Incidenti da alcol e droga in Italia: per l'Istat non ci sono. Assurdo

Per l'Istat, la cittadinanza dei feriti è più importante che contare quelli sotto l'effetto di alcol e droga. L'allarme dell'Asaps

Incidenti da alcol e droga in Italia: per l'Istat non ci sono. Assurdo
L'Organizzazione mondiale della sanità calcola che circa un terzo dei sinistri gravi sia dovuto all'alcol. Fino al 2009, per l'Istat, in Italia grosso modo il 2% degli incidenti era dovuto all'alcol. Ovvio che i conti non tornassero, ed è stato lo stesso Istat ad ammetterlo: "A causa dell'esiguo numero di circostanze presunte dell'incidente legate allo stato psicofisico alterato del conducente e ai difetti o avarie del veicolo, per l'anno 2009 non sono stati pubblicati i dati sugli incidenti stradali dettagliati per tali circostanze. Per motivi legati spesso all'indisponibilità dell'informazione al momento del rilievo, inoltre, per gli Organi di rilevazione è di estrema difficoltà la compilazione dei quesiti sulle circostanze presunte dell'incidente, quando queste siano legate allo stato psicofisico del conducente. Il numero degli incidenti nei quali è presente una delle circostanze appartenenti a uno dei due gruppi sopra citati risulta, quindi, sottostimato. In particolare, nel caso di incidenti stradali con circostanze presunte legate allo stato psicofisico alterato del conducente si rileva una netta discrepanza con i risultati diffusi da altri Organismi internazionali che hanno condotto studi ad hoc su queste tematiche". Al che, l'Istat aveva promesso di mettersi al lavoro per risolvere il problema.

LA PROMESSA MANCATA

Infatti, nel 2012, l'Istituto creava un gruppo di lavoro per rivedere il sistema di approvvigionamento dei dati sui sinistri, creando un nuovo modello di rilevazione: sarà possibile sapere alcol e droga quanti incidenti causano sulle strade italiane: vedi qui. A oggi, non se n'è fatto nulla. E le statistiche dei sinistri sono monche, da prendere con le pinze: vedi qui. In compenso, fa notare l'Asaps (Amici Polstrada), con Circolare numero 37 del 9 dicembre 2015 l'Istat ha fornito un aggiornamento dei criteri di raccolta dei dati sull'infortunistica stradale ai Comandi di Polizia locale e agli Uffici di Polizia provinciale, a cui si dovranno attenere nell'anno 2016 durante i rilievi di sinistri stradali con lesioni a persone, relativamente al rapporto con le Regioni e le Province aderenti al protocollo d'intesa nazionale o in adesione a specifiche convenzioni. Ma qual è la novità?

ANCHE GLI STRANIERI

Dal 2016, ecco il cambiamento, viene richiesta obbligatoriamente l'informazione relativa alla cittadinanza dei conducenti, finora inserita solo a titolo sperimentale e facoltativo per le polizie locali che inviavano per via informatica i dati. Zero assoluto, invece, in marito alla proposta di un nuovo tracciato che rispondeva anche alle esigenze richieste dell'Unione Europea: obiettivo, ottenere dati più precisi anche riguardo le cause dei sinistri stradali.

I DATI, SUBITO

Intanto, la Conferenza unificata presso la presidenza del Consiglio dei ministri nella seduta dello scorso 20 gennaio ha approvato il nuovo protocollo d'intesa tra Istat, tre ministeri (Interno, Difesa, Trasporti), Conferenza delle Regioni e delle Province, Anci (Comuni) per il coordinamento delle attività inerenti la rilevazione statistica sugli incidentalità stradale: urgono tempestività e completezza per intervenire con provvedimenti legislativi e per finanziare le infrastrutture da migliorare sul territorio nazionale. Vengono individuate perciò delle date (estese di 15 giorni rispetto a prima) entro cui gli Enti locali dovranno inviare all'Istat i dati a cadenza trimestrale: entro il 15 maggio per il primo trimestre, entro il 15 agosto per il secondo, entro il 15 novembre per il terzo ed entro il 15 febbraio per il quarto e comunque il consolidato annuale riferito all'anno precedente entro il 31 maggio di ogni anno. 

Pubblicato in Attualità il 25 Febbraio 2016 | Autore: E.B.


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