Sciopero USA: nessun accordo, si fermano Ford, GM e Stellantis

Sciopero USA: nessun accordo, si fermano Ford, GM e Stellantis

Sciopero USA: nessun accordo, si fermano Ford, GM e Stellantis

Tremano le Big Three di Detroit per lo sciopero di quasi 150 mila operai dell'industria dell'auto negli USA. Il vecchio contratto è scaduto senza nessun accordo sul nuovo

15 Settembre 2023 - 12:00

Il sindacato United Auto Workers (UAW) non ha trovato l’accordo con le Big Three di Detroit – Ford, General Motors e Stellantis (proprietaria dei marchi Chrysler e Jeep) – in vista della scadenza del contratto collettivo, e pertanto dalla mezzanotte di giovedì 14 i circa 146 mila operai rappresentati dall’UAW sono ufficialmente in stato d’agitazione. Per adesso lo sciopero in USA è scattato solamente in tre stabilimenti, uno per azienda automobilistica, e riguarda 12.700 lavoratori. Ma in base alla durata potrebbe costringere le aziende a mettere in pausa la produzione anche altrove.

Aggiornamento del 15 settembre 2023 dopo la scadenza dell’ultimatum dei sindacati alle tre multinazionali di Detroit e l’inizio dello sciopero dell’industria automobilistica americana.

SCIOPERO USA: GIÀ FERMI TRE STABILIMENTI FORD, GM E STELLANTIS

A fermarsi, per il momento, sono stati lo stabilimento GM che produce autocarri di medie dimensioni e furgoni di grandi dimensioni a Wentzville in Missouri, lo stabilimento Ford che produce il pick-up Ranger e il SUV Bronco a Wayne nel Michigan, e lo stabilimento Stellantis che produce le Jeep Wrangler e Gladiator a Toledo nell’Ohio. Hanno scelto, non a caso, tre siti che producono alcune delle auto e dei furgoni più venduti negli USA.

È il primo sciopero nella storia degli Stati Uniti a interessare contemporaneamente gli stabilimenti di tutte e tre le Big Three. Diversamente dal passato, l’UAW ha deciso di attuare una nuova strategia con scioperi mirati in specifici stabilimenti, la cui chiusura, però, si riflette a cascata su molti altri. Tuttavia, se non si dovesse giungere a un accordo in tempi brevi, il sindacato è pronto a estendere l’agitazione ad altre fabbriche per mettere ulteriormente sotto pressione le aziende.

SCIOPERO USA: LE RICHIESTE DEI SINDACATI E LE PROPOSTE DELLE AZIENDE

Ricordiamo che in vista della scadenza del vecchio accordo collettivo e della ridefinizione del nuovo, l’UAW ha chiesto un aumento di stipendio del +40% su base quadriennale per i lavoratori dell’industria dell’auto, una settimana lavorativa fatta di 32 ore (con 40 ore retribuite), il ripristino del sistema pensionistico tradizionale e altri benefit. Le Big Three hanno risposto con controproposte lontane dalle aspettative del sindacato: Ford e GM hanno offerto, rispettivamente, aumenti del +20%, mentre Stellantis si è fermata al +17,5%.

È una battaglia dei lavoratori contro i ricchi, di chi ha contro chi non ha, della classe di miliardari contro tutti gli altri” ha spiegato il leader del sindacato, Shawn Fain. “La richiesta di un aumento del +40% degli stipendi non è casuale, dato che i compensi dei CEO delle tre aziende sono aumentati in media nello stesso modo dal 2019. Per non parlare degli ingenti profitti da anni accumulati dalle case auto, 21 miliardi di dollari solo nei primi sei mesi del 2023“.

Le Big Three, invece, parlano invece di controproposte ‘molto generose’, giudicando irricevibili le richieste dell’UAW. Per il CEO di Ford, Jim Farley, la sua azienda non sarebbe in nessun modo sostenibile se accettasse la proposta salariale del sindacato: “La proposta raddoppierebbe gli attuali costi del lavoro di Ford, che sono già significativamente più alti del costo del lavoro di Tesla, Toyota e di altre case automobilistiche di proprietà straniera negli Stati Uniti che utilizzano manodopera non rappresentata dai sindacati“.

Di recente il Wall Street Journal ha stimato che in effetti che il costo totale del lavoratore medio di una fabbrica dove è presente il sindacato UAW è di 66 dollari l’ora, contro 55 di Toyota e 45 di Tesla (non consideriamo neanche Paesi come la Cina, oggi il maggiore produttore di automobili al mondo, dove non esistono né sindacati né tanto meno il diritto di sciopero).

Sulla stessa linea d’onda la CEO di GM, Mary Barra, secondo cui andare incontro alla maggior parte delle richieste sindacali danneggerebbe le prospettive dell’azienda, tenendo tra l’altro conto che in questo momento storico sono necessarie risorse per decine di miliardi di dollari da dedicare alla transizione verso i veicoli elettrici.

Sciopero Ford, GM e Stellantis in USA

SCIOPERO AUTO USA: SI TEMONO DANNI PER 5,6 MILIARDI DI DOLLARI

Un eventuale escalation dello sciopero di Ford, GM e Stellantis in USA avrebbe conseguenze molto gravi, proprio adesso che il settore si sta faticosamente riprendendo dalle macerie del Covid e dalla crisi dei microchip, col rischio di ripiombare alla situazione del 2021. Un’analisi ha stabilito che soltanto 10 giorni di agitazione peserebbero sull’economia statunitense per circa 5,6 miliardi di dollari. 10 giorni sono però un’ipotesi ottimistica, considerando che quattro anni fa, per una vertenza simile, lo sciopero alla General Motors andò avanti per ben sei settimane. Non a caso nelle ultime ore ha preso la parola anche il presidente Joe Biden, che ha chiesto alle controparti tutto l’impegno possibile per giungere a un compromesso.

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