Stellantis: bilancio 2025 peggio del previsto, -22 miliardi, ma segnali di ripresa

Stellantis: bilancio 2025 peggio del previsto, -22 miliardi, ma segnali di ripresa

Stellantis ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi. Scopri le ragioni di questo risultato e le previsioni per il 2026

 

Stellantis ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita netta di 22,3 miliardi. Scopri le ragioni di questo risultato e le previsioni per il 2026

26 Febbraio 2026 - 16:15

Stellantis temeva una perdita netta tra 19 e 21 miliardi di euro, ma la realtà ha superato le più fosche previsioni facendo chiudere il bilancio 2025 a -22,3 miliardi. Colpa soprattutto dei 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari per il cambiamento strategico deciso dai vertici, e in particolare dal CEO Antonio Filosa, allo scopo di “riportare le preferenze dei clienti e la libertà di scelta al centro dei piani dell’azienda“, come recita il comunicato del Gruppo. Tradotto: la svolta elettrica voluta da Tavares ha fallito per la sopravvalutazione del ritmo della transizione energetica, e quindi si è dovuti tornare precipitosamente indietro riequilibrando il business tra elettrico, ibrido e termico, diesel compreso. Nella seconda metà dell’anno si sono comunque visti i primi segnali di ripresa.

STELLANTIS: I DATI HORROR 2025 E LE NUOVE USCITE 2026

I risultati dell’esercizio 2025 di Stellantis hanno visto ricavi netti pari a 153,5 miliardi di euro, in calo del -2% rispetto al 2024, principalmente a causa degli effetti negativi dei tassi di cambio e del calo dei prezzi netti nel primo semestre dell’anno, parzialmente compensati da un aumento dei volumi e del mix. Come detto, l’azienda ha registrato una perdita netta di 22,3 miliardi di euro, determinata da 25,4 miliardi di euro di oneri straordinari per l’intero anno legati principalmente alla profonda reimpostazione strategica.

Tuttavia, secondo l’azienda, già nel 2026 l’arrivo di nuovi modelli dovrebbe ampliare la copertura di mercato e far crescere  i profitti. In Nordamerica, ad esempio, Jeep Cherokee e Dodge Charger Sixpack segneranno il rientro nei segmenti dei mid-SUV e delle muscle-car con motore termico, prevedendo un ulteriore slancio generato dal lancio, alla fine del 2025, dei modelli Ram 1500 Hemi V8 ed Express. In Sudamerica, il pick-up di medie dimensioni Ram Dakota rappresenta già il fulcro della gamma, mentre in Europa la Citroën C5 Aircross BEV, la Jeep Compass BEV e la Fiat 500 Hybrid, lanciata di recente, dovrebbero rafforzare ulteriormente la capacità dell’azienda di soddisfare l’intera gamma di esigenze dei suoi clienti.

PRIMI SEGNALI DI RIPRESA GIÀ DALLA SECONDA METÀ DEL 2025

Per Stellantis l’inversione di rotta sarebbe già iniziata nella seconda metà del 2025, con consegne consolidate che hanno raggiunto i 2,8 milioni di unità, con un incremento di 277.000 veicoli, pari a +11% rispetto all’anno precedente. La crescita si è verificata in tutte le regioni.

Il Nordamerica ha contribuito maggiormente, in crescita di 231.000 unità, con un aumento del +39% rispetto al 2024, riflettendo i benefici di una dinamica normalizzata delle scorte, rispetto all’iniziativa di riduzione dell’anno precedente, insieme a un maggiore slancio commerciale nella regione. I ricavi netti di Stellantis nella seconda metà del 2025 sono aumentati del +10% rispetto allo stesso periodo del 2024. Inoltre, la maggiore attenzione alla gestione della qualità ha dato i primi risultati, diminuendo i problemi segnalati per i veicoli nel primo mese di servizio di oltre il 50% in Nord America e di oltre il 30% nell’Europa allargata.

Stellantis bilancio 2025

IL CAMBIO DI STRATEGIA

Come molti già sanno, lo scorso 6 febbraio Stellantis ha annunciato un’importante reimpostazione delle sue attività che ha comportato circa 22,2 miliardi di euro di oneri, esclusi dall’AOI, nella seconda metà del 2025, di cui circa 6,5 miliardi di euro si tradurranno in uscite di cassa nei prossimi quattro anni. Questi oneri comprendono:

  • riallineamento del piano prodotto e della supply chain dei veicoli elettrici, per riflettere la domanda dei clienti e l’evoluzione dei quadri normativi;
  • modifica del processo di stima degli accantonamenti per le garanzie contrattuali;
  • altri oneri, principalmente connessi alle riduzioni della forza lavoro precedentemente annunciate in Europa allargata.

L’azienda si attende adesso un aumento del fatturato netto a una cifra media, un margine AOI a una cifra bassa e un miglioramento della generazione di free cash flow industriale rispetto all’anno scorso. Si prevede inoltre un miglioramento sequenziale dal primo al secondo semestre dell’anno.

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