Smog: limite a 30 km/h in città

I Comuni saranno liberi di scegliere se abbassare il limite da 50 a 30 km/h: obiettivo, abbassare lo smog

Smog: limite a 30 km/h in città
In molte città italiane non si respira, specie Milano e Roma. La pioggia e la neve, qua e là, hanno dato un minimo di tregua ai polmoni degli italiani, ma la situazione inquinamento resta drammatica, tanto che l'Unione europea pensa a una maxi-multa ai danni dell'Italia per i continui sforamenti dei limiti di PM10. Per questo, qualche giorno fa, ministero dell'Ambiente, Regioni e Comuni hanno firmato il protocollo anti-smog. Che non vincola i Comuni. I tipi di misure sono due: quelle da mettere in atto subito (emergenziali), e quelle a lungo termine. Si crea un Comitato di coordinamento ambientale e una task force fra sindaci delle Città metropolitane e i presidenti di Regione, presieduta dal ministro dell'Ambiente. "È una grande alleanza, è un grande successo da ascrivere a Regioni, Comuni e al ministero" ha detto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

MISURE EMERGENZIALI

Queste sono da applicare in caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di PM10, quali: l'abbassamento dei limiti di velocità di 20 km/h in aree urbane estese al territorio comunale (30 km/h anziché 50 km/h, un po' come già avviene in Area C a Milano); l'attivazione di sistemi di incentivazione per l'utilizzo dei trasporti pubblici e della mobilità condivisa; la riduzione delle temperature massime di 2 gradi C nel riscaldamento degli edifici pubblici e privati la limitazione dell'utilizzo della biomassa per uso civile laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento. Per supportare l'attuazione delle prime misure di sostegno il dicastero ambientale stanzierà un fondo da 12 milioni di euro subito disponibile e dedicato alle iniziative dei Comuni sul trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa. 

SUL LUNGO PERIODO

"Ammontano a 405 milioni di euro le risorse programmate e disponibili per la strategia di medio periodo contro lo smog nelle grandi città", ha spiegato il ministro Galletti, specificando che "35 milioni sono per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, pedibus (approvate con il collegato ambientale), 50 milioni per la realizzazione di reti di ricarica elettrica (attraverso il Fondo Kyoto), 250 milioni per l'efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini (attraverso il Fondo Kyoto), 70 milioni per riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale". Il ministero identificherà un fondo per il rinnovo del parco veicoli più inquinante con mezzi che utilizzino tecnologie e combustibili a basso impatto ambientale. presentando il protocollo delle misure antismog decise con le Regioni e i Comuni.  "Mi auguro che dopo questa riunione si metta fine alla babele dei provvedimentiin materia di smog", ha detto Galletti.

OCCHIO A CARTELLI E AUTOVELOX

Ma con i 30 km/h si ridurrebbe lo smog? La questione è controversa: incidono diversi fattori, fra cui il tipo di guida, le frenate durante il percorso, la quantità di traffico su quella determinata strada. Di sicuro, se i Comuni fisseranno il limite a 30, dovranno installare i cartelli specifici, che indicano la soglia non superabile. È altrettanto vero che nessun Comune dovrà sfruttare il limite di 30 km/h del protocollo per fare cassa: gli autovelox sulle strade col limite ribassato, lì dove sino a un'ora prima si poteva andare a 50 km/h, farebbero una strage di multe.

Pubblicato in Attualità il 04 Gennaio 2016 | Autore: E.B.


Commenti

Paoblog il giorno 04 Gennaio 2016 ha scritto:

Si legge sempre che usare la marcia più alta consente un risparmio di carburante e quindi minori emissioni, ma i 30 kmh comportano l'uso di marce basse, come ho testato in prima persona. Vedi: http://paoblog.net/2012/06/28/sicurezza-stradale-126/ * Anche ora che ho l'ibrida con una velocità troppo bassa consumerei troppo in fretta l'energia elettrica accumulata costringendo il motore termico a frequenti accensioni e relative emissioni. * Fermo restando che in città non si deve mica andare a 70 kmh, resta il fatto che sarebbe più utile avere un traffico scorrevole ovvero meno ingorghi e rallentamente inutili. * Come fare? Con semafori veramente intelligenti che non blocchino inutitilmente il trafico per dare il verde a vie a traffico quasi nulla, con una vera lotta alla sosta in doppia fila che crea restringimenti della carreggiata ed il blocco di autobus e tram, con ritardi che innescano poi una reazione a catena ed infine evitando i restringimenti assurdi delle carreggiate, con inutili marciapiedi larghissimi. * Volendo sarebbe meglio un marciapiede della giusta dimensione abbinato ad una pista ciclabile che poi, però, dovrebbe essere obbligatoriamente usata dai ciclisti e nel contempo evitata da pedoni, moto ed auto.

Daniele G. il giorno 04 Gennaio 2016 ha scritto:

Fatemi capire: "Comitato di coordinamento ambientale, task force fra sindaci delle Città metropolitane e i presidenti di Regione, presieduta dal ministro dell'Ambiente" tutte queste persone credono che viaggiare a max 30km/h anzichè 50 diminuisca lo smog? ma ragionano col cervello o con qualche altra perte del corpo anatomicamente più in basso? persino Topo Gigio saprebbe che i consumi minori, e quindi minori emissioni nocive, si ottengono circolando con inserita la marcia più alta possibile e meno accelerazioni. In che mani siamo!!!

Franco Quarantacinque il giorno 09 Gennaio 2016 ha scritto:

Intanto complimenti a E. B. per non essersi limitato a trascrivere il bollettino dell’Ufficio Stampa di turno. È vero che riducendo la velocità, da 130 e da 110 si riducono i consumi, non certo da 50 Km/h e neanche da 70 perché proprio intorno a questa velocità si riscontrano i consumi più bassi, quindi anche su strade a scorrimento si consumerebbe di più. Ma che conta è che la Tutela della Salute e della Sicurezza sulle strade anche cittadine non si può fare con stupidi decreti che solo uno stupido potrebbe pensare possa farlo rispettare, come anche quello sui botti. E dispero che si possa mai, perché non ha senso parlarne con Legislatori ed Operatori di Pubblico Servizio sempre meno preparati. Ed è così perché sono scelti tra noi. E noi siamo quelli molto bravi nel praticare la sosta multifila, ma che dà sfoggio della cultura anche nell’uso delle corsie, dei marciapiedi, delle rotatorie, dei dispositivi d’illuminazione. Noi che dobbiamo stare attenti a non posare i piedi sugli escrementi della nostra civiltà, che votiamo anche ma poi aspettiamo tranquilli che loro lavorino per noi e poi ci lamentiamo al bar sport!!!

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