ditta appaltatrice. Le successive scadenze per la chiusura del cantiere erano previste per il 15 settembre, il 31 ottobre e da ultimo alla mezzanotte di domenica 30 novembre. Evidentemente, quel ponte era segnato, da qualche parte stava scritto che le cose dovessero prendere una brutta piega, sino al crollo di pochi giorni fa.

L'Anas, a seguito della pubblicazione del nostro articolo, ci ha inviato una nota che pubblichiamo integralmente.

Anas precisa che il dissesto non riguarda il Ponte sul fiume Zero in corrispondenza del km 11 della SS 13 “Pontebbana”, bensì interessa parte del rivestimento in mattoni del piede dell'argine del fiume Zero, che è adiacente al ponte ma non ne fa parte, essendone anche fisicamente separato. Tale tratto non è stato interessato dai lavori e non risulta di proprietà dell'Anas, essendo invece parte dell'argine. L'Anas, già in data 30 marzo, aveva segnalato con nota protocollata al competente Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, ente gestore del fiume Zero, la necessità di intervenire. Il Ponte sul fiume Zero, è costituito da un arco in mattoni risalente ai primi anni del XIX secolo e; seppure di piccole dimensioni, è strategico per la viabilità locale in quanto su di esso transitano circa 20 mila veicoli al giorno, soprattutto traffico pendolare da Treviso a Venezia. Già nel 2011 l'Anas, durante le periodiche attività di monitoraggio delle opere d'arte, aveva individuato una importante lesione longitudinale dell'arco, dovuta alla vetustà del ponte e all'eccesso di carico, intervenendo con un primo intervento di emergenza e mettendo in programmazione un intervento di consolidamento più generale dell'intera opera, poi finanziato nell'ambito del Contratto di Programma 2013. Tenuto conto del vincolo architettonico gravante sull'opera per la sua storicità, d'accordo con la competente Soprintendenza, Anas ha previsto di realizzare a tergo delle reni dell'arco due nuove spalle costituite da un cordolo su micropali, su cui è appoggiato un nuovo impalcato a struttura mista di acciaio e calcestruzzo. L'attuale struttura portante del ponte è quindi interamente nuova ed ha svuotato l'arco di ogni funzione statica, riducendolo a mero involucro di un'opera nuova e progettata a norma di legge. La natura del vincolo apposto sull'opera ha imposto di conservare la geometria delle spallette del ponte, che però sono state sostituite da un muretto in cemento armato con potere contenitivo, rivestito di mattoni. L'importo lordo dei lavori è stato di circa 300 mila euro (come riportato nell'articolo), ma l'intervento è stato ultimato il 23 dicembre 2014 e non pochi giorni fa. Infine, va precisato che la lamentata mancanza di protezioni arginali, emersa in tutta evidenza dopo la rimozione di arbusti e sterpaglie durante i lavori realizzati dall'Anas, riguarda una strada che non è di nostra competenza.

 

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