Test antigelo auto: cosa indicano i vari colori?

Il liquido antigelo nasconde nel colore la sua formulazione e il motivo per cui dev’essere cambiato. Ecco come capire quando sostituirlo

Test antigelo auto: cosa indicano i vari colori?
Prima di partire per le vacanze è una buona abitudine eseguire quei veloci controlli di rito per essere certi che l'auto sia in ordine. Quasi tutti iniziamo dalla pressione degli pneumatici (che andrebbe controllata almeno ogni mese) e i più meticolosi finiscono per controllare il livello dell'olio e dell'antigelo. Fermarsi al semplice controllo del livello - soprattutto d'inverno - non è sufficiente poiché il liquido di raffreddamento, come lubrificante motore e liquido freni, perde le sue proprietà nel tempo anche se a guardarlo è sempre di un bel colore vivace. Come si fa a capire se il liquido di raffreddamento del motore è ancora "buono"? Abbiamo messo alla prova un tester per antigelo Lampa che ci consentirà all'occorrenza di fare chiarezza anche sui diversi colori del liquido di raffreddamento che non sempre conviene mescolare tra loro.

SOLO L'ACQUA FA MALE AL RADIATORE

Il liquido di raffreddamento del motore è comunemente conosciuto come antigelo anche se è nota la sua funzione anti-ebollizione di cui non potremmo fare a meno in estate senza sottoporre il radiatore a un lavoro più gravoso del normale. In realtà le due caratteristiche (abbassamento della temperatura di congelamento e innalzamento della temperatura di ebollizione) sono in relazione tra loro e dovute alla sostanza diluita nell'acqua a formare il liquido di raffreddamento del motore. In teoria si avrebbe lo stesso effetto dell'antigelo anche inserendo nel radiatore dell'acqua con sale da cucina, salvo poi ritrovarsi il motore corroso e da buttare. Per evitare che accada questo, all'ingrediente principale del liquido antigelo (glicole etilenico) vengono aggiunti degli additivi inibitori che in alcuni casi non sono compatibili tra loro, da qui la necessità di differenziare le svariate tipologie di antigelo con colori diversi. Questo ha portato non poca confusione  tra gli automobilisti al momento di fare il rabbocco e peggio ancora quando bisogna sostituire completamente l'antigelo. Cosa succede se mescolo il rosso con il giallo? E il verde con il rosa? Per rispondere alle domande bisogna poter riconoscere le differenze tra i vari colori.

A COSA SERVONO GLI ADDITIVI

La maggioranza dei liquidi di raffreddamento ad uso automobilistico è formata da glicole etilenico (in alcuni casi sostituito dal glicole propilenico per la sua ridotta tossicità). E' grazie a questa sostanza chimica solubile in acqua che il liquido di raffreddamento al 50% può raggiungere anche -40 °C o + 130 °C senza congelare o bollire. Ma per effetto del calore e di altri fattori contingenti al funzionamento del motore il glicole tende a decomporsi in altri acidi organici, corrosivi per i componenti metallici se non inibiti con gli additivi specifici. In altre parole, gli additivi aiutano ad evitare i fenomeni della corrosione, della cavitazione (formazione di bolle di vapore nei punti dove il motore non viene raffreddato e si riscalda sempre di più) e dalla formazione di ruggine, oltre a lubrificare valvola termostatica e pompa dell'acqua, altrimenti destinate a grippaggi e conseguente danneggiamento del propulsore. Purtroppo gli additivi non durano per sempre e anche se il glicole etilenico potrebbe essere ancora in soluzione dopo molti anni (come abbiamo verificato durante il test del densimetro antigelo Lampa) bisogna sostituire interamente il liquido secondo le indicazioni della Casa costruttrice o del Produttore dell'antigelo. Grazie all'impiego di sostanze più resistenti oggi questo intervallo è estendibile fino a 4/6 anni ma quando l'antigelo era formulato a base di metanolo, la sua sostituzione doveva essere eseguita almeno ogni 2 anni, poiché essendo molto volatile scappava facilmente dal tappo della vaschetta. Quando poi i motori sono diventati più leggeri, si è scoperto anche che il metanolo non faceva affatto bene alle teste di alluminio, corrodendole, e si è presentata la necessità di introdurre una formula più innocua per le leghe leggere (ibrida o completamente organica) che ha comunque bisogno degli inibitori per non danneggiare il motore.

IL CODICE DEI COLORI

Rosso, viola, porpora, giallo, verde e blu a cui si aggiungono le varianti cromatiche fluorescenti di alcuni prodotti. I liquidi antigelo sono tutti colorati per due motivi fondamentali: aiutare ad individuare eventuali perdite lungo le tubazioni e sul blocco motore e distinguere i prodotti che contengono additivi diversi da non mescolare tra loro. Gli additivi anticorrosione convenzionali più conosciuti presenti nei liquidi di colore blu-verde sono sali di fosfato, borato, silice e nitriti che mantengono il pH alcalino (o basico, cioè pH maggiore di 7) per evitare la corrosione acida da parte della disgregazione del glicole etilenico. Alcune Case costruttrici, in base alle tecnologie motoristiche sviluppate, hanno sostituito alcuni additivi tra quelli convenzionali con degli acidi organici, richiedendo così l'impiego di antigelo HOAT (Hybrid Organic Acid Technology) cui è stata associata la colorazione giallo-porpora. Con tutti questi colori anche il lavoro di manutenzione degli autoriparatori si è complicato abbastanza, al punto da abolire completamente gli inibitori tradizionali con acidi organici nei liquidi antigelo totalmente organici OAT che si distinguono per il colore arancione-rosso, compatibili con molti liquidi antigelo ad esclusione di quelli blu-verde. Tuttavia, il colore è fondamentalmente un segnalatore di perdite dal circuito di raffreddamento, quindi è sempre meglio sincerarsi sulla compatibilità dell'antigelo che si vuole versare nella vaschetta per non alterare la formulazione degli inibitori. Mescolando liquidi compatibili ma diversi di colore arancione-rosso con giallo-porpora (come avviene quando si rabbocca con olio motore di caratteristiche diverse) il grado di protezione termico si riduce, per cui è consigliabile introdurre non oltre il 10% di antigelo di colore diverso. Se si prova a mescolare liquidi incompatibili, come il verde-blu con l'arancione-rosso, gli agenti fluidificanti e anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso (che non ha assolutamente la capacità di circolare e raffreddare come la soluzione acquosa) con la necessità di pulire e ripristinare il circuito di raffreddamento prima possibile.

IL TEST DELL'ASSAGGIO

La leggenda narra, ma molti addetti ai lavori lo confermano, che alcuni autoriparatori di vecchia scuola diventavano sommelier d'eccezione assaggiando l'antigelo per capire se doveva essere cambiato o meno. Il sapore dolciastro del glicole etilene, infatti, è stato per qualche tempo l'unico indice di riferimento che permetteva al meccanico di fare una diagnosi approssimativa sulla sua concentrazione, ignorando completamente la tossicità per ingestione anche in piccole dosi. Fortunatamente esistono oggi strumentazioni professionali che non comportano rischi per l'autoriparatore anche se non sempre è facile trovarle dove il clima non è tanto rigido da consentire un impiego frequente al tester per antigelo. Di pari passo la sostituzione regolare del liquido (ottimale nel rapporto 1:1 per un'utilitaria equivalgono a circa 3 l di antigelo + 3 l di acqua demineralizzata) non è sempre consigliata al cliente, che vedendolo sempre dello stesso colore a distanza di anni non può che essere soddisfatto di risparmiare qualche soldo. Una prova semplice quanto indicativa della bontà del liquido antigelo può essere fatta con i tester Lampa che abbiamo provato nella versione per climi freddi e in quella più completa che indica sia la temperatura d'ebollizione sia quella di congelamento.

PROVA A CALDO E A FREDDO

I tester Lampa per antigelo che abbiamo messo alla prova sono dei densimetri che misurano la concentrazione di glicole etilenico presente nel liquido di raffreddamento, che rabbocco dopo rabbocco (con sola acqua) si riduce proteggendo il motore in un intervallo di temperature sempre più stretto. Sono entrambi economici e di facile utilizzo ma per scoprire se sono anche precisi li abbiamo messi alla prova a 20 °C e a 60 °C con un liquido antigelo rosso full OAT (al 35%20/+123°C e al 55%40/+130 °C alla pressione di 15 psi del radiatore, temperature dichiarate dal Produttore fin troppo ottimistiche). Il tester Lampa Antigelo per climi freddi (3,86 euro - prezzo consigliato iva inclusa) presenta una doppia scala per misurazioni sia a caldo (verde) che a freddo (bianco) della sola temperatura di congelamento di liquidi a base di glicole etilenico o metanolo. Quest'aspetto lo specializza nel solo impiego invernale ma grazie alla doppia scala ci si aspetta una maggiore precisione nelle misurazioni. Il tester Lampa Antigelo ed Ebollizione (5,65 euro prezzo consigliato iva inclusa) è più versatile poiché indica sia la temperatura di congelamento sia quella di ebollizione di soluzioni a base di glicole etilenico ma la misurazione va fatta scaldando il motore, operazione da eseguire - secondo le istruzioni - con la vaschetta di espansione aperta e motore al minimo finché la lancetta della temperatura non si alza.

MEGLIO PRATICO E PIU' PRECISO

Per entrambi i tester la valutazione dell'antigelo si esegue aspirando con la pipetta una quantità sufficiente a far galleggiare l'ampolla di vetro del misuratore Antigelo o fino a raggiungere la tacca di riferimento "fluid level" per il misuratore Antigelo ed Ebollizione. Fin dalle prime misurazioni il densimetro di vetro ci sembra meno maneggevole poiché bisogna tenerlo perfettamente verticale per non alterare la misurazione. Molto più pratico è invece il densimetro di plastica grazie alla lancetta superiore che aiuta a tenerlo verticale senza troppe difficoltà. Tra i due strumenti di misurazione, il tester Antigelo ed Ebollizione (in plastica) è risultato il più preciso (errore +/- 2 °C) mentre il tester Antigelo (di vetro) ha mostrato uno scarto fino a -13°C. Nella misurazione a +60 °C di una soluzione che dovrebbe proteggere (secondo il Produttore) fino a -17°C al 35%, l'ampolla di vetro si ferma a -30°C. Anche il tester Antigelo ed Ebollizione però non è esente da note: la scala della temperatura massima di ebollizione va da 124 a 131 °C il che non lo rende utile con soluzioni di antigelo al 10-15%. Risulta immediato che, in base al clima, è opportuno cambiare l'antigelo quando il tester indica una temperatura di congelamento prossima a quella ambientale o almeno ogni 4 anni. Il test ci ha permesso di confermare anche quanto premesso: un liquido refrigerante non sostituito per 7 anni si presenta apparentemente in ottimo stato (colore vivo, soluzione limpida e protezione tra -37 e +128 °C) ma della presenza degli additivi anticorrosione, antiruggine e anti cavitazione nessun tester può darci conferma (a meno di misurare il pH con strumenti da laboratorio). Inoltre, è bene ricordare che col passare del tempo i condotti di gomma perdono elasticità e ogni connessione tra motore e radiatore può diventare un potenziale punto di evaporazione; una via di fuga tanto più veloce quanto più è vecchio e diluito l'antigelo nel radiatore.

Pubblicato in Test e recensioni il 23 Dicembre 2013 | Autore: Donato D'Ambrosi


Commenti

andrea fumagalli il giorno 24 Dicembre 2013 ha scritto:

I vostri test sono sempre molto interessanti. Inoltre le informazioni fornite sulle caratteristiche dei liquidi antigelo sono molto istruttive. Continuate così!

Mario Pgnanelli il giorno 20 Dicembre 2014 ha scritto:

Non avete parlato dei diffrattometri... Le cartine al tornasole, non potrebbero essere adatte alla misurazione del pH ?

LUIGI MAZZOLENI il giorno 29 Novembre 2015 ha scritto:

Scusate non ho ancora capito se incolore si puo' usare sia con il rosso o con il verde/BLU GRAZIE

lamberto il giorno 18 Aprile 2016 ha scritto:

buongiorno,io ho una clio rti del 94, con liquido radiatore di colore azzurro,e dove vivo attualmente si trovano liquidi verdi,giallie rossi posso mischiarli?....come devo comportarmi,grazie!

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri