Rca e revisione auto: a che punto sono i controlli automatici?

Controlli automatici sulle auto annunciati in pompa magna, ma cosa manca affinché diventino operativi e quali sarebbero gli svantaggi?

Rca e revisione auto: a che punto sono i controlli automatici?
La politica dell'annuncite del Governo Renzi colpisce ancora. Il gioco è facile: si annuncia una novità, la si spaccia come già effettiva o imminente, se ne parla molto in tv (specie sui tg compiacenti), poi la cosa cade nel dimenticatoio, ma il messaggio è passato, e magari il consenso elettorale è cresciuto. Volete un esempio nel settore auto? Prendete i controlli elettronici delle Rca e della revisione periodica obbligatoria: telecamere che devono scovare i circa 4 milioni di veicoli che circolano senza polizza in Italia. La norma esiste (come anticipato qui da SicurAUTO.it), ed è pure condivisibile, con autovelox, Tutor e varchi elettronici delle Zone a traffico limitato che fotografano la targa dell'auto, e passano l'informazione a un cervellone centrale: vedi qui cosa dice la Legge Stabilità 2016. Questo si collega a un database alimentato da assicurazioni e Motorizzazione, incrocia le informazioni e invia l'avviso a casa del proprietario del mezzo: se questi non dimostra di essere in regola, scatta la multa. Ma tutto questo non è operativo, come ha appena ricordato Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore.

COSA MANCA

Il fatto è che gli occhi elettronici non sono omologati ancora per fare da controllori della Rca e della revisione; e chissà quando lo saranno, considerati i tempi biblici della burocrazia. I controlli non sono mai partiti, per la difettosità delle norme precedenti e la conseguente impossibilità di omologare o approvare apparecchi per rilevare queste infrazioni. Che poi, dice Caprino, dovrebbero essere gli stessi apparecchi già usati per gli altri controlli automatici già esistenti.

SITUAZIONE DELICATA

In più, vista la delicatezza della posta in gioco, le telecamere dovranno essere perfettamente verificate: non dovrà esserci nessun dubbio sul loro funzionamento. Si entra in un campo minato: basti pensare alla pioggia di ricorsi per la mancata taratura di certi apparecchi automatici, con le conseguenti battaglie giudiziarie che già avvengono per quanto riguarda l'eccesso di velocità (o il passaggio col semaforo rosso).

DOV'È IL PROBLEMA

Non sarebbe difficile far approvare (od omologare) dal ministero delle Infrastrutture le telecamere per il controllo di Rca e revisione, e far funzionare gli apparecchi già esistenti per le altre infrazioni già accertabili in automatico da anni. Fanno eccezione solo gli apparecchi di sorveglianza degli accessi nelle Zone a traffico limitato: non sono interconnessi con banche dati esterne e possono scattare immagini solo su veicoli che non superano i 70 km/h. Le difficoltà stanno nell'aggiornare in tempo reale le banche dati con i numeri di targa dei veicoli senza polizza Rc auto o non sottoposti a revisione. Restiamo in fiduciosa attesa che prima o poi la situazione si sblocchi, anche a beneficio della sicurezza stradale: chi viaggia senza Rca si trasforma spesso in pirata della strada, scappando dopo un incidente, ben sapendo che, senza copertura assicurativa, toccherà a lui coprire i danni.

Pubblicato in Attualità il 14 Aprile 2016 | Autore: Redazione


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