Truffe Rca: la mappa geografica delle regioni a rischio

In media, 16 sinistri su 100 sono a rischio frode. Con differenze evidenti fra Nord e Sud

29 settembre 2015 - 10:00

Le truffe Rca picchiano durissimo in Italia: lo sostengono le assicurazioni. E una delle voci che più incidono sul caro-polizza è proprio quella delle frodi, sparse un po' lungo tutto lo Stivale, con qualche zona del Sud particolarmente “calda”, tant'è vero che proprio in quelle aree i prezzi Rca schizzano alle stelle. Con gravi ripercussioni sui portafogli dei cittadini onesti di città come Napoli e Caserta, solo per fare due nomi. Ma vediamo quali sono i più recenti dati in materia forniti dall'Ania, l'associazione delle assicurazioni.

DI CHE RISCHIO PARLIAMO – Tutte le imprese autorizzate a esercitare il ramo Rc auto sono obbligate a trasmettere con cadenza annuale all'Ivass (Istituto che vigila sulle assicurazioni) una relazione contenente informazioni dettagliate a livello territoriale circa le attività svolte per contrastare le frodi in tale settore. Occorre precisare che per rischio frode si deve intendere il rischio di un danno economico derivante da condotte, che si concretizzano spesso anche in semplici raggiri, realizzati nei confronti dell'impresa di assicurazione, sia durante l'iter contrattuale sia nella fase di gestione del sinistro. 

QUALI NUMERI – I sinistri oggetto di rilevazione sono quelli denunciati alle compagnie di assicurazione nel corso del 2013, pari a circa 2,8 milioni, in diminuzione rispetto al 2012 quando erano quasi 3 milioni. L'incidenza media, a livello nazionale, dei sinistri esposti al rischio di frode sul totale del campione di sinistri denunciati nel 2013 è stata pari al 16,4% (in aumento rispetto al 13,4% del 2012), ma si registra un'alta variabilità dell'indicatore a livello territoriale. 

NORD E SUD – L'Italia settentrionale si conferma nel 2013 l'area del Paese dove si registrano, in percentuale, meno sinistri a rischio di frode (11,6%), anche se tale valore è in aumento rispetto al 2012 (9,8%). L'Italia centrale mostra nel 2013 un'incidenza dei sinistri a rischio di frode pari al 15,0%, in aumento rispetto al 12,1% dell'anno precedente. La più alta incidenza di sinistri a rischio di frode si riconferma anche nel 2013 nel'Italia meridionale, dove quasi il 30% dei sinistri denunciati è risultato sospetto (in forte aumento rispetto al 23,3% nel 2012). Di tutti questi sinistri, per oltre il 60% (pari al 18,1% dei sinistri denunciati) sono stati predisposti ulteriori accertamenti e di questi il 12,1% sono stati chiusi senza seguito. Le compagnie di assicurazione hanno presentato denunce/querele per il 3,7% dei sinistri (erano il 3,0% nel 2012). A livello regionale, questa percentuale è anche più accentuata in Campania e in Calabria dove si sono raggiunte incidenze di circa il 4,5% (i valori del Molise sono stati trascurati in quanto soggetti a forti variazioni legate alla bassa numerosità dei sinistri denunciati), mentre la Puglia sembrerebbe essere la regione con la percentuale di denuncia/querela più bassa (1,4%).

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