ACEA va contro l'UE e mostra l'efficienza dei motori diesel Euro 6

Gli obiettivi sulle emissioni sono difficili da raggiungere e i nuovi motori Euro 6 sono molto meno inquinanti: ACEA si scontra con l'UE

7 giugno 2018 - 11:04

Le emissioni rimangono un problema ma bisogna affrontarle nel modo giusto. In pochissime parole questo è il riassunto delle due recenti pubblicazioni di ACEA, l'European Automobile Manufacturer's Association che rappresenta 15 dei maggiori produttori di veicoli in Europa. Una prima “critica” va verso i numeri sulla riduzione di emissioni che l'UE spera di raggiungere in pochi anni, secondo ACEA il 2030 è troppo vicino anche perché l'elettrico, prima arma contro l'inquinamento, è ancora “riservato ai ricchi”. Contemporaneamente l'associazione dei produttori si schiera contro i diesel-ban e a favore delle nuove tecnologie Euro 6 che risultano sempre meno inquinanti in base ai nuovi test RDE.

TROPPO OTTIMISTI? Tra un mese il Parlamento Europeo sarà chiamato al voto sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 post 2020, forse per strategie politiche ed economiche il mondo dell'industria vuole dire la sua mettendo in guardia l'Europa e il suo “ottimismo”. La proposta della Commissione Europea vorrebbe che il mercato dell'elettrico raggiungesse una quota del 15% sul totale entro il 2025 e addirittura del 30% per il 2030. L'ACEA rinnova il suo impegno nella decarbonizzazione ma vuole anche che ci si arrivi in maniera graduale e ben gestita, e lo stesso Carlos Tavares, CEO di PSA (membro di ACEA) afferma che: “Il settore automobilistico vuole muoversi verso i veicoli a emissioni zero, a patto che le aziende abbiano la possibilità di trasformarsi ad un ritmo gestibile per proteggere la loro redditività nel lungo termine”. In pratica mutare la produzione verso l'elettrico e nel rispetto delle nuove normative sui propulsori già nel breve termine, alzerebbe troppo i costi dei produttori mettendoli in difficoltà. Altre ragioni vengono individuate da ACEA nel mercato dell'elettrico, ancora troppo immaturo in Europa, e soprattutto nell'insufficiente supporto delle infrastrutture, di cui dovrebbero tener conto i legislatori dell'UE.

ELETTRICO, NON PER TUTTI ACEA rilascia infatti alcuni dati sulle auto elettriche, dai quali emerge che l'85% delle vetture sono concentrate in soli sei Paesi dell'Europa occidentale che risultano inoltre tra quelli con il PIL più alto. Al contrario, nell'Europa Centrale ed Orientale dove il PIL è inferiore a 1,8 miliardi di euro il segmento delle elettriche rappresenta una fetta prossima allo 0% – qui costi e dettagli di un'elettrica. Ma non viene fatto esclusivamente un discorso di accessibilità economica, gli industriali puntano il dito anche contro infrastrutture: gli studi rivelano che delle 100.000 stazioni b presenti sul suolo Europeo addirittura il 75% è concentrato in quattro Paesi (Olanda, Germania, Francia e Regno Unito); sul lato opposto viene presa ad esempio la Romania, sei volte più grande rispetto all'Olanda, che detiene appena 144 punti di ricarica pari allo 0,1% di tutta l'Europa (in Giappone sono più colonnine che distributori). “C'è un divario troppo elevato tra il mercato di oggi e le prospettive della Commissione – ha dichiarato sempre Tavares – dovremmo passare dall'attuale 1% al 30% in soli dodici anni. Sono i clienti a guidare il mercato e le proposte sulle emissioni dovrebbero considerare il reale potere d'acquisto delle persone”.

IL DIESEL È PULITO E quasi come a conseguenza delle analisi sul mercato delle auto elettriche e sulla sua lenta progressione, l'ACEA fa un appello ai consumatori invitandoli a non diffidare dei più recenti diesel Euro6 contrariamente a quanto si vuole far credere con le ultime norme restrittive. Per l'associazione dei costruttori i dati raccolti con i nuovi test RDE entrati in vigore nel settembre 2017 non tengono conto dei nuovi diesel Euro 6, in quanto le rilevazioni sono state effettuate in un periodo che va dal 2011 al 2017 e non oltre. Il segretario generale dell'ACEA Erik Jonnaert sostiene infatti che: “Tutte le auto testate nell'ambito di questa iniziativa erano pre-Euro 6d, non sorprende quindi che non soddisfano le normative diventate obbligatorie solo dopo la loro immissione sul mercato. I responsabili delle politiche UE rimarranno delusi nello scoprire quanto siano puliti i diesel più recenti conformi agli standard Euro 6d” – qui puoi capire cosa cambia. Le nuove omologazioni stanno mettendo in difficoltà i costruttori, tanto che molti di loro hanno già deciso di abbandonare il gasolio ma sempre secondo ACEA, basandosi su una ricerca di Fuels Europe e dell'AECC, l'ultima generazione dei veicoli diesel svolgerà un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi di CO2, ed anzi avrà un impatto positivo sulla qualità dell'aria. La battaglia per ora rimane aperta, ci vorrà ancora qualche anno per capire se sarà l'elettrico a prevalere sul diesel o viceversa.

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