Eccesso di velocità multe annullabili stato di necessità

Eccesso di velocità: multe annullabili per stato di necessità, i casi previsti

Le multe per eccesso di velocità si possono annullare se viene riscontrato lo 'stato di necessità', dovuto a comprovate situazioni di urgenza o grave pericolo. Ecco i casi in cui si applica.

15 luglio 2019 - 19:14

Sono previste severe sanzioni per l’eccesso di velocità, ma le multe si possono annullare se viene provato che il superamento dei limiti è stato dettato dallo ‘stato di necessità’. Ovvero da un’urgenza, sia effettiva che temuta, che ha spinto il conducente dell’auto a infrangere le norme di comportamento sui limiti di velocità contenute nell’art. 142 del Codice della Strada. Ovviamente, come anticipavamo, per vedersi cancellare la multa il conducente deve fornire le prove del grave pericolo corso da lui o da un’altra persona. Allo stesso tempo il giudice può confermare la sanzione se non ravvisa gli estremi dell’urgenza.

CHE COS’È LO STATO DI NECESSITÀ

Lo ‘stato di necessità’ è previsto dall’art. 54 del Codice Penale, secondo cui “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”. Un concetto pienamente applicabile alle norme del Codice della Strada, come conferma l’art. 4 comma 1 della legge 689/1981, per cui “non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa”.

LO STATO DI NECESSITÀ APPLICATO AL CODICE DELLA STRADA

Si parla dunque di “necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona” ammesso però che “il fatto sia proporzionato al pericolo”. Ciò vuol dire che si può ottenere l’annullamento di una multa per eccesso di velocità (e per altre infrazioni) se ricorrono i seguenti elementi: necessità di salvare qualcuno da un danno; il danno deve essere grave e non lieve; il danno deve riferirsi a una persona (oppure a un animale, secondo alcune recenti sentenze), ma non al patrimonio; il pericolo del danno deve essere ‘attuale’, cioè ‘in corso’ o comunque imminente. E poi, ma questo ci sembra scontato, il danno non deve essere volontariamente causato. Dati questi paletti piuttosto precisi, ogni giudice può valutare con efficacia se applicare o meno lo ‘stato di necessità’.

ECCESSO DI VELOCITÀ: MULTA ANNULLABILE PER GRAVE DANNO ALLA PERSONA

Il caso più comune per cui un conducente può superare i limiti di velocità e ottenere l’annullamento della multa per ‘stato di necessità’, riguarda il pericolo imminente di un danno grave alla persona del conducente stesso, di uno dei passeggeri o di un terzo soggetto non necessariamente presente nell’auto. Gli esempi sono molteplici ma tutti validi: portare al pronto soccorso una persona colpita da infarto o altro malore, una donna in preda alle doglie, il ferito grave di un incidente stradale. Ma anche correre dalla madre anziana, sola in casa, che ha telefonato avvisando di sentirsi male; oppure recarsi alla più vicina farmacia per acquistare farmaci urgenti per il nonno in crisi respiratoria. E ancora: fiondarsi in ospedale perché un parente prossimo è in fin di vita e, nel caso di un medico, andare con urgenza a visitare un paziente con gravi patologie. Sono tutte eventualità che possono portare alla cancellazione della multa, dietro presentazione di prove inconfutabili e precise (certificato medico, uno o più testimoni, ecc.).

ECCESSO DI VELOCITÀ: MULTA CANCELLABILE ANCHE IN CASO DI PERICOLO TEMUTO

Affinché ci sia ‘stato di necessità’, con relativa cancellazione di una multa per aver superato i limiti, conta la percezione di grave urgenza che si è prefigurato il conducente e non quella effettiva. In altri termini: se un guidatore ‘crede’ di essere in pericolo o che qualcuno a lui vicino sia in pericolo, ma poi tale pericolo non si concretizza, può lo stesso farsi annullare la sanzione se riesce a dimostrare la sua buona fede. Esempio 1: correre in ospedale dopo aver sentito delle forti fitte al cuore perché si teme un infarto, che però poi gli esami clinici escludono; esempio 2: portare con urgenza al pronto soccorso la moglie alle prese con le doglie, salvo poi scoprire che il parto non è così imminente.

ECCESSO DI VELOCITÀ: MULTA ANNULLABILE ANCHE SE IN PERICOLO C’È UN ANIMALE?

Questa è un’ipotesi un po’ controversa perché, a fronte di numerose sentenze che hanno equiparato la situazione di pericolo di un animale a quella di una persona (come il Giudice di Pace di Pisa che nel 2015 ha annullato una multa per eccesso di velocità a un automobilista che aveva superato i limiti per portare il suo gatto in pericolo di vita dal veterinario), la sentenza 4834/2018 della Corte di Cassazione si è espressa in senso contrario, affermando che quanto disposto dall’art. 54 del Codice Penale non è invocabile se la situazione di pericolo riguarda un animale. Insomma, c’è un po’ di confusione in merito e per un indirizzo più chiaro si attendono ulteriori pronunce della Cassazione.

ECCESSO DI VELOCITÀ E SITUAZIONI DI PERICOLO: QUANDO LA MULTA NON È ANNULLABILE

Finora abbiamo elencato diversi esempi a favore dell’automobilista che supera i limiti di velocità spinto da situazioni di urgenza o di grave pericolo. Vediamo adesso qualche caso in cui, invece, il conducente non può invocare lo ‘stato di necessità’. Innanzitutto non è possibile annullare la multa se la persona in pericolo è già soccorsa dai sanitari. Inoltre, come già ricordato, lo stato di pericolo non dev’essere stato causato volontariamente dal trasgressore. Niente cancellazione della multa pure per chi corre in ospedale perché deve ritirare dei referti, anche se importanti (non c’è urgenza). O per chi trasporta un ferito senza aver provato prima a telefonare al 118. E, soprattutto, nessuna cancellazione se si superano i limiti di velocità per evitare un danno riferibile al patrimonio e non alla persona: in casi del genere l’unica cosa da fare è allertare le Forze dell’ordine.

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