Patente auto con carrelli e rimorchi: differenze e consigli di guida

Quale patente auto serve per guidare con carrello appendice o rimorchio, quanti tipi esistono e quali sono i consigli un rimorchio o un carrello?

18 marzo 2019 - 13:54

Rimorchi e roulotte sono molto meno radicati nella tradizione automobilistica degli italiani, a differenza di quanto accade in nord Europa. Lo dimostra la quantità di auto con carrelli e rimorchi al traino che nei mesi estivi si riversa sulle nostre strade delle vacanze. Il fatto che siano utilizzati prevalentemente per trasportare moto o gommoni, non aiuta certo a conoscere le regole di quello che a tutti gli effetti può essere considerato un  mondo parallelo. Vediamo nel dettaglio quale patente auto serve per trainare diverse categorie di carrelli e rimorchi, cosa dice la legge e i più importanti consigli di guida.

CARRELLI APPENDICE

Il Codice della Strada dedica più di un articolo all’argomento, tuttavia la maggior parte di chi guida un’auto conosce ben poco di quelle che sono le prescrizioni e le limitazioni. Uno dei più importanti è il valore riportato alla riga O1 della carta di circolazione (leggi le novità del libretto di circolazione dal 2018), quello relativo al peso massimo rimorchiabile. Questo varia da modello a modello, ma è solo uno degli elementi da conoscere. Innanzitutto bisogna precisare che la maggior parte di ciò che è trainabile da un’auto non è un rimorchio, ma un carrello appendice. Sotto questa denominazione sono classificati i carrelli dotati al massimo di due ruote. In genere sono destinati al trasporto di bagagli o attrezzature sportive, purché siano rispettati i pesi e gli ingombri e l’auto sia dotata di un gancio di traino di tipo omologato. Leggi qui delle difficoltà a montarlo in aftermarket su cui ha indagato l’Antitrust.

DIMENSIONI CARRELLO E CATEGORIA VEICOLI

Esistono più tipi di carrelli appendice, con dimensioni e pesi definiti dall’Art. 205 del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada che recita: “Comma 1. Le dimensioni e le masse massime ammissibili dei carrelli-appendice in relazione alla massa a vuoto dell’autoveicolo trattore sono:

a) per autoveicolo trattore di massa a vuoto non superiore a 1000 kg: 2 m di lunghezza, compresi gli organi di traino; 1,20 m di larghezza; 300 kg di massa complessiva a pieno carico;
b) per autoveicolo trattore di massa a vuoto superiore a 1000 kg: 2,50 m di lunghezza, compresi gli organi di traino; 1,50 m di larghezza; 600 kg di massa complessiva a pieno carico;
c) per i soli autobus di massa a vuoto superiore a 2500 kg: 4,10 m di lunghezza, compresi gli organi di traino; 1,80 m di larghezza; 2000 kg di massa complessiva a pieno carico.
Comma 2. La larghezza del carrello-appendice non deve comunque superare quella dell’autoveicolo trattore e l’altezza massima non deve essere superiore a 2,50 m”.

La foto di copertina, pertanto, riporta un carrello / roulotte non guidabile con la sola patente B.

REVISIONE CARRELLO E TARGA RIPETITRICE

A queste condizioni, riguardo agli autoveicoli, non sono necessarie patenti specifiche, è sufficiente una B “base”. Essendo considerato a tutti gli effetti una parte integrante del veicolo, inoltre, la revisione periodica del carrello appendice deve avvenire contestualmente a quella dell’auto. Per questo motivo, a differenza dei rimorchi, non è richiesta una polizza assicurativa dedicata, e non sono previsti documenti e una targa specifici. La targa da applicare nella zona posteriore è infatti la stessa dell’auto, ma con fondo giallo e non bianco. Per questa targa ripetitrice non sono previste particolari pratiche burocratiche negli uffici della Motorizzazione. Possono essere richieste, anche online, alle aziende che si occupano di realizzarle rispettando le dimensioni e i colori prescritti, semplicemente fornendo il numero di targa dell’auto.

L’ASSICURAZIONE DA RISCHIO STATICO

Per quanto riguarda l’assicurazione, è bene aggiungere che pur non essendo obbligatoria una copertura è sempre consigliabile prevedere una protezione di responsabilità civile per il rischio statico, quando il carrello non è in movimento. Diversamente, la presenza del gancio di traino, deve essere riportata sulla carta di circolazione dopo avere superato un collaudo. Inoltre va anche segnalata sulla polizza di assicurazione che comporterà un minimo incremento del premio annuale. Sempre a proposito del gancio bisogna aggiungere che, quando è inutilizzato, la parte sporgente dall’auto deve essere smontata, (sganciata o ripiegata) per motivi di sicurezza.

LIMITI DI VELOCITA’

Alle regole dettate dalla burocrazia, che fissano tra l’altro i limiti di velocità (130 km/h per appendici entro i 400 kg e 80 km/h oltre questa soglia) si sommano quelle legate alla prevenzione. In commercio esistono varie tipologie di carrelli appendice, e in questa guida ci occupiamo di quelli trainabili una patente B. Il CdS prescrive che oltre alle auto collegate a un’appendice con un solo asse e due ruote, si possano condurre veicoli fino a 8 persone più il conducente e fino a 3500 kg. Quindi vale a dire pullmini tipo VW Caravelle o Fiat Ducato, con un rimorchio di massa massima fino a 750 kg. In alternativa, è possibile il traino di un carrello con massa di oltre 750 kg se il peso complessivo di auto e rimorchio non supera i 3.500 kg.

I CONTROLLI PERIODICI AL CARRELLO

Guidare con un carrello o una roulotte richiede perizia e prudenza, ma anche importanti verifiche da fare se il traino avviene saltuariamente o dopo periodi di inattività. Il primo elemento da controllare è il freno a inerzia, quello che si attiva automaticamente con un semplice attuatore meccanico e sfrutta le leggi della fisica. Quando l’auto rallenta, l’inerzia spinge il carrello in avanti, spingendo un pistone che aziona l’impianto idraulico dei freni. I parcheggi prolungati possono favorire la formazione di ruggine sul freno a inerzia quindi è importante controllare periodicamente l’assenza di corrosione sotto la protezione in gomma. Un secondo elemento da ispezionare è il cavetto d’acciaio che impedisce al carrello di staccarsi dall’auto in caso di sganciamento accidentale dal gancio di traino. Devono essere controllati gli ancoraggi alla struttura e l’assenza di pericolosi sfilacciamenti. Alcuni carrelli più moderni sono dotati di TPS, un particolare sistema che lavora insieme all’ESP e controlla eventuali sbandate (approfondisci qui).

LA SFERA MEGLIO SE “SPORCA”

Al contrario di quanto si possa pensare, la sfera del gancio non deve essere perfettamente pulita, ma lubrificata con grasso per evitare pericolosi attriti. Prima di partire, infine, si deve verificare che il collegamento all’impianto elettrico dell’auto tramite una presa multipolare funzioni correttamente. Quando tutto è pronto, non resta che abbassare la leva del freno di stazionamento presente sul “timone” del carrello, e sollevare il ruotino per le manovre a mano.

COME POSIZIONARE IL CARICO

Il Codice della Strada vieta la possibilità di far sporgere il carico (esattamente come avviene per le auto) sul lato anteriore. Mentre è possibile superare il limite posteriore per una lunghezza non superiore al 30% della lunghezza del carrello. Naturalmente, l’uscita dalla sagoma va segnalata con l’apposito pannello per carichi sporgenti, con righe oblique bianche e rosse. Il carico non può sporgere nemmeno lateralmente, mentre in altezza il limite massimo è di 2 metri e mezzo. Ci sono poi regole non scritte dettate dal buon senso. Una di queste riguarda la disposizione del carico, per evitare spostamenti o cadute, con gli oggetti più pesanti in basso, abbassando il baricentro. Entro i limiti di peso consentiti, è inoltre buona norma verificare che la massa maggiore sia il più possibile concentrata nella zona delle ruote e non verso il gancio di traino. Questo per evitare di caricare eccessivamente la coda dell’auto (alleggerendo l’avantreno) e compromettere la direzionalità delle ruote anteriori.

COME CAMBIA LA GUIDA CON CARRELLO

Una volta in movimento non bisogna mai dimenticare che le reazioni in caso di manovre di emergenza risultano molto più complesse. Sulle auto più recenti è prevista la possibilità di far “leggere” al sistema di controllo della stabilità la presenza di un rimorchio, al fine di rendere più sicura la guida. Per alcuni modelli di ultima generazione sono presenti anche funzioni che agevolano la guida in manovra impostando sulla telecamera di bordo il punto da raggiungere. Inoltre bisogna sempre essere consapevoli di una serie di parametri che cambiano, a cominciare dai consumi di carburante che si impennano e dalla perdita di prestazioni, soprattutto in accelerazione e ripresa. Altri cambiamenti significativi si possono riassumere in una tendenza al surriscaldamento del liquido refrigerante in salita e a un incremento degli spazi di arresto. Non va sottovalutata la maggiore esposizione al vento laterale e il cambiamento dello spazio utilizzato in curva, per la tendenza del carrello a chiudere la traiettoria nelle curve strette.

I CONSIGLI DI GUIDA

Ecco infine alcuni consigli sempre utili quando si guida un’auto con un carrello al traino. Cominciamo con i sorpassi, situazione in cui bisogna ricordare il calo di prestazioni e degli ingombri maggiori, che allungano sensibilmente gli spazi necessari. Il rientro in corsia deve avvenire solo dopo avere verificato con attenzione che l’intera sagoma abbia superato la vettura più lenta. Non bisogna dimenticare che in autostrada la corsia di sorpasso non può essere impegnata da veicoli più lunghi di 7 metri. C’è poi da considerare la guida in discesa, dove il peso maggiore può mettere in difficoltà l’impianto frenante allungando gli spazi e surriscaldando i freni. Meglio quindi procedere con cautela e sfruttare il più possibile l’effetto frenante del motore, utilizzando le marce più basse. In presenza di curve e tornanti la traiettoria deve essere poi allargata il più possibile in fase di ingresso. In pratica si controlla attraverso lo specchio retrovisore che la ruota interna del carrello non arrivi troppo vicina al margine del tornante. Per un migliore controllo durante la guida è possibile montare due specchi retrovisori aggiuntivi, (utili soprattutto se si traina una roulotte) con una sporgenza entro 20 cm dalla sagoma del rimorchio.

LE MANOVRE PIU’ DIFFICILI

Ma la condizione più critica, per chi si mette per la prima volta alla guida di un’auto con carrello, o peggio ancora con una roulotte, è la manovra in retromarcia. La difficoltà dipende dall’elevata sensibilità alle minime correzioni sullo sterzo, che determinano una svolta del rimorchio dalla parte opposta a quella impostata. Ciò significa che quando si inizia una manovra è importante partire con un perfetto allineamento, per poi ruotare il volante dalla parte opposta a quella della direzione da prendere. Solo dopo aver impostato la traiettoria del carrello si può indirizzare anche l’auto ruotando il volante nella direzione opposta. A questo bisogna aggiungere che è meglio evitare angoli di svolta troppo accentuati, per impedire al rimorchio di urtare con la carrozzeria dell’auto. La soluzione migliore per chi è alle prime armi con la guida di un’auto con carrello è prendere confidenza con le manovre. Allenatevi in uno spazio aperto, senza ostacoli, predisponendo un percorso con birilli e sfruttando la collaborazione di una persona che supervisioni le varie fasi.

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