Ironica provocazione di un automobilista che si ostina a usare le frecce

A che servono le frecce in auto se nessuno le usa? Ecco l’ironica spiegazione di un lettore che fa riflettere

Ironica provocazione di un automobilista che si ostina a usare le frecce
Gadget ormai superato da schermi touchscreen e comandi vocali, le frecce in auto sopravvivono grazie alle normative che ne impongono la presenza per poter omologare un'auto. Poi nell'uso quotidiano lo sappiamo tutti che si riducono ad un puro elemento di stile che rende l'auto più accattivante, guarda qui come sono cambiate le frecce dinamiche a led. Sia chiaro che resta valido quanto prescritto dal Codice della Strada sull'uso corretto degli indicatori di direzione (se proprio vuoi ricordare a cosa servono realmente le frecce clicca qui) ma solo se non temete di apparire provocatori, indiscreti molestatori di chi se ne frega beatamente di farvi capire dove ha intenzione di svoltare. Anzi, a giudicare dalla testimonianza surreale del lettore c'è da dire che spesso si rischia anche più di un sonoro invito ad andare a quel paese, se solo si prova a ricorda al vicino di auto, con riverente modestia, che quelle lucine arancioni non servono solo a parcheggiare in tripla fila nel modo più sconsiderato. E voi, in quale ruolo vi ritrovate più spesso? Per capirlo leggete il commento pungente del nostro lettore che vi proponiamo sotto.
 
Egregio automobilista italiota, carissimo.
Quale che sia la vettura o il veicolo da te guidato, una cosa ti accomuna ai tanti, l'orgoglio e la consapevolezza dei numerosi, tantissimi ormai, gadget sotto le mentite spoglie dei così detti "optional" quasi mai di serie che vanta il tuo veicolo. Intendo accennare a tutti quegli ammennicoli falsamente indispensabili e solo talvolta utili, per i quali il prezzo da te pagato rispetto a quello base lievita di un buon 20-30%, che tu non recupererai mai in sede di vendita, permuta o restituzione. In quei casi ti verrà riconosciuta la valutazione del modello base. Tiè, godi!
Ma torniamo a i nostri ammennicoli nella fattispecie a quelli che io considero "accessori indispensabili" quali ad esempio il clacson e, sopratutto, gli indicatori di direzione. Ora sarai d'accordo con me sul fatto che ormai gli indicatori di direzione non li usiamo quasi più per ciò per cui sono stati inventati e omologati negli anni. Sostanzialmente li usiamo ormai soltanto quando ci fermiamo per sostare selvaggiamente "come ce pare" quasi che l'aver acceso tutte e quattro le frecce, ci rappresenti meno bastardi di quello che siamo in realtà in quel momento.
L'esistenza poi dei suddetti "accessori" ci diviene speso improvvisamente evidente nel momento in cui qualcuno o noi stessi ne fracassa uno in manovra o per aver male calcolato le misure, ovvero per un tamponamento. Allora ne scopriamo non tanto l'esistenza come tale, quanto il loro costo come componente di carrozzeria da sostituire. Anche i signori delle "Majors" automobilistiche ormai li considerano non tanto un accessorio quanto un componente della carrozzeria. Per la serie, che belli che sono...min**** quanto costano, e dire che non li uso quasi mai!
Tu a 'stò punto ti chiederai: ma dove vuole arrivare questo str****? Vorrei segnalarti semplicemente la circostanza, ormai accertata in sede di analisi delle cause concomitanti dell'incidentistica stradale, del fatto che tu, proprio tu, se devi svoltare a destra o a sinistra, o cambiare direzione, o spostarti di corsia, o rientrare in corsia, non usi scientemente alcun indicatore di direzione, cioè nessun mezzo di comunicazione "erga omnes" delle tue intenzioni di guida. Hai capito, brutto scemo? Nel chiuso della tua vettura ti senti come a casa tua e, quindi, come a casa tua fai come te pare e quello che te pare, scientemente consapevole del fatto che le pubbliche vie e strade sono come "res nullius" cioè di chi ci sta circolando e che obiettivo primario dell'automobilista italiota è quello di non far capire al nemico le proprie intenzioni a partire dal non usare scientemente gli indicatori di direzione. Da un gentiluomo "grosso-vetturato" cui dissi di farci capire dove aveva intenzione di andare, ebbi di recente la risposta delicatissima "anvedi sto str**** e a te che frega dove devo annà io? Quindi, sulle analisi antropologiche dei comportamenti dell'italiota automobilista ridurrei il tutto alle analogie con l'uso del telefonino, l'omissione delle cinture, lo stereo a palla, e simili arguzie da galateo. Coattume quotidiano alla stregua dei vomitatoi dei social sul web.
Vorrei invece molto seriamente e con intento costruttivo rivolgermi alle "Majors" dell'automobile invitandole a non insistere nel montare un simile aggeggio anacronistico e fuori tempo. Già, ma allora come si fa a capire quali possono essere le intenzioni di guida degli automobilisti nel traffico sia urbano che extraurbano ? E qui l'elettronica ci azzecca poco assai in quanto io suggerirei, per le vetture di gamma medio-piccola, il montaggio di serie della famosa "palla di vetro" dei chirocartomanti. Per la gamma medio-alta di vetture, invece di quella vetro, monterei magari vicino al touch screen del navigatore la "sfera di cristallo", più propria dei chiaroveggenti. Come optional al top di gamma, invece, propongo la gabbietta con due pappagallini inseparabili che, di volta in volta, scelgono con il beccuccio la bustina con dentro il messaggino delle intenzioni di chi ci precede nel traffico. Certo, costa assai di più della palla di vetro, ma vuoi mettere la classe e lo stile di questo optional esclusivo ?
Un caro saluto, buona vita a tutti e adesso: tutti a comandare!
Fabrizio M. Pellegrini

Pubblicato in Blog della Redazione il 14 Luglio 2017 | Autore: Redazione


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