Mercedes richiama 705 mila auto per gli airbag Takata

Il richiamo per gli airbag difettosi Takata riguarderà 705 mila auto e 136 mila furgoni con un costo di 340 milioni di euro

10 febbraio 2016 - 13:04

Continua senza il minimo arresto l'ondata di richiami che le Case automobilistiche devono organizzare a causa degli airbag difettosi del produttore giapponese Takata. Stavolta è Daimler a dover far rientrare circa 840.000 veicoli in America, con costi notevoli; l'ennesima brutta notizia che non pone fine al periodo tormentato che ha messo in ginocchio l'Azienda nipponica. Dopo l'ultimo grande rientro negli Usa relativo i veicoli della Ford, ecco i dettagli che interessano la Mercedes-Benz.

UNA SPESA NOTEVOLE – E' stata la Daimler stessa ad annunciarlo e questa novità è arrivata dritta al cuore di Takata (dopo il richiamo di Ford; leggi qui le particolarità della vicenda), che ormai tenta di rialzarsi ma con poche speranze, perché con scadenza regolare, i Costruttori scoprono problemi negli airbag prodotti dall'Azienda giapponese. Stavolta il richiamo interessa circa 840.000 veicoli venduti nel mercato statunitense, circa 705.000 sono automobili, mentre 136.000 sono furgoni. Con esattezza non si sa quali modelli sono stati colti da questa ormai nota problematica, probabilmente perché ce ne è più di uno. Ad ogni modo il Costruttore tedesco ha fatto sapere che questa operazione avrà un costo di 340 milioni di Euro; i costi stimati saranno riconosciuti come fondo nel corso dell'esercizio 2015, con l'utile netto che quindi diminuisce a 8,7 miliardi di Euro (nel 2014 si era chiuso a 7,3 miliardi di Euro).

IL SOLITO PROBLEMA – Ad oggi il malfunzionamento degli airbag Takata ha provocato ferite (più o meno gravi) a più di 100 persone e ha causato la morte a 10 di queste. Il grave problema è sempre il solito e pare che Takata non riesca a risolverlo, dal momento che ha chiesto aiuto e consulenza anche alla diretta concorrente “Daicel Corporation” (e non solo, ha chiesto aiuto anche alle Case automobilistichi; leggi qui il perché). La causa dei malfunzionamenti è stata identificata nell'instabilità del composto chimico impiegato da Takata all'interno del dispositivo. Gli airbag si gonfiano perché al loro interno una piccola quantità di nitrato d'ammonio esplode (favorendo appunto il gonfiaggio del dispositivo di sicurezza). Sta succedendo però che la miscela esplosiva si deteriora in tempi molto rapidi, generando così un'esplosione veloce e tanto violenta da far esplodere anche il contenitore metallico che la racchiude, causando una diffusione violenta di schegge nell'abitacolo.

RICHIAMI INFINITI – L'incidente mortale di un guidatore che negli Usa ha perso la vita perché una di queste schegge gli si è conficcata nel collo, ha scatenato il penultimo richiamo della Ford, di 400.000 unità. Quello di Takata è un vero e proprio scandalo, ormai di proporzioni incredibili: ha interessato fino ad ora 14 Case costruttrici di automobili e mezzi pesanti, coinvolgendo circa 28 milioni di veicoli. La stessa National Highway Trafic Safety Administration (NHTSA, l'ente preposto alla sicurezza sulle strade USA) non crede che il problema sia terminato, non a caso, dopo il richiamo Ford, aveva annunciato provvedimenti simili per altre Aziende. Adesso la posizione di Takata è  molto critica, perché ha un'immagine da ricostruire, molti soldi da pagare ai Costruttori e un'azienda da rifondare, infatti la prima figura messa in discussione è stata proprio quella dell'attuale Presidente Shigehisa Takada (leggi qui i dettagli sulla sua posizione).

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