Ford Tourneo: il tetto panoramico si stacca. Richiamo e ricambio in ritardo

Sulla Ford Tourneo di un lettore si prospetta una spesa notevole per riparare il tetto panoramico ma poi arrivano il richiamo e l’auto sostitutiva

Ford Tourneo: il tetto panoramico si stacca. Richiamo e ricambio in ritardo
SicurAUTO.it torna ad occuparsi di problemi lamentati dai consumatori dopo l'acquisto dell'auto nuova con un caso piuttosto singolare occorso a un nostro lettore e proprietario di una Ford Tourneo (nell'immagine di copertina accanto al proprietario alla fine del suo via vai tra le officine e il telefono). Il tetto panoramico (simile a un tetto tradizionale in lamiera ma che rende l'abitacolo più luminoso grazie alla superficie vetrata) dopo qualche anno dall'immatricolazione è improvvisamente diventato apribile sollevandosi dal telaio. Un problema non da poco che ha costretto a una sosta forzata dell'auto per diversi giorni, da cui è partito un richiamo tecnico ufficiale da Ford e, grazie all'intervento di SicurAUTO.it anche la proposta al cliente di un'auto sostitutiva, visto che la particolarità del ricambio ne ha richiesto la spedizione dalla Germania.

IL TETTO SI STACCA

E' quello che stava accadendo al nostro lettore Sig. Mauro Alciati possessore di una Ford Tourneo immatricolata il 14-04-2014. Il quale, incredulo, ci ha inviato la seguente e-mail:
Impossibile: solo dopo due anni dall'acquisto  il tetto panoramico della nostra auto è diventato "apribile" in quanto si stacca dalla sua sede. Impossibile usare l'auto, impossibile sapere quando i pezzi saranno disponibili, detto direttamente da Ford Italia. Abbiamo richiesto un'auto sostitutiva, che  hanno negato in quanto non prevista e la nostra auto è ferma ormai da quasi un mese.
Noi come consumatori non abbiamo neanche diritto ad un'auto sostitutiva? Il 12/01/2017 abbiamo chiamato Ford Italia (Customer Service, ndr).  La persona che ci ha risposto ha preso nota del numero di telaio ma non ci ha in nessuna maniera detto che vi era un richiamo ufficiale da parte di Ford. Incredibile, la Ford non ha ufficializzato il richiamo del  Tourneo Connect dove il tetto panoramico si stacca. Sapete dirci qualcosa?
Dopo una settimana di attesa, mi sono recato presso la concessionaria più vicina a noi. La stessa si è tirata fuori dalla problematica dicendo che se la polizza vetri non comprendeva lo scollamento del tetto, loro non avrebbero fatto nessun gesto commerciale. Possibile che non sapessero del richiamo ufficiale di Ford?
SicurAUTO.it chiede lumi a Ford Italia in merito al caso e dopo qualche giorno il nostro lettore ci informa che:
Sarà che aver scritto a voi abbia destato un poco di pressione, ma da Ford hanno chiamato lunedì dicendo che il pezzo partiva da Colonia, ma non sapevano quando sarebbe arrivato e dopo il mio  "va bene , faremo fare una lettera dall'avvocato del servizio consumatori" ,  mi hanno confermato che da oggi ci forniscono un'auto con pari caratteristiche del Tourneo per il tempo necessario alla riparazione.

ECCO IL RICHIAMO

Finalmente, in data 9 febbraio il Sig. Alciati riceve l'agognata lettera da Ford Italia (datata 1-02-2017)  relativa al richiamo per ovviare a titolo gratuito al distacco del tetto panoramico (vedi foto in copertina). Ford Italia ci conferma che la Tourneo del Sig. Alciati è in officina, i ricambi sono arrivati e la concessionaria prevede la riconsegna entro martedì 14 febbraio. Prendiamo atto con piacere della positiva conclusione del caso in questione e ringraziamo Ford Italia per il pronto interessamento. Tuttavia non possiamo non sottolineare alcuni aspetti negativi della vicenda: appena 18 giorni prima dell'invio delle lettere ai clienti interessati i soggetti contattati dal nostro lettore non fossero ancora al corrente del richiamo in atto. La rete in questi casi viene sempre informata in anticipo da Casa Madre con apposita comunicazione scritta. Lo stesso vale per il reparto relazioni clienti. Tanto più che lo stesso richiamo, pochi mesi prima, si è reso necessario anche sui modelli C Max e Galaxy dotati di tetto panoramico. Insomma un miglior coordinamento e un'informazione più rapida avrebbero evitato preoccupazioni e il malcontento iniziale del cliente.

INTERVENTI TARDIVI

Gran parte dei richiami vengono decisi dalle Case costruttrici solo a seguito di una significativa casistica di difettosità già verificatasi e segnalata dalla clientela alla rete di assistenza. Questa è la realtà, sebbene i costruttori cerchino quasi sempre di nasconderla attribuendosi il merito di aver scoperto il difetto con indagini in produzione e prove interne. Se poi gli esemplari coinvolti nel difetto sono numericamente consistenti (si può arrivare a diversi milioni di vetture come nel caso delle Toyota-Lexus con l'acceleratore con rischio di bloccaggio, leggi qui o dello scandalo VW sulle emissioni truccate, leggio qui tutte le novità, per non parlare degli svariati milioni di airbag Takata la cui sostituzione durerà degli anni), le Case temporeggiano, valutano gli enormi costi di un eventuale richiamo e l'impatto mediatico comunque negativo. Negli USA puntualmente inizia il braccio di ferro con l'NHTSA, il potente ente di controllo e tutela della sicurezza stradale. In Europa è tutto molto più approssimativo, quasi "alla volemose bene" poiché non esistono enti forti indipendenti a tutela degli automobilisti oltre alle Associazioni e alle testate giornalistiche, le istituzioni preposte ai controlli dormonoe la Commissione Europea si preoccupa solo di penalizzare le emissioni di CO2. Esiste un critico periodo di tempo, che può essere relativamente lungo (vedi ad esempio il recente richiamo sull'impianto frenante di alcuni modelli BMW i cui clienti italiani sono stati informati dopo 3 anni dall'inizio del richiamo), durante il quale l'anomalia costruttiva si è già manifestata in numeri significativi (ma per i problemi che coinvolgono la sicurezza basterebbero pochi casi), ma non è stato ancora ufficializzato il richiamo. In questa fase i clienti, specie se la loro vettura è già fuori garanzia anche di pochi mesi,  sono in balia delle varie reti di assistenza a volte disinformate che prospettano costosi interventi a pagamento o, nella migliore delle ipotesi, un interessamento presso la Casa sperando in un gesto di correntezza commerciale. In questo quadro poco edificante  non pochi clienti sono quindi costretti a pagare indebitamente interventi riparativi che in seguito saranno riconosciuti come richiamo.

Pubblicato in L'esperto di SicurAUTO il 27 Febbraio 2017 | Autore: Bruno Pellegrini


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