Rivestimento tetto auto: come pulirlo senza fare danni

Grigi, ingialliti e invecchiati i tessuti del cielo dell’auto rinascono con i detergenti specifici e senza “cuocerli” al vapore.

Rivestimento tetto auto: come pulirlo senza fare danni
Sopra la visuale di guida, il rivestimento del tetto dell'auto sembrerebbe non risentire della caduta libera della polvere, che ricoprendo la plancia lancia l'allarme d'imminente pulizia. Forti di avere dalla nostra le più note leggi della fisica, non si crederebbe mai che polvere e particelle in genere possano "cadere verso l'alto", così nella notte di San Lorenzo, alla ricerca dell'ultima stella cadente, scopriamo per la prima volta aloni grigi che tuonano come una tempesta sull'incantevole spettacolo regalato dal tetto panoramico in vetro. Fisso o apribile che sia, il padiglione sopra le teste dei passeggeri (per molti noto anche come cielo) non riceve le dovute attenzioni, infatti, in garage è già tanto riuscire in una frenetica pulizia dei sedili con aspiratori 12 V mentre nelle strutture attrezzate tutto ciò che va oltre i cristalli e i sedili è un intervento a richiesta del cliente che toglie via anche una giornata per il fermo auto.

FUMO E SMOG

La più accreditata delle cause di un sottotetto sbiadito e maculato sembra essere il vizio più vecchio di molti automobilisti, tuttavia pur vantando abitudini di vita sane, non basta tenere lontani dall'auto sigarette e passeggeri fumatori, poiché fuliggine e umidità sono sempre in agguato. Nel nostro test abbiamo impiegato due auto con abitudini completamente differenti: una che deve il grigiore del tessuto soprastante al normale decorrere del tempo, l'altra che ha accompagnato nei suoi viaggi più bionde che in un salone di acconciature. A cimentarsi nella prova di pulizia del sottotetto due pulitori per tessuti Arexons e Ma-Fra che abbiamo già confrontato sulle macchie dei sedili, Smash Rinnova Sedili e Deterjet.

VIA ANCHE L'UMIDO

Seguendo le indicazioni riportate sulle confezioni, gli aloni di polvere e fumo vanno via facilmente: basta nebulizzare i detergenti senza eccedere nell'applicazione, lasciare agire per qualche secondo e strofinare moderatamente con un panno in microfibra asciutto o leggermente umido, procedendo su piccole aree per volta. A vedere le macchie di umidità (in gallery) che impregnavano il rivestimento prima della pulizia, sembra difficile sperare in un rinnovamento del tessuto, ma contrariamente alle attese con una buona dose di pazienza e ripetendo più volte la procedura nei punti critici, il tessuto riacquista nuova luce con entrambi i prodotti (Smash sembra avere un potere schiumogeno leggermente maggiore del Deterjet che invece tende a penetrare più velocemente nelle fibre bagnando impercettibilmente prima il padiglione). Prima di qualsiasi operazione di pulizia è importante interrogare il padiglione sul suo stato di salute: è sufficiente picchiettare delicatamente il tetto con le dita per accertarne la solidità al telaio dell'auto, assicurandosi che la spugna eventualmente secca non piova come polvere in microscopiche particelle, segno che qualcosa sulla nostra testa sta cedendo ed è premuroso affidare l'auto in mani esperte per la pulizia del tetto.

ATTENTI AL VAPORE

Si fa presto a brandire una lancia ad alta pressione o un "vaporetto", immaginando che il risultato finale della pulizia sia lo stesso delle piastrelle in cucina ma a differenza delle superfici casalinghe smaltate, un getto di vapore rischia di intaccare la compattezza del rivestimento in tessuto-spugna-cartone che richiede un'azione delicata piuttosto che di forza. Sembra, infatti, che a favorire il distaccamento (o deterioramento) del padiglione del tetto oltre all'esposizione prolungata dell'auto al sole sia un'incauta pulizia degli interni con tecniche aggressive e prodotti inadeguati che favoriscono lo sgretolamento della spugna inserita nella struttura a sandwich del rivestimento con conseguente formazione di bolle e antiestetici rigonfiamenti. In tal caso, il lavoro di un tappezziere può costare da circa 100 a 400 euro in funzione dell'intervento e della raffinatezza dei materiali da riparare.

Pubblicato in Test e recensioni il 07 Maggio 2012 | Autore: Donato D'Ambrosi


Commenti

Esteticar il giorno 18 Settembre 2013 ha scritto:

salve, sono un operatore del settore, la vostra recensione è fatta benissimo e spiega nel dettaglio le problematiche che si possono riscontrare.Una cosa però tenevo a chiarire e riguarda i cieli auto rivestiti con un materiale spugnoso. Su questo materiale anche il più delicato dei detergenti e la mano più vellutata del mondo non servirebbero ad evitare lo scollamento del cielo, in quanto basta una piccola quantità di prodotto a causare un immediato danno! io personalmente su questo materiale non intervengo, onde evitare risarcimenti danni al cliente, in tutti gli altri casi si può intervenire senza problemi come giustamente avete già ampiamente esposto voi, ovvio, sempre con un po di buon senso e le dovute precauzioni.

Guido il giorno 19 Ottobre 2015 ha scritto:

Assolutamente da non fare. Ho provato sia le salviette Wizzy tappezzeria che il magik a spruzzo. In entrambi i casi il cielo viene giu. Si scolla la parte trattata specialmente in quelle zone dove è in tenzione. Provato su Golf V

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