Termini Imerese: l'analisi dell'esperto di SicurAUTO.it

I problemi di mercato del gruppo Fiat sono vecchi e ricorrenti e non si risolvono con riconversioni produttive forzate per improbabili auto elettriche

6 febbraio 2010 - 0:00

In merito alla questione Termini Imerese, che abbiamo trattato ieri, anche il nostro esperto Bruno Pellegrini vuole dire la sua.

I problemi di mercato del gruppo Fiat sono vecchi e ricorrenti e non si risolvono con riconversioni produttive forzate per improbabili auto elettriche o ad alcol, dettate dalla dilagante demagogia falso-ambientalista (di Panda elettriche abbandonate perchè inadatte anche come giocattoli, ce ne sono già abbastanza).

La fabbrica di Termini Imerese è stata voluta a suo tempo per motivi politici, sociali e clientelari cosi come tante altre iniziative industriali nel mezzogiorno finite poi nel nulla (vedi Cassa del Mezzogiorno). La Fiat voleva già chiuderla qualche anno fa poi sono andati avanti per l'intervento delle banche (2003) e solo per convenienze politiche ed economiche. Ma anche la fabbrica storica di Torino-Mirafiori, mantenuta in vita solo per opportunità politiche e di immagine, produce sempre di meno e la sua sopravvivenza è sempre in bilico anche se non se ne parla.

Idem Pomigliano (NA): ex fabbrica della vecchia gestione statale Alfa, tristemente famosa, ai tempi Alfa Sud e “33” per i livelli di assenteismo e inefficienza qualitativa da primato. Per contro, stabilimenti moderni ed efficienti ex Alfa ed ex Lancia (quelle vere) come Arese e Chivasso, sono stati chiusi.

L'auto è un bene di consumo di un settore sovraffollato caratterizzato da una forte concorrenza: sopravvive chi è più bravo, competitivo, convincente, affidabile, forte economicamente. Marchionne dichiara che le vetture che escono da Termini costano in produzione mille Euro di più: sarà vero, però non spiega le cause reali di tale anomalia.

Se tale aggravio di costi non dipende dalla Fiat ma da responsabilità esterne, anomalie logistiche o altro, deve essere affrontato e risolto da altre entità (Stato?). La questione dei fornitori di componentistica tutti in nord Italia mi sembra un falso problema poichè rinomate Case tedesche e inglesi (?!) utilizzano anche fornitori italiani, non per beneficenza.

Il problema principale (che non viene affrontato dalla classa politica e dai media per disinformazione o convenienza) è che il gruppo Fiat (ricordiamoci sempre che Fiat ormai da anni significa anche Alfa e Lancia, marchi gloriosi e, una volta, prestigiosi, mortificati dalla ottusa politica dei vertici torinesi), è privo (salvo la 500 finchè dura) di prodotti realmente appetibili, diversificati, di forte personalità ed immagine; in una parola di una attraente gamma completa estesa anche al SUV (quello vero) ed alla berlina di prestigio. Perchè alla fine dei conti, crisi o non crisi, sono proprio le vetture da 2000 cc in su quelle che consentono i maggiori margini di guadagno (BMW, Mercedes, Audi, Porsche, ecc. insegnano).

A ciò si aggiunga l'aggravante (anche questo taciuto ipocritamente) che Fiat, Lancia e Alfa sono assenti da tempo immemorabile su alcuni mercati fondamentali (USA, Gran Bretagna, Canada, Paesi asiatici) dopo tonfi clamorosi dovuti a carenze qualitative di prodotto. Provate a cercare una Lancia circolante in Inghilterra: non la troverete perchè dopo la Beta (gestione Fiat) divorata dalla ruggine, gli inglesi non vogliono più saperne di Lancia. Sono errori che si pagano per molti anni.

Vogliamo parlare degli USA? Hanno provato a più riprese con Fiat ed Alfa con risultati disastrosi (Alfa 164 restituite al mittente). Ora però Chrysler è di Fiat, quindi vedremo Lancia marchiate Chrysler e Alfa costruite in USA con motori Fiat! Ma gli americani non sono mica scemi.

Ma anche nella latina Spagna le Fiat attuali sono vere mosche bianche; 2 anni fa a Madrid ho provato a contarle: due Fiorino e una 131 abbandonata in 4 giorni!

Mi trovate inoltre un valido motivo per cui un tedesco o un francese (ultranazionalista) debba acquistare una Fiat, una Lancia o Alfa di attuale produzione?

Di questi problemi bisogna parlare, non di etanolo o auto a batteria inutilizzabili, per capire le vere cause delle frequenti crisi della Fiat che ha fatto le sue fortune vendendo a caro prezzo solo in Italia ai bei tempi, in assoluto protezionismo monopolistico, le modeste 600 e 500.

Ma quei tempi sono finiti da un bel pezzo e ora la Fiat cosa produce in Sicilia? Mi sembra la Punto o la Panda o ambedue. Ma la Fiat è riuscita ad inbruttire anche la Grande Punto! Ma non siamo la patria dello stile? Si, quello della.. Nuova Multipla svenduta solo ai taxisti con sconti ed agevolazioni da saldi.

Una proposta sensata e fattibile subito sarebbe quella di spostare a Termini parte della produzione della 500 visto che lo stabilimento polacco non ce la fa a soddisfare in tempi rapidi le richieste del mercato (cliente inbufaliti per i lunghi tempi di consegna). Inoltre la fusione con Chrysler consentirebbe la produzione a Termini dei modelli Jeep 4×4 e dei monovolume Chrysler (attualmente prodotti in Austria) già affermati in Europa e nel nostro Paese e in più i grossi pich-up che da vari anni spopolano in USA e Asia e stanno crescendo, per moda anche da noi.

Insomma bisogna produrre ciò che il mercato richiede e non veicoli imposti per decreto legge (il muro di Berlino è caduto da tempo, fortunatamente).

Il marchio Alfa meriterebbe inoltre un forte rilancio con modelli realmente svincolati dalla gamma Fiat e il ritorno alla trazione posteriore per il segmento medio-grande.

Con i mezzi attuali lo spostamento di una catena di montaggio in tempi brevi è una cosa fattibilissima: Jaguar 4 anni fa ha spostato in 2 mesi la produzione di S Type da Brown Lane a Castle Bronwich.

Marchionne afferma che alcune fabbriche vanno sacrificate perchè nel mondo vi è un esubero di produzione del 30%. Però si dimentica di precisare che il gruppo Fiat in Italia produce sempre meno ed è totalmente assente nei mercati che contano.

I vertici Fiat in questi giorni, con notevole arroganza, rispondono al governo che non sono interessati al rinnovo degli incentivi statali. Nei panni del governo li prenderei in parola: ok ai nuovi incentivi, Fiat esclusa ! Un autogol clamoroso.

Intanto tutti gli stabilimenti Fiat, Lancia, Alfa in Italia sono in cassa integrazione perchè, come sempre è accaduto quando terminano gli incentivi statali, le vendite delle auto piccole si fermano perchè la gente attende il rinnovo degli incentivi. Che puntualmente arrivano. Ma sono il classico pannicello caldo che riduce il dolore ma non guarisce la malattia.

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